Ferdico parla e le polemiche su boiocchi e beretta: cosa è successo

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Ferdico parla e le polemiche su boiocchi e beretta: cosa è successo

Una vicenda giudiziaria segnata da regole interne, rivalità e strategie di controllo emerge durante l’interrogatorio del neo collaboratore di giustizia Marco Ferdico. Nel corso dell’udienza, la gestione della Curva Nord interista viene descritta attraverso episodi di violenza, ruoli operativi e passaggi di consegne che avrebbero preceduto un omicidio e tentativi di eliminazione di rivali, con dettagli che rafforzano l’impostazione criminale attribuita all’ambiente della curva.

faida per la gestione della curva nord interista: parole e cornice criminale

Le dichiarazioni del collaboratore vengono collegate alla conduzione della Curva Nord interista per circa due anni, secondo quanto riferito in aula. La ricostruzione collega Ferdico a un ex “amico” e a un referente riconducibile alla ‘ndrangheta di Rosarno, Antonio Bellocco, menzionato insieme a un episodio di violenza culminato e ad altri tentativi non portati a termine.

Nel racconto, assumono rilievo anche affermazioni considerate inedite rispetto ai primi verbali: viene evocata la percezione per cui Milano sarebbe una città criminale e la curva un ambiente criminale. Un nodo decisivo riguarda anche l’operatività del progetto: dal 31 agosto 2024 sarebbe entrato in una fase concreta il piano per uccidere Andrea Beretta, descritto come un’esecuzione da compiere per strada a Milano all’uscita da un ristorante.

omicidio di boiocchi e dinamiche operative: modalità e obiettivi

Ferdico avvia la ricostruzione partendo dall’omicidio di Vittorio Boiocchi del 29 ottobre 2022. Nel quadro illustrato, la finalità sarebbe stata rendere l’omicidio eclatante e impedirne l’emulazione da parte di altri interessati alla Curva.

come descritta l’esecuzione: il segnale mafioso

In aula, Ferdico riferisce che sarebbe stato necessario “sparargli in faccia” per rendere l’azione pubblicamente riconoscibile. La scelta viene qualificata come modalità mafiosa, definita come segnale da trasmettere all’ambiente circostante. Nel racconto, la presenza dei familiari della vittima viene richiamata mentre la testimonianza include un passaggio videocollegato.

coinvolgimento di matteo norrito detto chuck e vicinanza ad altre aree

Il neo collaboratore introduce anche un ulteriore ex del direttivo interista, Matteo Norrito detto Chuck. Il collegamento viene indicato con la Curva Sud di Luca Lucci e con un filone denominato Doppia Curva, dove Norrito sarebbe stato condannato in primo grado. Secondo Ferdico, Norrito sarebbe stato informato del progetto di omicidio e avrebbe persino proposto una modalità alternativa: fare fuori Boiocchi non con la pistola ma “a pugni”, con l’idea che risultasse meno evidente.

Ferdico racconta anche un passaggio concreto: una richiesta per l’uso del T Max sarebbe stata avanzata durante una visita notturna a casa di Norrito, che tuttavia si sarebbe rifiutato. In seguito, sempre secondo Ferdico, Norrito avrebbe sostenuto una “finta rissa” collegata a un precedente: Boiocchi avrebbe avuto nei mesi precedenti un problema cardiaco.

La posizione attribuita a Norrito viene così definita: “non prende parte” ma fornirebbe indicazioni, consigliando di ammazzarlo di botte. Ferdico aggiunge che, al momento della consegna della moto, Norrito sarebbe stato presente e avrebbe accompagnato Beretta a prendere lo scooter.

piano per uccidere andrea beretta: motivazioni economiche e sopralluoghi

La ricostruzione passa poi dall’omicidio consumato ai tentativi rivolti contro Andrea Beretta. Ferdico indica che il progetto di eliminazione sarebbe stato condiviso con Antonio Bellocco e sarebbe collegato al fatto che Beretta non divideva i soldi legati al merchandising e al negozio della Curva Nord.

Nel racconto, Beretta avrebbe trattenuto le entrate del negozio. Ferdico precisa inoltre una logica di spartizione: dopo avere avuto un ruolo nello striscione unico, afferma che “tutto quello che entrava doveva essere diviso”, e porta esempi concreti legati a guadagni ottenuti tramite conoscenze e poi redistribuiti.

decisione di uccidere e attesa prolungata

Ferdico conferma la volontà di uccidere Beretta, descrivendo che quanto faceva Beretta sarebbe stato “lavato con il sangue”, soprattutto in presenza di un Bellocco. Vengono citati sopralluoghi al campo da rugby, con un passaggio che collega l’azione al fatto che Beretta “ha sgarrato” e quindi “andava ammazzato”. Il collaboratore indica un’attesa di oltre un anno.

31 agosto 2024 e tradimento: ruolo di daniel d’alessandro detto belleb uono

La svolta del piano viene collocata nel 31 agosto 2024, quando Beretta si presenta a un appuntamento in piscina. Ferdico sostiene di aver compreso allora che qualcuno avrebbe raccontato tutto. Solo successivamente sarebbe emerso che il “traditore” sarebbe stato Daniel D’Alessandro detto Bellebuono.

Ferdico descrive la reazione di Beretta: sarebbe stato armato, oppure avrebbe avuto un’arma in auto; lo sguardo sarebbe apparso “guardingo”, come di chi si aspetta qualcosa. Nel racconto, viene anche espressa la preoccupazione che le ruberie di Beretta potessero coinvolgere Ferdico davanti alla cosca Bellocco, temendo che i Bellocco potessero pensare che il collaboratore fosse d’accordo con Beretta.

piano sventato e bersagli indicati: strada, ristorante e armi

Nel periodo immediatamente precedente all’omicidio di Bellocco, Ferdico afferma che si sarebbe deciso di agire per timore di una possibile reazione contro lo stesso gruppo. Il piano prevedeva di ammazzare Beretta in mezzo alla strada e che a “sparare” sarebbe stato Giuseppe Poerio detto Pinna, mentre l’esecuzione doveva avvenire da un ristorante. Ferdico riferisce anche che Bellebuono sarebbe stato tenuto a disposizione.

Dopo il passaggio in piscina, Ferdico indica che all’allerta definitiva venivano associate armi già disponibili: una 38 e una 765 con silenziatore. Prima di un via libera definitivo, Ferdico avrebbe interpellato di nuovo Norrito: avrebbe chiesto che opinione gli desse un omicidio “per strada” e avrebbe suggerito a Norrito di domandare a uno Slo (Supporter Liaison Officer) come procedessero le indagini. Nel racconto, Norrito avrebbe risposto che uccidere Beretta per strada sarebbe stata la fine della Curva.

da beretta a bellocco: esito finale e rivelazioni di belleb uono

Nel racconto, l’omicidio non colpisce Beretta come previsto. Al contrario, secondo quanto emerso in aula, sarebbe stato Beretta a uccidere Antonio Bellocco la mattina del 4 settembre 2024, con decine di coltellate al cuore.

Ferdico collega l’esito al fatto che Beretta sarebbe venuto a conoscenza del piano nei suoi confronti e che ad avvisarlo sarebbe stato Bellebuono. Ferdico afferma che, se fosse stato sicuro che la fonte fosse Bellebuono, lo avrebbe portato a Ponte di Legno, con l’intenzione di ucciderlo e seppellirlo.

sviluppi processuali: rinunce difensive, contestazioni e udienza

Accanto alla ricostruzione dei fatti, in aula emergono anche sviluppi sul piano difensivo e procedurale. Ferdico riferisce che il legale di Gianfranco Ferdico, padre di Marco, ha rinunciato all’incarico e sono stati nominati altri difensori, circostanza interpretata come analoga a quanto accaduto per il figlio.

Ulteriore attenzione viene dedicata alla posizione di Maurino Nepi. Secondo Ferdico, Nepi avrebbe partecipato attivamente al progetto di uccidere Boiocchi. Nell’ultima udienza in cui Nepi è giudicato con rito abbreviato, il pubblico ministero avrebbe contestato la premeditazione, mentre la corte si sarebbe riservata fino al 22 luglio.

Nel corso dell’udienza, Ferdico aggiunge un’ulteriore indicazione: “Nepi ha creato l’omicidio di Boiocchi” e avrebbe “messo insieme il puzzle”.

personaggi citati nell’udienza

  • Marco Ferdico
  • Andrea Beretta
  • Vittorio Boiocchi
  • Antonio Bellocco
  • Matteo Norrito detto Chuck
  • Luca Lucci
  • Giuseppe Poerio detto Pinna
  • Daniel D’Alessandro detto Bellebuono
  • Pietro Andrea Simoncini
  • Gianfranco Ferdico
  • Maurino Nepi
  • Paolo Storari
Curva Nord, parla Ferdico: “A Boiocchi dovevamo sparargli in faccia. Quello che faceva Beretta andava lavato col sangue, era pianificato di ammazzarlo in strada”
Categorie: Cronaca

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