Detenuto più anziano di sempre: in carcere a 99 anni a genova e domiciliari negati per mancanza di un luogo idoneo

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Detenuto più anziano di sempre: in carcere a 99 anni a genova e domiciliari negati per mancanza di un luogo idoneo

Un caso eccezionale scuote la situazione giudiziaria a Genova e Savona: Dino Marassio, guardia giurata in pensione e prossimo al compimento di 99 anni il 5 agosto, lunedì sera è stato trasferito nel carcere di Marassi diventando il detenuto più anziano mai recluso in un penitenziario italiano. La vicenda nasce da quanto accaduto all’alba del 6 luglio a Savona, quando Marassio ha sparato alla moglie Pia Cavalotto, di 86 anni, ferendola gravemente nella loro abitazione. Subito dopo, il 99enne si è ferito con un coltello.

La donna, colpita da una grave forma di demenza, risulta finora sopravvissuta ed è ricoverata in terapia intensiva all’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure. Marassio, classe 1927, è stato arrestato dai carabinieri dopo l’allarme dei vicini: il ritrovamento è avvenuto con l’uomo ancora in possesso dell’arma.

99enne detenuto a Marassi: arresto e accuse legate al caso di Savona

La ricostruzione degli eventi riguarda un possibile tentato uxoricidio maturato in casa a Savona. All’origine c’è l’uso della Beretta calibro 7,65, indicata come regolarmente detenuta dallo stesso Marassio. L’operazione di arresto è scattata dopo la segnalazione dei vicini e ha portato alla cattura dell’uomo ancora vicino all’arma, circostanza che ha reso immediatamente centrale l’intervento delle autorità competenti.

La gestione della fase immediatamente successiva ha però evidenziato un nodo logistico e organizzativo di dimensioni straordinarie: l’attesa della decisione del gip, chiamato a convalidare l’arresto e valutare l’eventuale applicazione di una misura cautelare.

misure cautelari e problema dei domiciliari: l’appartamento sotto sequestro

Fin da subito è emersa la questione relativa a dove collocare Marassio in attesa dell’udienza. Per indagati di età avanzata, i domiciliari vengono normalmente considerati una soluzione idonea, ma il caso specifico presenta vincoli stringenti: l’appartamento di Marassio, teatro dell’episodio, è stato sottoposto a sequestro per consentire i rilievi della Scientifica. Per questo motivo, l’immobile non risulta disponibile prima della settimana successiva.

Nel corso di tutta la giornata di lunedì si è svolto un confronto serrato tra il pm di Savona titolare del fascicolo e l’avvocato del 99enne, con l’obiettivo di individuare un domicilio alternativo. Il tentativo si è scontrato con il rifiuto dei parenti, indicati come nipoti e pronipoti, e con la mancata disponibilità anche da parte di alcune strutture sanitarie contattate.

Tra i motivi del fallimento delle alternative emerge anche la necessità di un costante piantonamento da parte delle forze dell’ordine: tale condizione, secondo quanto riportato, avrebbe comportato disagi per gli altri ospiti delle strutture interpellate.

collocamento in carcere: centro clinico e capienza di Marassi

Con i domiciliari non immediatamente praticabili e senza un domicilio sostitutivo ritenuto idoneo, l’unica soluzione disponibile è stata il collocamento in carcere. Marassio è stato inserito nel centro clinico, una struttura sanitaria interna dotata di cinquanta posti letto ospedalieri.

Il caso è stato collegato, da una denuncia sindacale, a una criticità generale del sistema: il segretario ligure della Uil Fp Polizia Penitenziaria, Fabio Pagani, ha evidenziato che il penitenziario di Marassi ospita 670 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 535 posti. Da qui il riferimento a un primato negativo e alla crisi del sistema penitenziario.

udienza di convalida e scenario dei domiciliari: giovedì davanti al gip

L’udienza di convalida davanti al gip è prevista per giovedì. Il risultato potrebbe non chiarire del tutto la situazione: se non venisse individuata una soluzione per i domiciliari, il “male minore” indicato nella gestione del caso potrebbe rivelarsi la permanenza in carcere.

In alternativa, verrebbe considerata la possibilità di non applicare alcuna misura cautelare, lasciando l’uomo libero. In un simile scenario, resterebbe tuttavia il problema di fondo legato all’assenza di un posto dove dormire: un elemento che, nel quadro descritto, rende la soluzione carceraria una scelta correlata alla disponibilità reale di collocazione.

nominativi presenti nella vicenda

  • Dino Marassio
  • Pia Cavalotto
  • Fabio Pagani
  • Luca Traversa
Entra in carcere a 99 anni: a Genova il detenuto più anziano di sempre. Non aveva un luogo idoneo per i domiciliari
Categorie: Cronaca

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