Giugno 2026 il più caldo di sempre in europa occidentale

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Giugno 2026 il più caldo di sempre in europa occidentale

Giugno 2026 ha segnato un punto di svolta nelle tendenze climatiche dell’Europa occidentale: è risultato il giugno più caldo mai registrato nella regione, superando quello dell’anno precedente e collocandosi tra i valori più alti anche su scala europea e globale. Le temperature vicine ai record hanno trovato la spinta decisiva in mari con temperature superficiali eccezionalmente elevate, una condizione che ha rafforzato l’ondata di calore e ha aumentato l’impatto su salute pubblica, infrastrutture e sicurezza.

giugno 2026: record di caldo in europa occidentale e impatto diffuso

I dati forniti dal servizio copernicus sui cambiamenti climatici (c3s), sviluppato dal centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (ecmwf), descrivono un quadro coerente con l’ondata di calore che ha colpito Europa e, più in generale, molte aree del mondo. La combinazione di calore intenso, condizioni atmosferiche favorevoli e temperature marine elevate ha portato a malori, decessi e disagi, accompagnati dalla necessità di adattamento ai cambiamenti climatici ancora poco consolidato sul piano operativo.

In Francia, l’agenzia santé publique france ha rilevato oltre 2mila morti in più rispetto alla media stagionale. La fonte evidenzia anche che diversi decessi indiretti sarebbero stati collegati ad annegamenti nei corsi d’acqua. In Spagna, l’istituto di salute carlos iii ha invece attribuito oltre mille morti alle conseguenze legate al caldo estremo di giugno.

La dinamica del fenomeno è ricondotta principalmente a un blocco atmosferico di alta pressione che ha favorito l’arrivo di aria bollente dal nord africa. Copernicus ha sintetizzato l’evento parlando di un’ondata di calore estremo sia sulla terraferma sia in mare, con temperature record in gran parte dell’Europa occidentale e con ondate di calore marine nel Mediterraneo occidentale e lungo le coste atlantiche.

Dal punto di vista temporale, l’ondata di calore di giugno è comparsa soprattutto nella seconda metà del mese (tra il 17 e il 29 giugno) ed è arrivata dopo settimane di condizioni già particolarmente intense, considerando che poche settimane prima si era manifestata un’ondata analoga a maggio. Ulteriori valori estremi sono stati segnalati anche all’inizio di luglio. In più paesi europei, l’evento di giugno ha superato i record mensili e in alcuni casi anche i record assoluti di temperatura.

temperature globali: aria superficiale e mare ai massimi storici

Le rilevazioni globali mostrano come il caldo non sia rimasto circoscritto al continente europeo, ma abbia interessato l’intero sistema climatico. Copernicus sottolinea l’alterazione strutturale del clima, evidenziando che l’Europa occidentale ha registrato il giugno più caldo di sempre e che le temperature oceaniche globali hanno continuato a raggiungere livelli record, interpretati come un accumulo di calore nel sistema.

era5 e temperatura media dell’aria superficiale: crescita rispetto ai riferimenti

Nel set di dati era5, giugno 2026 risulta il secondo giugno più caldo a livello globale, dopo giugno 2024. La temperatura media dell’aria superficiale si è attestata a 16,54 °c, pari a 0,56 °c sopra la media mensile del periodo 1991-2020. Rispetto all’epoca preindustriale (1850-1900), la temperatura è risultata 1,39 °c superiore.

temperatura superficiale del mare: massimo mensile e persistenza

Per quanto riguarda la temperatura superficiale media del mare (oceani extrapolari), giugno 2026 è stato il più caldo mai registrato per quel mese: 20,86 °c, valore leggermente superiore di 0,01 °c rispetto a giugno 2024. Le temperature superficiali del mare sono rimaste eccezionalmente elevate in un’ampia porzione del Pacifico tropicale, area in cui sono presenti le condizioni di el niño, previste per un rafforzamento rapido nei mesi successivi.

Europa: caldo record in più aree e massime estreme

Su scala europea, la temperatura media registrata a giugno risulta essere la seconda più alta di sempre per quel mese, dopo giugno 2019. Il valore riportato è 19,14 °c, cioè 1,78 °c sopra la media del periodo 1991-2020. Nella seconda metà del mese, un’ondata di calore intensa ha interessato gran parte dell’Europa occidentale e centrale, con numerosi record di temperatura massima giornaliera, includendo casi in cui i valori sarebbero stati senza precedenti per il periodo considerato.

europa occidentale: giugno più caldo mai registrato

L’Europa occidentale, indicata come la regione più colpita, ha registrato il giugno più caldo di sempre, con 20,74 °c di temperatura media. La differenza rispetto a giugno 1991-2020 è pari a 3,05 °c, superando il precedente record stabilito a giugno 2025.

francia e germania: giorni record e nuove massime storiche

In Francia, il 23 giugno è stato dichiarato da météo-france come il giorno più caldo mai misurato nel paese dal 1947. Le temperature riportate includono 44,3 °c a pissos e 42,1 °c a bordeaux, oltre a un record per giugno a parigi con 40,9 °c. Anche in vista di nuove possibili ondate di caldo, viene segnalato che il governo di parigi ha invitato ospedali pubblici e case di riposo a rafforzare le misure di protezione.

In Germania, il 28 giugno è stato infranto il massimo storico nazionale con 41,7 °c a coschen, nel brandeburgo.

italia e quadro sanitario europeo: impatto della settimana

In Italia, durante l’ondata di calore, viene indicato che 18 città sono finite contemporaneamente in bollino rosso, con massime diffuse vicine ai 40 °c. Sul versante sanitario europeo, l’organizzazione mondiale della sanità (oms) ha segnalato che la sola settimana dal 21 giugno ha provocato oltre 1.300 decessi in eccesso direttamente collegati allo stress termico sul continente. Il totale sale a oltre 5.600 decessi nei primi giorni di luglio.

dalla siccità agli incendi: l’assetto idrologico e il rischio ambientale

Oltre al caldo estremo, in Europa si è registrata una diffusa siccità che, combinata con temperature elevate, ha contribuito alla diffusione degli incendi boschivi. La fonte colloca l’attenzione soprattutto sulla penisola iberica e sul sud della francia, mentre in alcune zone dell’europa orientale aumenta il rischio di siccità.

Il quadro viene ulteriormente spiegato con l’evoluzione dei suoli: l’ondata di calore di giugno si è sviluppata in un contesto di suoli sempre più aridi nelle aree occidentali e centrali del continente, peggiorando una situazione di carenza idrica già iniziata a maggio. La portata dei fiumi è risultata inferiore alla media in gran parte del territorio europeo, con aree coinvolte che comprendono ampie zone della Francia, gran parte dell’Europa centrale e orientale e alcune zone dell’Europa nord-orientale.

precipitazioni sopra media e allagamenti localizzati

Nonostante la siccità prevalente, la fonte indica che islanda, irlanda, gran parte del regno unito, la costa del mare del nord, la fennoscandia, gli stati baltici, la grecia e un’ampia area a nord del mar caspio hanno registrato precipitazioni superiori alla media. In alcune zone, le forti piogge avrebbero provocato allagamenti localizzati e relativi disagi.

portate fluviali superiori alla media: aree limitate

Valori di portate fluviali superiori alla media sarebbero stati osservati solo in aree relativamente ristrette. Secondo la fonte, tali condizioni riguardano principalmente irlanda, le regioni settentrionali del regno unito, alcune zone della penisola iberica meridionale, la grecia meridionale, turchia e alcune zone degli stati baltici e della scandinavia.

Clima, in Europa occidentale mai un giugno così caldo, il secondo più torrido a livello globale – I dati di Copernicus

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