Inchiesta arbitri inter indagata e archiviata: cosa rischia ora e cosa emerge ultime news
Nuovi sviluppi nell’inchiesta legata all’arbitraggio: la Procura di Milano ha chiesto l’archiviazione per la parte relativa alle presunte pressioni sulle designazioni arbitrali, mentre un diverso filone di indagine è stato stralciato e trasferito alla competenza territoriale di Monza. Il quadro emerso nei documenti di Procura delinea un contesto in cui l’accusa ipotizzava un condizionamento, ma l’impianto probatorio raccolto viene ricondotto a interferenze e non a un reato strutturato tale da incidere sulla regolarità delle gare.
inchiesta arbitri: archiviazione richiesta dalla procura di milano
Nel comunicato firmato dal procuratore Marcello Viola viene richiamato il tema delle cosiddette interferenze nelle designazioni. Il punto centrale riguarda l’assenza, secondo la Procura, di un elemento capace di dimostrare un sistema strutturato in grado di alterare la regolarità delle competizioni finite sotto i riflettori. In conseguenza dell’esclusione del reato presupposto, la Procura di Milano ha proceduto con la richiesta di archiviazione.
L’inchiesta prende origine dalle ipotesi accusatorie secondo cui il disegnatore arbitrale Gianluca Rocchi avrebbe subito pressioni da parte della società Inter. L’ipotesi, nel merito, non ha trovato riscontri ritenuti sufficienti: la ricostruzione evidenzia la sussistenza storica dei singoli episodi ipotizzati, ma l’impostazione giudiziaria afferma che il contenuto acquisito supporterebbe più correttamente il concetto di interferenze rispetto alla contestazione di frode sportiva.
interferenze nelle designazioni: cosa dice il comunicato
Uno dei passaggi descrive, nei limiti del materiale probatorio acquisito, l’esame degli elementi raccolti. La richiesta di archiviazione ricostruisce la sussistenza storica dei singoli episodi di interferenza tramite l’analisi delle intercettazioni telefoniche e della relativa tempistica, con confronti, in alcuni casi, rispetto agli esiti dei servizi di pedinamento.
Per la parte delle contestazioni legate alle presunte comunicazioni relative alla sala Var di Lissone, lo stesso comunicato prevede lo stralcio e la trasmissione degli atti al procuratore di Monza Claudio Gittardi.
inchiesta arbitri: come si divide il procedimento e quali filoni restano aperti
La prosecuzione dei lavori giudiziari deriva dalla definizione dei due filoni emersa dopo un riassetto dell’indagine. Per il presunto sistema di condizionamento delle designazioni arbitrali, il pubblico ministero Maurizio Ascione ha chiesto l’archiviazione; la parte relativa alle ipotetiche comunicazioni legate alla sala Var della serie A a Lissone è stata invece stralciata e inviata alla Procura di Monza competente per territorio.
indagati nel contesto arbitrale: nominativi e ruoli
Nel quadro complessivo dell’inchiesta figurano cinque persone indagate. Tra i soggetti principali figurano:
- Gianluca Rocchi, designatore (autosospeso)
- Andrea Gervasoni, supervisore (autosospeso)
- Daniele Paterna, assistente
- Rodolfo Di Vuolo, assistente alla sala Var
- Luigi Nasca, assistente alla sala Var
inter rischia ancora: passaggi chiave sullo stato dell’accusa
Con la decisione della Procura di Milano, il profilo relativo all’Inter risulta già archiviato, collegato all’esclusione del reato presupposto. Resta però la valutazione dei magistrati di Monza e della giustizia sportiva sugli atti trasmessi, per comprendere se possano emergere ulteriori risvolti sul diverso versante dell’indagine, ormai separato dal filone principale milanese.
Nel comunicato firmato da Marcello Viola viene ribadito il punto terminologico: si parla di interferenze nelle designazioni, senza richiamare un sistema strutturato. La Procura ritiene dunque non sufficiente l’impianto per affermare un’incidenza sulla regolarità delle gare prese in esame.
atti verso giustizia sportiva e organismi competenti
Gli esiti e gli atti dell’inchiesta milanese sono destinati anche ad altri ambiti. Risulta infatti che il materiale venga trasmesso alla Procura federale della Figc, guidata da Giuseppe Chinè, e al Coni – Procura generale dello sport. Parallelamente, è indicata l’attenzione della Commissione parlamentare antimafia, interessata a verificare eventuali infiltrazioni o legami con la criminalità organizzata.
filone monza: bussate alla sala var di lissone e ipotesi contestate
A Monza, competente per territorio, prosegue il filone sulle presunte “bussate” alla sala Var di Lissone. Gli episodi contestati risultano essere due, con un totale di quattro indagati nel perimetro dell’istruttoria di Monza. Oltre a Rocchi, risultano coinvolti Andrea Gervasoni e i due assistenti alla sala Var, Rodolfo Di Vuolo e Luigi Nasca.
Nel contesto dei passaggi documentali, è indicato che la Procura di Milano abbia trasmesso copia degli atti sia alla Procura federale della Figc sia al Coni – Procura generale dello sport.
cosa cambia per rocchi: decisione della procura e ruolo di monza
La richiesta di archiviazione interessa la porzione dell’inchiesta relativa alle designazioni arbitrali. Sul versante giurisdizionale, per la parte milanese, la decisione spetta alla giudice per le indagini preliminari Giulia Marozzi, chiamata a valutare se mettere fine alla vicenda per il perimetro interessato. Per il profilo societario, l’Inter risulta già archiviata, mentre un eventuale impulso ulteriore su questo specifico punto potrebbe rientrare, in termini generali, nelle prerogative della Procura generale.
Nel perimetro milanese, resta indicato anche un altro nodo: se Milano si spoglia della parte principale sulle presunte designazioni pilotate per favorire i nerazzurri, nel capoluogo lombardo rimane il filone che riguarda Daniele Paterna, accusato di false informazioni al pubblico ministero. La contestazione è collegata a un video in cui, durante il match Udinese-Parma giocato il primo marzo 2025, l’assistente al Var appare chiedere “E’ rigore?”.
posizione dell’avvocato di rocchi
Per conto della difesa, l’avvocato Antonio D’Avirro affiancato da Antonio Bana ha descritto la richiesta di archiviazione come una soluzione attesa dopo l’interrogatorio di Rocchi. Il legale ha riferito che, nel corso dell’interrogatorio, sarebbero stati forniti chiarimenti e ribadita l’autonomia e l’indipendenza delle scelte arbitrali, collegando tale ricostruzione alla richiesta di archiviazione presentata dalla Procura.
Secondo quanto riportato, lo stralcio trasmesso a Claudio Gittardi non avrebbe suscitato preoccupazione nella prospettiva difensiva, poiché il comportamento contestato sarebbe orientato a correggere un gravissimo errore. L’avvocato ha inoltre collegato l’esito alla possibilità di ottenere una decisione in tempi rapidi, pur riconoscendo che l’indagine abbia avuto un forte impatto mediatico con conseguenze personali e professionali. Sul futuro di Rocchi, la difesa ha indicato l’impossibilità di fornire risposte immediate, rimandando agli sviluppi successivi.
personaggi citati nell’inchiesta arbitri
- Marcello Viola
- Gianluca Rocchi
- Maurizio Ascione
- Paolo Ielo
- Andrea Gervasoni
- Daniele Paterna
- Rodolfo Di Vuolo
- Luigi Nasca
- Claudio Gittardi
- Giulia Marozzi
- Giuseppe Chinè
- Antonio D’Avirro
- Antonio Bana