Incendi boschivi +36% nel 2026: i allarmanti secondo legambiente
Gli incendi boschivi in Italia stanno assumendo un ritmo sempre più preoccupante, con un incremento già visibile ben oltre il perimetro tradizionalmente associato alla stagione estiva. Un quadro che emerge dai dati analizzati in un report focalizzato sull’andamento degli episodi anche nei mesi considerati meno critici, dove il fuoco risulta invece capace di estendere i propri margini temporali e territoriali.
incendi boschivi italia: +36,3% dal gennaio al 15 giugno 2026
Nel periodo compreso tra gennaio e il 15 giugno 2026, gli incendi boschivi in Italia sono aumentati del 36,3% rispetto allo stesso intervallo del 2025. Secondo le elaborazioni contenute nel report, la crisi climatica e le temperature record stanno prolungando la fase di rischio, estendendo la stagione critica verso primavera e inverno.
Nei mesi che dovrebbero presentare una bassa intensità e che precedono l’avvio della stagione Antincendio Boschivo, risultano comunque registrati 469 roghi con 9.545 ettari andati in fumo. Il totale viene rapportato a una dimensione equivalente a 13.368 campi da calcio, valore che rende immediata l’ampiezza del fenomeno già nelle fasi iniziali dell’anno.
Il documento, che utilizza i dati EFFIS (European Forest Fire Information System), sottolinea come l’andamento attuale costituisca un campanello d’allarme e indica il rischio concreto di superare a fine anno il primato registrato nel 2025.
geografia degli incendi: cambiano le regioni più colpite
Un altro elemento di rilievo riguarda la trasformazione della distribuzione territoriale del fenomeno. Le zone che in passato non venivano considerate ad alto rischio mostrano valori significativi già nei primi mesi dell’anno.
piemonte, liguria e toscana tra i territori con maggiori ettari bruciati
Nel quadro del periodo monitorato, il Piemonte registra 355 ettari in fumo, la Liguria raggiunge 386 ettari, mentre la Toscana arriva a 623 ettari bruciati solo a maggio, in provincia di Lucca.
sicilia e calabria restano tra le aree più esposte
Accanto ai cambiamenti in alcune aree, si confermano le regioni storicamente maggiormente colpite. La Sicilia totalizza 4.769 ettari bruciati e 175 roghi. La Calabria registra invece 1.543 ettari e 156 roghi. Seguono, con evidenze nel report, Campania, Puglia, Sardegna e Basilicata.
stagione aib e gestione del rischio: dal 15 giugno al 15 ottobre
A livello nazionale, la stagione dell’Antincendio Boschivo risulta attualmente fissata dal 15 giugno al 15 ottobre. Durante questa finestra, Protezione Civile e Vigili del Fuoco intensificano le attività di prevenzione e spegnimento, con l’impiego di canadair ed elicotteri.
Nel report viene ribadito che la criticità non può essere interpretata come un insieme di episodi straordinari limitati a poche settimane estive. La lettura proposta mette al centro una fragilità territoriale ormai strutturale, presente in quasi tutte le aree del Paese per lunghi periodi dell’anno.
La valutazione di Antonio Nicoletti, responsabile aree protette di Legambiente, evidenzia un fuoco descritto come fenomeno ciclico e prevedibile, alimentato dalle debolezze della gestione locale. In tale prospettiva, viene considerata prioritaria la necessità di anticipare la fase di alto rischio: almeno al 15 maggio, invece dell’attuale avvio al 15 giugno.
Le indicazioni insistono anche sulla costruzione di una prevenzione mirata e “sartoriale”, in grado di disinnescare le potenziali cause legate a condizioni climatiche e territoriali, evitando unicamente l’attesa dell’emergenza dopo l’innesco.
indice di recidività comunale: concentrazione degli incendi negli stessi luoghi
Una novità presentata nel report riguarda l’indice di recidività comunale, introdotto per la prima volta con l’obiettivo di misurare la concentrazione sistematica degli incendi negli stessi comuni prima dell’avvio della stagione AIB.
dieci comuni attenzionati tra Sicilia e Calabria
Nel documento risultano dieci comuni con il maggior numero di incendi registrati prima della stagione Antincendio Boschivo. Tutti si trovano in Sicilia e Calabria. Il livello di allerta riguarda in particolare Montalbano Elicona (ME), Reggio Calabria (RC) e Papasidero (CS), dove il numero di roghi oscilla tra dieci e oltre venti focolai.
proposte di legambiente: anticipare la stagione e rafforzare gestione e dati
Accanto all’analisi dei dati, Legambiente affianca al report 14 proposte rivolte al Governo. Le misure vengono presentate come interventi da attivare con tempestività per superare fragilità gestionali e vulnerabilità territoriali.
Tra le richieste principali compare l’anticipazione della stagione dell’Antincendio Boschivo ad almeno il 15 maggio. La linea proposta include anche un sostegno efficace ai comuni e un maggiore coordinamento della Protezione Civile.
Nel pacchetto indicato è inclusa la creazione di un sistema nazionale capace di fornire dati e informazioni utili sulle aree percorse dal fuoco e sui costi dei danni. Altri interventi contemplati riguardano il rafforzamento delle sanzioni penali e l’aggiornamento delle linee guida relative ai Piani AIB delle aree protette nazionali.
pianificazione forestale e integrazione con l’adattamento climatico
Un ulteriore punto evidenziato dal report riguarda la pianificazione nel contesto italiano. In Italia risulta sottoposto a pianificazione forestale soltanto il 21% della superficie boscata. Rimane inoltre una forte frammentazione tra i diversi livelli di pianificazione e una scarsa integrazione tra i piani Antincendio Boschivi e quelli legati all’adattamento climatico.
Antonio Nicoletti, responsabile aree protette di Legambiente; Montalbano Elicona (ME); Reggio Calabria (RC); Papasidero (CS).
