Gasolio sopra i 2 euro in autostrada: addio sconto sulle accise e pieno in rialzo

• Pubblicato il • 4 min
Gasolio sopra i 2 euro in autostrada: addio sconto sulle accise e pieno in rialzo

Lo scenario dei carburanti torna a cambiare: dopo una fase di alleggerimento delle accise, lo sconto introdotto per fronteggiare l’aumento dei prezzi legato alla guerra tra Iran e Usa non prosegue più alle stesse condizioni. A partire da sabato 4 luglio i prezzi dei carburanti vengono nuovamente gravati in misura piena dall’imposta diretta, in linea con quanto indicato dal governo e con le raccomandazioni della Commissione Ue. Nel breve periodo questo si traduce in attese di rialzo al distributore, con gasolio pronto a superare i 2 euro al litro e il pieno destinato a costare di più.

La misura di sconto legata alle accise, considerata anche l’Iva, vale attualmente 6,1 centesimi di euro al litro. Il decreto di governo del 5 giugno aveva definito una rideterminazione delle aliquote con decorrenze e durata precise, fissando importi di accisa per la benzina e per gli oli da gas o gasolio usati come carburante.

carburanti dal 4 luglio: stop allo sconto accise e nuovo aumento dei prezzi

Dal 4 luglio il taglio delle accise sui carburanti, prorogato più volte dopo l’avvio originario a marzo, non viene mantenuto alle stesse condizioni. Il provvedimento si inserisce in una catena di proroghe legate all’aumento del costo del petrolio innescato dal conflitto tra Iran e Usa, che ha fatto lievitare le quotazioni internazionali.

In assenza di un’ulteriore proroga dello sconto, la rete ordinaria registra un’aspettativa di rialzo del gasolio fino a 1,94 euro al litro e un livello di 2,02 euro al litro in autostrada. Per la benzina si prevede un aumento medio a 1,86 euro al litro, con un valore di 1,95 euro al litro in autostrada.

Il conto complessivo stimato per un pieno di carburanti viene indicato in 3,05 euro di maggior costo.

sconto accise attuale: 6,1 centesimi al litro e limiti temporali del decreto

Al momento, il taglio delle accise su benzina e gasolio, includendo anche l’Iva, corrisponde a 6,1 centesimi di euro al litro. La cornice normativa richiamata fa riferimento al decreto del 5 giugno, che disponeva la rideterminazione delle aliquote con un intervallo temporale specifico.

Il decreto prevedeva che, a decorrere dal 7 giugno 2026 fino al 3 luglio 2026, le aliquote di accisa venissero rideterminate con misure indicate per:

  • benzina: 622,90 euro per mille litri
  • oli da gas o gasolio usato come carburante: 622,90 euro per mille litri

Lo stop al taglio a partire dal 4 luglio si collega quindi alla scadenza indicata dal provvedimento precedente, con conseguente ritorno a un livello di tassazione diretto più elevato.

impatto economico: costo per lo Stato e andamento dei prezzi negli ultimi mesi

Nel complesso, le misure adottate finora sulle accise hanno prodotto un esborso stimato di circa 2 miliardi di euro a carico delle casse pubbliche. L’attenzione si concentra anche sull’effetto concreto al distributore, dove l’evoluzione dei prezzi non segue pienamente la dimensione attesa degli interventi.

Negli ultimi 30 giorni, il prezzo medio del gasolio e della benzina presso i distributori risulta scendere di circa il 6%. Il dato viene messo in relazione alle dichiarazioni del ministro delle Imprese, Adolfo Urso, secondo cui sarebbero presenti margini significativi affinché le compagnie petrolifere riducano i listini.

pressione sul mercato e negoziati internazionali: richiesta di ribassi e contesto Hormuz

Secondo quanto riportato, il ministro Urso ha convocato martedì le società del settore con l’obiettivo di sollecitare una riduzione più rapida e significativa dei prezzi. La richiesta si collega al calo delle quotazioni internazionali e anche alle trattative in corso per lo sboccio della navigazione nello Stretto di Hormuz.

La prospettiva legata ai negoziati internazionali rappresenta un elemento di contesto, mentre la risposta del mercato resta oggetto di attenzione: se negli ultimi giorni il ribasso risulta contenuto, l’attenzione si sposta sul livello di intervento necessario per riflettere pienamente l’andamento dei prezzi all’origine.

richiesta di rinnovo sconto: posizione dei consumatori e condizioni minime

Dal punto di vista dell’Unione nazionale dei consumatori, l’indirizzo indicato porta a chiedere il rinnovo dello sconto sulle accise. La richiesta si fonda sull’idea che non siano stati adottati interventi strutturali per contrastare le dinamiche considerate speculative, e che non siano state introdotte modifiche per abilitare l’azione di autorità competenti anche in assenza di accordi restrittivi della concorrenza o di abusi di posizioni dominanti.

Secondo l’associazione, oltre alla questione regolatoria, il tema ruota anche attorno alla possibilità di un’azione da parte delle procure rispetto a chi approfitta di guerre o calamità per aumentare i prezzi delle merci senza necessità di accaparrare o detenere grandi quantità di materie prime.

Nella formulazione dell’Unione nazionale dei consumatori, la posizione si traduce in una richiesta operativa: riconfermare lo sconto minimo di 5 cent, pari a 6,1 con Iva al 22%.

figure coinvolte nelle dichiarazioni e posizioni sul prezzo

All’interno del quadro descritto compaiono nominativi legati alle dichiarazioni istituzionali e alle richieste del settore dei consumatori:

  • Adolfo Urso
Addio allo sconto sulle accise: da sabato il pieno torna a salire, gasolio sopra i 2 euro in autostrada

Per te