Il caso Roggero e l'arma del 2005: il precedente che ha influenzato la sentenza

• Pubblicato il • 4 min
Il caso Roggero e l'arma del 2005: il precedente che ha influenzato la sentenza

Un precedente del 2005, legato a una lite familiare degenerata in minaccia armata, torna al centro delle motivazioni che hanno portato a rendere definitiva una condanna pesante. La vicenda riguarda Mario Roggero, gioielliere di Grinzane Cavour, che ha ricevuto una pena complessiva di 14 anni e 9 mesi per l’uccisione di due rapinatori e il ferimento di un terzo durante un assalto al suo negozio nell’aprile 2021. La Corte di Cassazione ha chiuso definitivamente il procedimento, confermando quanto già stabilito dalla Corte d’Assise d’Appello di Torino.

condanna Mario Roggero: conferma della cassazione a 14 anni e 9 mesi

Le sentenze definitive richiamano un episodio accaduto in passato, precisando che non ha a che fare con una rapina né con una vicenda riconducibile alla legittima difesa. Il punto centrale è l’uso dell’arma maturato in un contesto del tutto diverso, poi considerato dai giudici nella valutazione della personalità dell’imputato e delle sue modalità di reazione agli eventi.

Per i fatti del 2021, la difesa aveva impostato la tesi della legittima difesa. Le decisioni di merito e la Suprema Corte, invece, hanno escluso che l’uso delle armi fosse proporzionato e necessario rispetto al pericolo ormai cessato: il gioielliere avrebbe colpito i malviventi mentre erano in fuga.

episodio 2005 con pistola: lite familiare, minacce e patteggiamento

Il precedente risale al 17 dicembre 2005. Secondo la ricostruzione contenuta nei provvedimenti giudiziari, quella sera Roggero venne chiamato dalla figlia, che aveva chiesto aiuto dopo essere stata lasciata in strada dal fidanzato. Nel corso della discussione tra i giovani, il ragazzo avrebbe colpito la ragazza con uno schiaffo. Dopo essere rientrato a casa, il giovane sentì suonare il citofono e si ritrovò di fronte Roggero, che lo avrebbe insultato definendolo “bastardo”.

La sequenza ricostruita proseguì con la condotta di Roggero che, dopo gli insulti, avrebbe spinto il ragazzo e lo avrebbe colpito con pugni al volto. Successivamente arrivarono anche i genitori del giovane. A quel punto, sempre secondo quanto riportato nelle sentenze, Roggero avrebbe estratto una pistola e li avrebbe minacciati, costringendo per paura a chiudere il cancello che separava il cortile dall’abitazione.

patteggiamento nel 2007 per ingiurie e minacce aggravate dall’uso dell’arma

La vicenda si concluse con denunce reciproche e con un successivo patteggiamento. Nel 2007, Roggero patteggiò davanti al Tribunale di Alba una pena di due mesi, sostituita con una multa da 2.280 euro, per ingiurie e minacce aggravate dall’uso di un’arma.

precedente valutato sulla personalità: reazione impulsiva agli eventi

Nei passaggi motivazionali, il precedente del 2005 non viene presentato come fatto collegato alla rapina del 2021. Serve, invece, come elemento inserito dai giudici nella valutazione complessiva della personalità dell’imputato e delle sue modalità di reazione alle circostanze. Nelle motivazioni confermate dalla Cassazione, emerge che Roggero sarebbe affetto da un disturbo post traumatico da stress connesso alla precedente rapina subita nel 2015.

Le sentenze riportano anche che, dopo quell’episodio, Roggero avrebbe maturato l’idea “di dover agire da solo”, ritenendo che le autorità non avessero svolto adeguatamente il proprio compito.

modalità impulsiva di reazione già presente nel passato

I giudici sottolineano che la modalità impulsiva di reazione agli eventi risultava già presente nel passato. Questo passaggio si collega alla valutazione del comportamento tenuto nella notte del 2021, quando Roggero inseguì i malviventi fuori dalla propria attività e sparò contro di loro, provocando la morte di due persone e il ferimento di una terza.

esclusione della legittima difesa nel 2021: pericolo cessato e colpi durante la fuga

La conclusione del procedimento giudiziario avviene con il definitivo pronunciamento della Cassazione. Il cuore della decisione riguarda il mancato riconoscimento della legittima difesa richiesto dalla difesa: non risulta, secondo le valutazioni dei giudici, una reazione armata proporzionata e necessaria rispetto al pericolo, ritenuto ormai cessato. In questa ricostruzione, il gioielliere avrebbe colpito i rapinatori mentre erano in fuga, circostanza che ha inciso sull’esito del giudizio.

Quando Roggero minacciò con una pistola il fidanzato della figlia: il precedente richiamato nella sentenza per gli omicidi dei rapinatori
Categorie: Cronaca

Per te