Galassia nera che ruota intorno a Vannacci e Futuro Nazionale
Un’ampia area politica a destra di Futuro nazionale viene descritta come una vera e propria “galassia” in cui confluiscono neofascisti e neonazisti. In questo quadro, Roberto Vannacci viene indicato come un punto di riferimento capace di attirare e, in alcuni passaggi, selezionare contatti già consolidati, con l’obiettivo di rafforzare il consenso e garantire continuità politica. Le dinamiche citate includono valutazioni, possibili inserimenti in strutture vicine e tentativi di trovare un assetto considerato più affine al proprio progetto, anche fuori dai confini tradizionali.
Futuro nazionale e galassia nera: gli ingressi valutati da Roberto Vannacci
Secondo quanto riportato, l’interesse verso quella che viene definita “galassia nera” si sarebbe attivato ben prima di febbraio, cioè dal momento in cui è stato lanciato FnV. Una informativa dei servizi segreti viene presentata come fonte che descrive una catena di contatti: gruppi dell’area più radicale cercano il generale e lui, a sua volta, mantiene un atteggiamento di valutazione.
Il quadro indicato parla di abboccamenti continui, con la possibilità che alcuni interlocutori vengano fatti entrare. In altri casi, il processo è descritto come non lineare: l’attesa sarebbe orientata a far decidere direttamente i gruppi coinvolti. Le ricostruzioni riportate richiamano anche il peso della “politica di lungo corso” come elemento ritenuto importante, soprattutto per un partito descritto come “leggero” e senza basi strutturate.
galassia nera romana e Giuliano Castellino: il ruolo indicato a Roma
Il percorso parte da un nome: Giuliano Castellino. Ex esponente di Forza Nuova, descritto come leader no vax e ultrasovranista, risulta in carcere a Terni per una condanna a 3 anni e 6 mesi legata ai disordini del Trullo nel 2017. In parallelo, risulta in attesa della sentenza definitiva per un assalto alla sede della Cgil.
Un elemento citato riguarda una sigla legata a Castellino, “Roma ai romani”, riesumata dalla sorella Ramona Castellino. La struttura avrebbe poi confluito in Indipendenza, collegata a Gianni Alemanno, movimento già inserito in Futuro nazionale. Viene inoltre riportato che Ramona Castellino è iscritta al partito di Vannacci. Pur specificando che il fratello non avrebbe potuto partecipare attivamente a una certa operazione, una fonte qualificata sostiene che “a Roma non si muove nulla” senza l’approvazione di Giuliano e che una parte rilevante della galassia romana dipenderebbe da lui. Nel racconto, la fusione dell’ultimo gruppo sarebbe stata collegata anche a Alfredo Iorio, descritto come storico leader dell’estrema destra romana e già candidato sindaco con Forza Nuova, in contatto con i militanti di “Roma ai romani”.
Veneto Fronte Skinheads e Piero Puschiavo: possibile ingresso in FnV
Risalendo verso il Nordest, viene citata l’organizzazione naziskin Veneto Fronte Skinheads. Il fondatore, Piero Puschiavo, risulta attualmente parte di Fratelli d’Italia e sarebbe in fase di valutazione per un ingresso in FnV. A confermare il processo viene indicato Roberto Jonghi Lavarini, noto come il “Barone nero”, esponente storico della destra sociale milanese.
Jonghi Lavarini afferma pubblicamente di non essere iscritto al partito di Vannacci, ma dichiara un ruolo di ponte verso il mondo dell’estrema destra. Per quanto riguarda Veneto Fronte Skinheads, viene ricordata una vicenda nel 2017 a Como: i militanti sarebbero irrupi nella sede di Como Senza Frontiere, circondando gli attivisti e imponendo l’ascolto di un proclama contro i migranti.
Nel frattempo, Puschiavo avrebbe fondato un nuovo gruppo, chiamato Progetto Nazionale. Le fonti citate sostengono però che, nella pratica, la guida di VFS resti comunque a lui.
Movimento nazionale e rete dei patrioti: Emiliano Mari e la spinta nel Centro Italia
In Toscana emerge il passaggio di un’organizzazione verso FnV. Un dirigente di Movimento nazionale – La rete dei patrioti viene indicato come entrato in Futuro nazionale: si tratta di Emiliano Mari. Il gruppo viene descritto come ultraconservatore e identitario, senza una posizione ufficiale nei confronti di Vannacci. L’obiettivo indicato è inserire i propri rappresentanti, soprattutto nel Centro Italia e in Lombardia.
Un riferimento temporale riguarda il 13-14 giugno, durante l’Assemblea costituente di FnV. Nel racconto, alcuni delegati del partito del generale avrebbero lasciato l’Auditorium della Conciliazione per unirsi al corteo del comitato Remigrazione e Riconquista. In tale contesto sarebbe presente la Rete dei Patrioti.
È riportata la presenza di Roberto Jonghi Lavarini sia al corteo sia, come delegato, all’Assemblea di Vannacci. Le parole attribuite indicano che sarebbe in corso una interlocuzione per ottenere che quel comitato abbia un proprio portavoce in Parlamento l’anno successivo. L’interlocuzione viene descritta come aperta anche con Luca Romagnoli di Fiamma Tricolore, con l’obiettivo di unire le varie destre sotto il cappello di FnV, e con la presenza di un accordo attribuito al generale.
Forza Nuova e Roberto Fiore: mancata adesione e presunte accuse
Il racconto sul leader di Forza Nuova, Roberto Fiore, viene formulato con il condizionale. Viene riferito che Vannacci lo avrebbe incontrato lo scorso febbraio per chiedergli di aderire al suo partito. Fiore, sempre secondo la ricostruzione, avrebbe rifiutato categoricamente e avrebbe accusato l’eurodeputato di avergli rubato alcuni punti del programma e di far parte della massoneria.
Una dichiarazione attribuita a Fiore sostiene che non avrebbe ricevuto recentemente proposte da Vannacci, che tra le idee ci sarebbe incompatibilità e che la lotta alla massoneria sarebbe in corso da quando Fiore aveva 20 anni. Viene inoltre richiamato il tema delle immagini di Gaza come motivo di persistenza del confronto.
nomi citati nell’area di contatto con FnV
- Roberto Vannacci
- Giuliano Castellino
- Ramona Castellino
- Gianni Alemanno
- Alfredo Iorio
- Piero Puschiavo
- Roberto Jonghi Lavarini
- Emiliano Mari
- Luca Romagnoli
- Roberto Fiore
