Bambini a bologna senza aria condizionata genitori non pagano la retta dopo i disagi
Temperature elevate e ambienti senza adeguata climatizzazione accendono una protesta organizzata a Bologna, dove famiglie con bambini in età 0-3 e 0-6 contestano le condizioni interne dei nidi e delle scuole dell’infanzia. La mobilitazione, avviata dal comunale “Vestri”, non assume la forma di scioperi o scontri pubblici, ma si concretizza in una diffida formale indirizzata alle istituzioni competenti, con richieste precise entro un termine di 15 giorni. L’obiettivo dichiarato è garantire condizioni microclimatiche adeguate in tutti gli ambienti frequentati dai bambini.
diffida per la climatizzazione nei nidi: richieste al comune di bologna
La lettera inviata al sindaco Matteo Lepore, all’assessore alla Scuola Daniele Ara e al settore sistema integrato di educazione e istruzione 0-6 anni mette al centro la necessità di intervenire con misure concrete. Il documento chiede che, entro 15 giorni, siano assicurate condizioni microclimatiche adeguate in tutti gli ambienti destinati alla permanenza dei bambini.
La diffida richiede anche una risposta scritta su più punti: quali interventi siano programmati e con quali tempi; se e in che modo il rischio da stress termico sia stato valutato; quali ulteriori misure verranno adottate per tutelare salute e sicurezza nelle giornate di caldo intenso e nel mese di settembre.
risposte dell’assessore ara: impianti, pinguini e aperture fino al 21 luglio
A rispondere è Daniele Ara, richiamando alcune iniziative già avviate. Il primo passaggio riguarda l’installazione, da anni, di almeno un condizionatore in un ambiente dei nidi. Il secondo punto cita l’anno in corso, con l’installazione di ottanta “Pinguini” nello 0-6. Un ulteriore elemento riguarda la gestione operativa: i nidi vengono tenuti aperti fino al 21 luglio per andare incontro alle famiglie.
Nel merito della possibilità di climatizzare l’intero sistema, l’assessore sottolinea un limite strutturale: secondo quanto riportato, nel 2026 sono stati investiti 350mila euro per climatizzare un’aula in ogni scuola dell’infanzia, comunale e statale. Il ragionamento espresso collega l’impossibilità di climatizzare tutto alla necessità di evitare un’esposizione concentrata dei bambini in ambienti chiusi e di mantenere un approccio più ampio, che includa fotovoltaico, un uso più efficace dei giardini e nebulizzazione.
comitato genitori del nido vestri: carenze nei sistemi e interventi in autonomia
La contestazione delle famiglie nasce da una condizione percepita come non risolta in modo uniforme. Alberto, presidente del Comitato dei genitori del nido Vestri, descrive una situazione in cui, nel nido in questione (chiuso nella giornata indicata), come in altre strutture, non risulta presente un sistema di climatizzazione adeguato in tutti gli ambienti frequentati dagli allievi. Secondo la ricostruzione, l’unico luogo refrigerato tramite un condizionatore portatile sarebbe il dormitorio, il cosiddetto “pinguino”.
Un ulteriore elemento riguarda la tempistica: già lo scorso aprile le maestre avrebbero sollecitato gli uffici comunali per un intervento, incontrando rinvii. Il Comitato afferma poi di aver deciso di agire in modo autonomo, portando un climatizzatore e fornendo alle insegnanti la liberatoria per l’uso. Nel racconto riportato, l’avvio dell’intervento da parte del Comune sarebbe stato collegato a questioni relative alle garanzie assicurative.
contenuti della contestazione: rischi per la salute e inadempimento nei mesi estivi
La diffida riporta argomentazioni centrali sulla tutela dei bambini. Viene indicato che la costrizione dei bimbi in un unico locale climatizzato configurerebbe una condizione di sovraffollamento indoor con possibile aumento del rischio di trasmissione di patogeni. Allo stesso tempo, la permanenza nelle altre stanze calde viene presentata come elemento che compromette i requisiti igienico-sanitari e microclimatici, esponendo a pericoli legati a ipertermia e grave colpo di calore.
Nel testo della protesta si richiama anche l’impatto sul benessere: sarebbero stati osservati segnali di disagio quali insofferenza e irritabilità, con comparsa o aggravamento con l’aumento del caldo. Le famiglie collocano la situazione dentro una più ampia inadeguatezza del sistema scolastico bolognese, manifestando vicinanza al personale educativo impegnato per fronteggiare carenze attribuite all’Amministrazione.
richieste su pagamenti e riserva di sospensione rette
La contestazione include un riferimento all’“integrale inadempimento del servizio” nei mesi di giugno e luglio 2026. In assenza di un riscontro concreto e di interventi ritenuti effettivi, i genitori dichiarano di riservarsi la possibilità di sospendere o ridurre il pagamento delle rette relative a giugno e luglio, con eventuale estensione anche ai mesi successivi.
programmazione indicata dal comune: investimenti e distribuzione di condizionatori mobili
Le posizioni riportate trovano un riferimento anche in comunicazioni interne del Comune. A fine giugno, Ara e l’assessore ai Lavori pubblici Simone Borsari avrebbero inviato una lettera ai presidenti dei comitati di nidi e infanzia per descrivere la situazione degli investimenti. Secondo quanto riportato, dal 2016 l’amministrazione avrebbe investito oltre 760mila euro in impianti di condizionamento per nidi e scuole dell’infanzia, con prosecuzione degli interventi.
Viene inoltre indicato che, fino a quel momento, gli interventi avrebbero garantito il raffrescamento di almeno un ambiente in ogni scuola dell’infanzia (con più ambienti nelle strutture più grandi) e di tutti i dormitori dei 48 nidi comunali, per un totale di circa 144 strutture non di recente realizzazione.
pinguini estivi e riallocazione delle risorse tra nidi e centri estivi
In vista dell’estate, il Comune dichiara di aver distribuito a partire da inizio giugno circa 50 condizionatori mobili nei nidi e nelle scuole dell’infanzia, definiti “pinguini”. Ulteriori 30 apparecchi sarebbero stati installati negli ultimi giorni. A partire dal 1° luglio, con la chiusura delle scuole dell’infanzia, i dispositivi mobili esistenti verrebbero destinati ai nidi e alle strutture che ospitano centri estivi. Le strutture scolastiche dell’infanzia che non ospitano centri estivi manterrebbero invece i dispositivi trasferendoli ai nidi adiacenti, con riorganizzazione delle attività in spazi indicati come completamente climatizzati.
risposta su programmazione e operatività del personale
Ulteriori dichiarazioni riguardano anche la modalità di gestione delle criticità. In risposta a interrogazioni presentate da Matteo Di Benedetto (Lega) e Nicola Stanzani (Fi), l’assessora al Bilancio Roberta Li Calzi avrebbe affermato che non si tratterebbe di una logica dell’emergenza, ma di una programmazione specifica, attenta e condivisa, affiancata da una pronta operatività del personale per affrontare tempestivamente le criticità.
mobilitazione estesa e richiesta di risposte entro il termine fissato
La protesta, partita dal nido comunale Vestri, viene descritta come destinata ad allargarsi ad altre strutture e alle scuole dell’infanzia. Alcune scuole dell’infanzia avrebbero già contattato i promotori della campagna. Il cuore della richiesta resta la stessa: ottenere condizioni microclimatiche adeguate in tutti gli ambienti e ricevere una risposta formale su interventi, valutazione del rischio e misure per le settimane di caldo intenso e per il mese di settembre.
Personaggi e figure citate:
- Matteo Lepore (sindaco)
- Daniele Ara (assessore alla Scuola)
- Simone Borsari (assessore ai Lavori pubblici)
- Roberta Li Calzi (assessora al Bilancio)
- Alberto (presidente del Comitato dei genitori del nido Vestri)
- Matteo Di Benedetto (Lega)
- Nicola Stanzani (Fi)
