Cremazione a torino tariffe tra le più alte d’italia e monopolio ultracentenario
La cremazione, ormai parte integrante delle pratiche funebri, dovrebbe viaggiare su logiche trasparenti e coerenti con l’interesse collettivo. Eppure a Torino il tema delle tariffe e dei rientri economici legati al servizio di cremazione solleva interrogativi che restano sullo sfondo da anni. Seguendo i numeri e la struttura della gestione, emerge una questione che riguarda non solo i costi per i cittadini, ma anche il modo in cui l’impianto e il relativo servizio vengono amministrati nel tempo.
Nel racconto dei dati e delle cifre disponibili, la domanda centrale è semplice: perché un servizio regolato e normato da riferimenti nazionali dovrebbe risultare particolarmente oneroso proprio nel capoluogo piemontese, e perché i meccanismi economici legati alla concessione sembrano non essere stati corretti nonostante l’attenzione politica fosse presente.
tariffe cremazione a torino: massimi di legge e confronto nazionale
La cornice generale del fenomeno è ampia: la quota di sepolture con cremazione in Italia si avvicina ormai alla soglia del 40%. Nel Nord Italia la percentuale supera ovunque il 50% dei decessi, con punte oltre il 60% in Emilia-Romagna, Piemonte e Friuli. Nel Centro Italia la quota scende in modo significativo, mentre nel Sud crolla ulteriormente, secondo i dati citati (Oltremagazine, dati 2024).
Accanto alla tendenza numerica, viene indicata anche una componente organizzativa: la mancanza di impianti in alcune aree alimenta una migrazione delle bare verso altre regioni, sia per la ricerca, da vivi, di servizi sanitari migliori, sia per la prosecuzione dell’iter funebre e della sepoltura anche dopo il decesso.
Per i costi, il riferimento normativo richiamato è il DM 16 maggio 2006, che stabilisce il limite massimo applicabile dai Comuni: 724,38 euro IVA inclusa. A tale importo vanno poi aggiunte le spese relative al funerale vero e proprio.
quanto costa la cremazione: milano, roma, genova e torino
Il quadro comparativo riportato mostra valori differenti sul territorio. A Milano la tariffa per il cittadino relativa alla sola cremazione si colloca intorno ai 325 euro. A Roma si attesta a 510 euro. A Genova oscilla tra 470 e 600 euro.
A Torino, invece, viene indicato che si arriva al massimo di legge. Da questa informazione nasce la percezione di un possibile aggravio economico proprio su un servizio che, con una diffusione crescente della cremazione, dovrebbe seguire criteri di sostenibilità e di equità.
entrate del comune: la quota versata da socrem e i numeri indicati
Per comprendere la portata concreta della gestione economica, viene riportato un dato che cambia l’interpretazione: il Comune di Torino non tratterrebbe un importo elevato direttamente dall’associazione citata. In base alle cifre esposte, il Comune incassa complessivamente 2.500 euro all’anno dall’associazione del Terzo Settore SOCREM, che risulta avere in gestione servizio e impianti.
Il punto discusso non riguarda solo il livello delle entrate comunali complessive, ma anche il contesto: l’argomento sarebbe diventato pubblico più volte, con coinvolgimento del Consiglio Comunale e di amministratori pubblici.
come funzionano le convenzioni con i gestori in italia
La struttura della gestione, così come viene descritta, ruota attorno a una convenzione tra Comune e gestore. Il gestore può coincidere con un soggetto collegato al Comune oppure con un privato che ha investito sugli impianti e, in cambio della gestione, riceve un riconoscimento economico tramite una royalty sugli incassi, calcolata al netto dei costi.
In questo schema, il Comune definisce annualmente la tariffa per il cittadino. Il gestore organizza il servizio e versa al Comune un aggio legato alla concessione.
esempi di incassi e aggio versato ai comuni
Per fornire un ordine di grandezza, vengono richiamati esempi. Per Altair, indicata come gestore dell’impianto di Cervignano del Friuli e di altri impianti, vengono citati 2,1 milioni di incassi e 370mila euro versati ai Comuni del bacino di riferimento.
A Modena, Altair/Echoes avrebbe incassato 2,65 milioni e ne avrebbe versati 900mila al Comune. A Parma lo stesso gestore avrebbe incassato 2 milioni e ne avrebbe girati 332mila.
In un esempio di dimensione minore, il Tempio Crematorio di Savona viene associato a circa 900mila euro di incassi, con 125mila euro versati al Comune.
torino: ricavi di cremazione e versamenti descritti come sproporzionati
Nel caso torinese, viene indicato un dato specifico: a fronte di soli ricavi da cremazioni pari a 3.355.117 euro, il gestore Socrem verserebbe al Comune soltanto 2.500 euro. Questo elemento viene presentato come uno dei motivi della persistenza del problema, anche dopo che l’attenzione politica sarebbe riemersa più volte.
La domanda che accompagna le cifre resta legata alla possibilità di intervento: se il tema era conosciuto e discusso, perché non sarebbe stato messo mano in modo risolutivo dalle diverse amministrazioni che si sono succedute nel tempo.
tempio crematorio di torino: nascita di socrem e delibera rimasta senza attuazione
La ricostruzione storica citata riguarda il Tempio Crematorio di Torino, oggi accompagnato da quello di Mappano, realizzato da SOCREM con fondi propri, cioè dei Torinesi.
Viene descritta la nascita di SOCREM circa 140 anni fa e il fatto che l’associazione risulti tuttora iscritta all’albo del Terzo Settore della Regione Piemonte. In base alla descrizione fornita, l’iscrizione comporterebbe assenza dell’obbligo di depositare bilanci presso la Camera di Commercio, nonostante lo svolgimento di un’attività di vendita di servizi.
la concessione e l’ipotesi di superamento del monopolio
Il punto di svolta, come riportato, risale a 11 anni fa: un consigliere di SEL, Michele Curto, avrebbe presentato una proposta di delibera. Il testo, approvato, prevedeva di impegnare il Comune a espropriare il Tempio Crematorio e ad affidare servizio e impianto ad AFC, la società comunale per la gestione dei cimiteri, costituita 9 anni prima.
La delibera avrebbe avuto come obiettivo la fine di un monopolio ultracentenario attribuito a SOCREM e la creazione delle condizioni per mettere a gara il servizio e l’impianto.
Secondo quanto riportato, dopo l’approvazione la situazione avrebbe incontrato una serie di passaggi legali e tecnici, tra ricorsi, richieste di pareri e consulenze, con il risultato che l’operazione non sarebbe avanzata oltre lo stato precedente.
reti societarie, incarichi pubblici e figure collegate: i riferimenti indicati
Nel racconto vengono inseriti elementi ulteriori che mirano a spiegare la persistenza del quadro. Si parla della costruzione di una “galassia” di società e della presenza, all’interno delle società collegate, di nomi ricorrenti. È riportata anche una circostanza relativa a un incarico: il sindaco, indicato anche come assessore ai cimiteri al tempo della delibera mai applicata, avrebbe nominato quale rappresentante della Città nel CdA di TRM la sig.ra Alice Merletti.
Secondo la descrizione, Alice Merletti risulterebbe anche vice-presidente di Socrem e consigliera d’amministrazione di Coop. ASTRA, indicata come un colosso dei funerali.
Alice Merletti
Le figure e gli enti citati nel contenuto comprendono:
- Michele Curto (consigliere di SEL)
- SOCREM (associazione del Terzo Settore indicata come gestore di servizio e impianti)
- AFC (società comunale per la gestione dei cimiteri)
- Guido Tiberga (citato come autore di una ricostruzione sulla cremazione)
- TRM (società citata per il CdA)
- Alice Merletti (indicata come vice-presidente di Socrem e rappresentante della Città nel CdA di TRM)
- Altair (gestore citato negli esempi di incassi e aggio)
- Echoes (associata ad Altair negli esempi)
- Tempio Crematorio di Savona (citato negli esempi di incassi e versamenti)
- Coop. ASTRA (citata come colosso dei funerali)
- SEL (citato come forza politica del consigliere menzionato)
