Incendi in Europa tra Francia e Spagna: migliaia di ettari in fiamme ed evacuazioni
La crisi legata agli incendi resta particolarmente critica tra Francia e Spagna, con i fronti di fuoco alimentati da vento e temperature elevate. Nei Pirenei Orientali l’emergenza vicino al monte Canigou registra un’intensificazione, mentre in Catalogna l’incendio della Costa Brava viene considerato stabilizzato, ma con un rischio ancora alto in seguito a una nuova ondata di calore.
incendi nei pirenei orientali: fronte di fuoco di circa 18 chilometri
Nei Pirenei Orientali, l’incendio sviluppatosi nell’area di Trevillach, vicino al monte Canigou, ha “riacquistato forza”. Il prefetto dei Pirenei orientali, Pierre Regnault de la Mothe, ha indicato che si tratta di un fronte di fuoco di circa 18 chilometri, che richiede l’impiego di ingenti risorse terrestri e aeree. Nelle comunicazioni ufficiali viene inoltre evidenziato che l’incendio ha ripreso vigore sui fianchi destro e sinistro.
vigili del fuoco, mezzi impiegati ed evacuazioni
Le operazioni di spegnimento coinvolgono oltre 700 vigili del fuoco, supportati da 200 veicoli e nove velivoli. Secondo quanto riportato dal prefetto, nella zona sarebbero presenti circa 80 persone evacuate. Agli abitanti di diversi villaggi è stato chiesto di autoisolarsi per limitare l’esposizione all’emergenza.
Il quadro operativo si sta complicando per l’aumento del vento tramontano e per l’intenso calore percepito nell’area. Il colonnello Stéphane Clerc ha sottolineato che, nonostante una riduzione temporanea dell’intensità, l’incendio ha ripreso vigore sotto l’effetto del vento di tramontana.
incendio stabilizzato in costa brava: rischio elevato dopo nuova ondata di calore
In Catalogna, l’incendio di grande dimensione sulla Costa Brava risulta stabilizzato. Le fiamme, esplose nella zona vicino alla località turistica della costa nord-orientale della Spagna, hanno distrutto oltre 2.200 ettari. Le autorità mantengono però un livello di allerta alto, spiegando che il pericolo resta elevato a causa della nuova ondata di calore che sta interessando il territorio.
2.200 ettari bruciati e quasi tutto dentro l’area protetta di gavarres
I vigili del fuoco hanno comunicato che, secondo dati aggiornati dagli agenti forestali, risultano bruciati 2.200 ettari e che quasi il 97% dell’area colpita ricade all’interno dell’area naturale protetta di Gavarres.
Nel comunicato dei vigili del fuoco catalani viene indicata una giornata complicata per il giorno in corso, soprattutto per l’effetto delle alte temperature e per la presenza di numerose colonne di fumo lungo il perimetro dell’incendio. L’andamento viene inoltre descritto come caratterizzato da un perimetro molto discontinuo, con isole di vegetazione non bruciate che possono generare molte fumarole.
Queste condizioni richiedono un monitoraggio dettagliato dell’intero perimetro per prevenire possibili riaccensioni. È stato precisato che il lavoro svolto durante la notte ha consentito di consolidare il perimetro dell’incendio boschivo di La Bisbal d’Empordà, ora posto sotto controllo.
lockdown locali, possibile revoca e causa indicata dalle autorità
L’incendio si è sviluppato venerdì mattina nei pressi di Girona, a circa venti chilometri dalla costa mediterranea. Se la situazione dovesse continuare a migliorare, i vigili del fuoco indicano la possibilità di revocare i lockdown in una decina di comuni e di consentire il rientro dei residenti nelle proprie case.
Secondo le autorità, l’incendio sarebbe stato probabilmente causato da negligenza. Secondo i media spagnoli, l’ipotesi riguarda un operaio di un’impresa edile che avrebbe utilizzato una smerigliatrice angolare in un’area vietata. Sabato sera, il presidente della Catalogna Salvador Illa ha confermato l’arresto di una persona, senza fornire ulteriori dettagli.
quadro europeo e dimensione storica degli incendi
La Spagna, indicata come Paese in prima linea nella lotta contro i cambiamenti climatici in Europa, ha affrontato nella scorsa estate i peggiori incendi della sua storia recente, come ricordato dal primo ministro Pedro Sánchez a maggio. In riferimento all’impatto dello scorso anno, il dato riportato fa riferimento a 393mila ettari devastati dalle fiamme in Spagna, secondo il Sistema europeo di informazione sugli incendi boschivi (Effis).
figure citate nelle comunicazioni
Le dichiarazioni e i riferimenti istituzionali presenti nel resoconto includono:
- Pierre Regnault de la Mothe
- Stéphane Clerc
- Salvador Illa
- Pedro Sánchez