Duplantis fair play e obiettivo muro dei 6,40
Lo sport viene raccontato come una forma di correttezza e coerenza con i valori della vita: ad esprimerlo è Armand Gustav Duplantis, due volte campione olimpico e primatista mondiale del salto con l’asta, chiamato a Firenze a ritirare il Premio Internazionale Fair Play Menarini nella categoria “Personaggio Mito”. La cerimonia si è svolta al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, trasformando il riconoscimento in un momento simbolico legato all’importanza del fair play.
premio internazionale fair play menarini: duplantis a firenze
Durante la serata, Duplantis ha manifestato emozione per il traguardo ottenuto. Il saltatore, con cittadinanza statunitense, ha sottolineato quanto per lui sia significativo ricevere un riconoscimento incentrato sul fair play: “Lo sport è lo specchio della vita”, un principio che ha ripetuto chiarendo che il fair play rappresenta un valore fondamentale.
Nel descrivere il premio, Duplantis ha evidenziato anche il carattere personale dell’esperienza, spiegando di non aver mai ottenuto prima un riconoscimento di questo tipo e definendolo speciale. La cornice fiorentina ha rafforzato il momento, con la presenza di un contesto culturale di rilievo e con un’atmosfera che il campione ha raccontato di aver apprezzato già dai primi passaggi in città.
duplantis e il fair play: il gesto del 2021 sotto la pioggia
Uno degli episodi citati da Duplantis per spiegare il senso del premio risale alla stagione 2021. Il primatista ha ricordato una gara disputata sotto la pioggia insieme all’americano Sam Kendricks.
In quell’occasione, i due si sono alternati nel modo più pragmatico per preservare l’attrezzo: si tenevano l’ombrello per evitare che il grip dell’asta si bagnasse. Duplantis ha raccontato di averlo fatto per Kendricks e di aver ricevuto lo stesso aiuto, descrivendo l’episodio come un gesto di fair play che ha rappresentato pienamente lo spirito tra atleti nella stessa disciplina.
Il messaggio centrale riguarda il rapporto tra astisti: secondo Duplantis esiste grande rispetto, fratellanza e un vero spirito di squadra anche quando la competizione resta il cuore dell’attività sportiva.
obiettivi di duplantis: migliorare e puntare ai 6,40 metri
Il discorso si è poi concentrato sulle prospettive agonistiche. Duplantis ha confermato l’intenzione di continuare a migliorare passo dopo passo, con l’idea di spingere sempre verso nuove altezze e nuovi record. Alla domanda sulla possibilità di superare quota 6,40 metri, la risposta è stata netta: quella misura rientra nel suo piano.
Duplantis ha collegato l’obiettivo alla fiducia accumulata negli elementi che compongono il rendimento: ha parlato di tanti record mondiali nelle gambe e ha indicato i 6,40 metri come uno dei principali traguardi futuri. L’orizzonte resta quindi legato a un percorso di progressione continua.
la mentalità vincente: sentirsi il migliore in pedana
Dietro i risultati, ha raccontato, c’è una sicurezza personale strutturata nel tempo. Duplantis ha affermato di sentire di poter vincere da lungo periodo, anche prima che arrivassero certe affermazioni. Il punto cruciale riguarda la fase dell’ingresso in pedana: secondo il primatista, quando inizia la gara, avverte di essere il migliore, e ritiene che un atleta debba avere tale convinzione per competere al massimo livello.
duplantis e sinner: amicizia e sostegno a wimbledon
Tra i temi toccati anche il rapporto con Jannik Sinner. Duplantis ha spiegato che entrambi vivono nel Principato di Monaco e che, proprio per questa vicinanza, capita loro di incontrarsi spesso quando Sinner si trova in città. Ha inoltre definito Sinner un ragazzo fantastico.
Nel racconto, Duplantis ha messo in evidenza anche il sostegno corale per Sinner durante il periodo di Wimbledon, sottolineando che in quel momento lo stanno tutti seguendo con entusiasmo.
firenze e l’italia: atmosfera, cibo e legame culturale
Prima visita a Firenze: Duplantis si è detto conquistato dall’atmosfera della città. Ha raccontato di aver fatto un giro in centro per respirare l’ambiente locale insieme alla visita dei luoghi principali e ha evidenziato il modo in cui l’Italia viene percepita: fantastica e bellissima.
Il campione ha descritto le persone come entusiaste e “pazze” in senso positivo, valore che lo ha colpito perché si è definito a sua volta piuttosto “pazzo”. Ha poi citato aspetti pratici e culturali come cibo, ristoranti, musei e luoghi meravigliosi.
“mondo” e l’origine siciliana nel racconto di famiglia
Duplantis ha anche scherzato sul legame con l’Italia. Ha ricordato che usa spesso una frase legata al nome “Mondo” e ha aggiunto che il migliore amico di suo padre è siciliano. Secondo il racconto di famiglia, l’uomo sarebbe convinto di essere nato nel corpo sbagliato, portando dentro di sé un senso identitario italiano.
sconfitta e sport: la lezione dopo stoccolma
La conversazione ha incluso una riflessione su una sconfitta recente a Stoccolma, che ha interrotto una lunga serie di vittorie. Duplantis ha spiegato che le sconfitte funzionano come lezioni, importanti almeno quanto i successi. Ha riconosciuto che perdono male e che nessuno desidera perdere, in particolare nel modo in cui è accaduto a Stoccolma.
Il ragionamento si è chiuso con un richiamo chiaro alla natura dello sport: qualcuno vince e qualcuno perde. Per Duplantis ciò rientra nel gioco, mentre la priorità resta continuare a cercare di essere la migliore versione di sé stessi e inseguire sempre la vittoria.
personaggi citati
- Armand Gustav Duplantis
- Jannik Sinner
- Sam Kendricks