Guerra in Bosnia, 6 organizzazioni chiedono la revoca del World Press Photo 1993
Un’immagine sospesa tra cronaca e realtà si è trasformata, a distanza di decenni, in un caso che continua a far discutere. Nel 1993 una fotografia diventò simbolo del fotogiornalismo di guerra, ottenendo il World Press Photo nella categoria Spot. Oggi, una nuova inchiesta ricostruisce dinamiche che gettano ombre sull’origine dello scatto, riaprendo la questione della sua autenticità e portando associazioni di giornalisti a chiedere una revoca del premio.
world press photo 1993: la foto premiata e l’unicità dello scatto
Le immagini raccolte dal fotografo serbo Bojan Stojanović mostrano una scena di esecuzione: una mitraglietta Skorpion con silenziatore, un uomo davanti, giacca scamosciata marrone e testa incassata nelle spalle, poi l’azione che porta alla morte. Nel 1993 la serie di foto presentata da Stojanović venne premiata con il World Press Photo nella categoria Spot.
La fotografia è considerata l’unica ad aver immortalato il momento di un’esecuzione durante le guerre nell’ex Jugoslavia. Il contenuto dell’immagine ritrae il paramilitare serbo Goran Jelisić mentre compie la giustizia nei confronti del civile musulmano bosniaco Husein Kršo, nel distretto di Brčko, nel maggio del 1992.
da reuters al premio wpp: come la fotografia ha viaggiato nel mondo
All’epoca l’immagine fu acquistata e distribuita da Reuters. Successivamente, l’anno seguente, arrivò anche il riconoscimento del World Press Photo. Proprio la singolarità dello scatto ha spinto la giornalista croata Barbara Matejčić a investigare sulle sue origini per un periodo di tre anni, con l’obiettivo di chiarire i dubbi che accompagnavano la scena fin dall’inizio.
inchiesta di barbara matejčić: un’esecuzione organizzata per propaganda
Nel corso della lunga ricerca, la giornalista croata ha indicato che i due reporter che riuscirono a immortalare l’episodio, Stojanović e il collega Srdžan Petrović, sarebbero stati avvertiti in anticipo che l’evento che avrebbero osservato non sarebbe stato un’azione sul campo, bensì un omicidio preparato “in favore di camera”.
killing for a photo opportunity e gli elementi emersi
L’inchiesta, intitolata Killing for a Photo Opportunity, è risultata vincitrice dell’European Press Prize ed è stata sostenuta da Journalismfund Europe. Le ricostruzioni di Matejčić attribuiscono l’organizzazione dell’esecuzione a funzionari locali della polizia e dell’esercito, con l’intento di ottenere immagini propagandistiche raffiguranti presunte “vittime serbe”.
In questo quadro, non solo la scena non sarebbe stata casuale, ma anche la narrazione che accompagnava l’immagine, rimasta in circolazione per quasi trenta anni, sarebbe stata costruita su informazioni non corrette.
la didascalia cambiata: da “cecchino musulmano” a civile
Per decenni la didascalia descriveva la vittima Husein Kršo come un “cecchino musulmano”, indicandone una presunta cattura dopo aver sparato a un convoglio serbo. L’inchiesta di Matejčić riporta invece che Kršо era un cameriere e che non risultava alcun legame con l’esercito.
Il punto di svolta avviene nel 2022, quando Matejčić presenta al WPP un video in cui lo stesso Stojanović dichiara che la vittima era un civile. Di fronte a questo elemento, l’organizzazione modifica la didascalia. L’ente, però, secondo quanto riportato, rifiuta di esaminare le accuse della giornalista riguardanti le modalità dello scatto.
petizione e revoca del premio: richieste, decisioni e motivazioni
Oggi, a distanza di anni dalle prime contestazioni, la vicenda si concentra su una richiesta formale: revocare il premio conferito al lavoro fotografico. Sei associazioni di reporter, con il sostegno della Federazione europea dei giornalisti, hanno avviato una petizione chiedendo al WPP di annullare il riconoscimento.
Nel aprile 2026, le associazioni dei giornalisti indipendenti di Serbia e Bosnia-Erzegovina hanno rinnovato la domanda di revoca a World Press Photo. La richiesta è stata respinta il 3 giugno, con la motivazione legata alla mancanza di prove sufficienti per annullare il riconoscimento.
Successivamente, l’assemblea generale della Federazione Europea dei Giornalisti ha adottato una risoluzione a sostegno della revoca. Anche SafeJournalists Network ha promosso una petizione pubblica contro WPP, chiedendo la corretta applicazione del codice etico della fondazione.
richiesta alla famiglia kršo: il riconoscimento formale del destino
Tra le richieste della petizione compare anche un aspetto specifico: un riconoscimento formale rivolto alla famiglia Kršo. L’obiettivo è far emergere e rendere riconoscibile il destino di Husein, scoperto nel 1993, quando la famiglia identificò la vittima nella foto premiata in televisione.
persone coinvolte nella vicenda
- Bojan Stojanović
- Srdžan Petrović
- Barbara Matejčić
- Goran Jelisić
- Husein Kršo
