Conte avverte: se qualcuno tradisce l impegno preso ci sfileremo, renzi e meloni
La coalizione progressista in costruzione tra Movimento 5 Stelle, Partito Democratico e Avs viene delineata con confini chiari e condizioni di affidabilità. Durante la trasmissione In Onda su La7, il leader del M5s Giuseppe Conte ha messo al centro la necessità di un progetto comune e ha tracciato una linea netta sulle garanzie politiche.
alleanza progressista e garanzie anti-ribaltone
Intervenendo in risposta a una domanda del conduttore Luca Telese, che richiama l’idea di un “patto anti-ribaltone” ventilata da Matteo Renzi per la futura alleanza di centrosinistra, Conte ha collegato la tenuta del campo progressista alla disciplina dell’impegno politico. Secondo Conte, l’obiettivo è costruire un’alleanza con un progetto condiviso in coalizione, indicando anche le conseguenze nel caso di mancanza di affidamento.
Conte ha poi respinto l’interpretazione delle proprie condizioni come una “clausola di ritorsione”, ribadendo che la questione riguarda coerenza e serietà. Ha chiarito inoltre che, nel perimetro delineato, non c’è disponibilità verso governi tecnici o intese larghe.
programma comune a settembre e porte aperte ai contributi
Nel corso della trasmissione, Conte ha illustrato la linea del Movimento per la costruzione del campo progressista. Il punto di partenza viene indicato nella priorità alla competitività e nella definizione di un programma comune a settembre. All’interno del percorso, le porte rimangono aperte a contributi esterni, con una formula che esclude personalismi e valorizza una clausola di serietà molto marcata.
Conte ha anche definito l’approccio verso eventuali soggetti esterni non come aggiunta strumentale, ma come ampliamento della capacità di attrazione. In parallelo, ha indicato che i passaggi decisivi riguardano l’elaborazione di un programma unitario e la valutazione della possibilità di considerare altri contributi.
inclusione di soggetti esterni: attrarre competenze senza personalismi
Rispondendo a Emiliano Fittipaldi, direttore di Domani, sulla prospettiva di includere forze politiche esterne al nucleo M5s-Pd-Avs, Conte ha precisato che l’obiettivo non consiste nel “mettere persone a tavolino”, bensì nel estendere la capacità di attrarre. In questa cornice, ciascuna formazione partecipa con un percorso proprio e i punti di convergenza vengono poi discussi per la costruzione di un piano comune.
renzi e personalismi: valutazioni da rimandare a programma
Alla domanda specifica su Matteo Renzi, Conte ha indicato che la valutazione non deve avvenire in anticipo sulla base di dinamiche personali. Ha affermato che l’attenzione deve prima concentrarsi su programma e definizione di contenuti unitari, con una decisione da affrontare successivamente “a tempo debito”.
Nel richiamare il metodo, Conte ha anche menzionato altri nomi e realtà citate nel dibattito politico, indicando che nel confronto vengono considerati vari percorsi e figure, mentre il tema “Renzi” viene ricondotto a una fase di valutazione successiva rispetto alla definizione del programma.
rapporto politico con renzi: errore politico, nessun intento personale
Conte ha separato il piano personale dal giudizio politico sul ruolo di Matteo Renzi, collegandolo alla crisi del secondo governo di Conte durante la pandemia. Secondo quanto dichiarato, Renzi avrebbe commesso un errore politico assumendosi responsabilità che avrebbero contribuito a spianare la strada a Giorgia Meloni, con un riferimento al fatto che Renzi si sarebbe spesso “nascosto” dietro Draghi.
Sul versante personale, Conte ha escluso ragioni di vendetta, concentrando il focus sull’obiettivo politico: cambiare il Paese, sottolineando che altri cinque anni di Meloni rappresentano una preoccupazione rilevante.
ospiti e interlocutori citati nel corso del confronto
- Giuseppe Conte
- Luca Telese
- Matteo Renzi
- Emiliano Fittipaldi
- Onorato
- Maraio
- Magi
- Ruffini
- Draghi
- Meloni