Hamas annuncia lo scioglimento dell organismo di governo a Gaza
La Striscia di Gaza torna al centro delle trattative politiche e amministrative con una decisione ufficiale del governo di Hamas. È stato annunciato il passo indietro del cosiddetto Comitato d’emergenza, aprendo una fase di possibile trasferimento di competenze verso un nuovo organismo di gestione proposto nell’ambito di un piano statunitense.
dimissioni del comitato d’emergenza di hamas a gaza
Il governo di Hamas nella Striscia di Gaza ha comunicato le dimissioni del Comitato d’emergenza, l’amministrazione guidata dal movimento islamista che gestisce l’enclave palestinese. Le procedure interne sono state indicate come completate e Mohammed al-Farra, a capo dell’ente, ha formalizzato l’uscita di scena.
La mossa consente di avviare il trasferimento delle competenze verso il Comitato nazionale per l’amministrazione di Gaza, un organismo di tecnocrati istituito dal Board of peace di Trump e guidato dal palestinese Ali Shaath. Finora il comitato non ha potuto insediarsi nell’enclave a causa dell’opposizione del governo israeliano, che ha bloccato l’ingresso dei suoi funzionari nella Striscia, in un territorio ancora in gran parte sotto presenza militare israeliana dopo i bombardamenti.
continuità dei servizi e gestione sotto il nuovo organismo
Hamas ha precisato che tutti i dipendenti pubblici continueranno a garantire i servizi alla popolazione. Secondo la nota diffusa dal movimento, il personale risulterebbe pronto a operare sotto la responsabilità del nuovo organismo.
La scelta viene descritta come dotata soprattutto di valore simbolico, con l’obiettivo di dimostrare la disponibilità di Hamas a cedere la gestione amministrativa della Striscia al comitato nazionale, in coerenza con un piano in 20 punti per Gaza promosso dal presidente americano Donald Trump.
richiesta di apertura dei valichi e ingresso degli aiuti
Durante una conferenza stampa riportata dai giornalisti di al Jazeera, il portavoce di Hamas Ismail al-Thawabta ha chiesto ai mediatori e a Trump di fare pressione per l’apertura dei valichi e per l’ingresso degli aiuti. Il movimento ha affermato di impegnarsi per garantire il successo del lavoro del comitato tecnico, con l’indicazione che tutti i ministeri attendono l’ingresso nella Striscia.
componente militare e nodo del disarmo ancora irrisolto
La decisione comunicata da Hamas riguarda l’assetto amministrativo e non tocca l’ala militare del movimento, considerata storicamente più forte rispetto a quella politica. Il tema centrale delle trattative, ossia il disarmo, rimane irrisolto.
Hamas ha ribadito più volte la non disponibilità a deporre le armi in assenza di un accordo di pace che preveda il ritiro completo delle forze israeliane e la fine dell’occupazione.
proposta del cairo: consegna delle armi come deposito
Nei giorni precedenti, un funzionario egiziano aveva riferito alla tv israeliana Kan che, nel quadro dei colloqui sull’attuazione del piano di pace, il Cairo avrebbe avanzato a Hamas la proposta di consegnare le armi all’Egitto come deposito.
Alla luce dello stallo nei negoziati, gli egiziani starebbero cercando di esercitare pressione sull’organizzazione affinché accetti il compromesso come alternativa al disarmo. Secondo la fonte egiziana, Hamas non mostrerebbe alcun segno di cedimento e avrebbe indicato di stare “perdendo tempo”.
posizione israeliana sulla ricostruzione di gaza e smilitarizzazione
Durante una riunione di gabinetto, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha ribadito che non vi sarebbe ricostruzione a Gaza senza lo smantellamento e la smilitarizzazione della Striscia. L’affermazione è stata collegata alle notizie secondo cui il Board of peace si starebbe mobilitando per avviare la ricostruzione delle aree ancora sotto controllo dell’esercito israeliano, indicate almeno nel 60% della Striscia, anche in assenza di disarmo da parte di Hamas.
figure chiave citate nelle decisioni e nelle dichiarazioni
- Mohammed al-Farra
- Ali Shaath
- Ismail al-Thawabta
- Donald Trump
- Benjamin Netanyahu
