Consorzio di mafie: come è nato tra hydra e scarface in aula

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Consorzio di mafie: come è nato tra hydra e scarface in aula

Una figura descritta come alter ego economico di un clan mafioso entra nell’aula bunker e ricostruisce ruoli, contatti e passaggi chiave di un’organizzazione costruita attorno a interessi illeciti. Poche parole bastano a fissare la cornice: l’ambito è quello dell’inchiesta che ruota attorno al Consorzio di mafie, mentre al centro si collocano rapporti tra esponenti e gruppi in grado di trasformare alleanze in reati economici. La narrazione avanza attraverso incontri, debiti ridotti, persone indicate come snodi operativi e un percorso criminale che, secondo quanto riferito, si intreccia con le dinamiche di Cosa nostra.

scarface cerbo e il ruolo economico nel clan mazzEi

Pochi minuti dopo essersi accomodato davanti alla corte, nascosto da un paravento, il collaboratore di giustizia William Cerbo sintetizza la propria funzione: alter ego economico del clan Mazzei di Cosa nostra. Lo stile rimane riconoscibile anche nell’aula bunker di San Vittore: capelli pettinati all’indietro, abito coordinato verde, camicia bianca e mocassini. Il soprannome Scarface viene collegato a un periodo precedente, quando, secondo la ricostruzione, sarebbe stata realizzata una villa ispirata a quella del personaggio interpretato da Al Pacino nel film di Brian De Palma.

La deposizione si inserisce nell’indagine collegata al lavoro del pm Alessandra Cerreti e del Nucleo investigativo dei carabinieri di Milano. Cerbo introduce la logica di vertice dell’unione di mafie e richiama la nascita di un’associazione descritta come “inedita”, indicandone la data di consolidamento nel perimetro dell’inchiesta.

origini del consorzio tra corsico e cambiago

La ricostruzione prende avvio a Corsico nella primavera del 2019. Al capannone di Cerbo arriva Giancarlo Vestiti, descritto come fiduciario dei Senese. L’incontro viene definito casuale, con una richiesta di acquisizione che riguarda la società di Cerbo da parte di Vestiti tramite la propria azienda, la Starline Vestiti. Cerbo chiarisce che Vestiti si presenta come Giancarlo Senese, e lui dichiara di essersi qualificato come cugino di Nuccio Mazzei, reggente del clan.

amicizia e individuazione di figure operative

Nel corso dell’udienza viene riferito che Vestiti si sarebbe mostrato convinto dell’esistenza di un’identità condivisa nelle intenzioni criminali, avviando un rapporto presentato come costruito su fiducia. Cerbo definisce Vestiti come una persona “malato di malavita”.

Da qui emerge un punto centrale: la domanda su Tano Cantarella, indicato come uomo dei Mazzei in Lombardia. Cerbo afferma di conoscerlo e riferisce che Cantarella stava effettuando un recupero crediti da 250mila euro verso Filippo Crea, al tempo non conosciuto. Il recupero viene qualificato come pericoloso.

Secondo la ricostruzione, Filippo Crea è figlio del boss Santo Crea. Cerbo aggiunge che Cantarella avrebbe agito per conto dei Nicastro di Gela, mentre l’udienza sposta l’attenzione sul fatto che Tano incontra Vestiti da Cerbo a Corsico, delineando una prima configurazione di alleanza.

la bozza di alleanza nel capannone starline

Il passaggio successivo viene collocato a poche settimane di distanza nel capannone della società Starline di Vestiti a Cambiago. Cerbo richiama un dettaglio del luogo, descrivendo un grande tavolo regalato a Vestiti da Lele Mora.

All’incontro, come viene raccontato, si formano due gruppi e quattro figure: da un lato Vestiti e Santo Crea, dall’altro zu Tano Cantarella e il fedele Castiglia. Cerbo specifica che nell’occasione Cantarella avrebbe ridotto, per rispetto verso Santo Crea, il debito a 100mila euro.

unione tra gruppi e ruolo economico di gioacchino amico

Dalla riduzione del debito emerge, secondo Cerbo, la percezione che fosse accaduto qualcosa di strutturale: i due gruppi si sarebbero uniti per realizzare truffe fiscali. In questa dinamica viene indicato un soggetto chiamato Gioacchino Amico, descritto come l’uomo che farebbe da unione tra i due gruppi e che gestirebbe una serie di affari illeciti capaci di generare guadagni per tutti.

Amico viene presentato come il riferimento centrale, con direzione verso reati di tipo economico. Cerbo sintetizza così il modello: un’unione tra gruppi “quattro teste” con al centro Amico, cui sarebbe attribuito il coordinamento delle condotte.

Con il tempo, viene riferito che Vestiti avrebbe espresso soddisfazione, sostenendo che “tutta Milano sa anche il tuo nome”, intendendo che Cerbo sarebbe riuscito a mettere in piedi la struttura di unione.

zibaldone criminale di william scarface cerbo e organigrammi mazzEi

Prima di entrare nei dettagli legati al patto fondativo del Consorzio, l’udienza viene aperta da un rapido riepilogo delle tappe personali narrate da William Scarface Cerbo. Cerbo dichiara di essere entrato nel clan Mazzei come nipote di Angelo Privitera per via di un fidanzamento con la figlia. Privitera viene indicato come Scirocco e capo decina.

cosa nostra, capi e riferimenti interni

Secondo quanto riferito, il clan Mazzei fa parte di Cosa nostra. Il capo assoluto viene indicato come Santo Mazzei, collocato al 41 bis dal 1990. Viene poi richiamata la presenza di Nuccio Mazzei come figlio, definito come colui che avrebbe preso le redini e collocato anch’egli al 41 bis.

Per l’organigramma attuale vengono citati Matteo Mazzei e Cristian Marletta. La componente Mazzei viene inoltre collegata all’ala corleonese e stragista di Cosa nostra a Catania.

ascesa criminale, estorsioni e ruolo di collettore

La crescita viene descritta come rapida: a 18 anni Cerbo avrebbe organizzato bancarotte, pratiche di acquisto fraudolento di merci e rivendita in nero. Ogni operazione, nella narrazione, prevedeva una “regalia” a Privitera, capo decina.

Si apre poi un conflitto, legato a un’estorsione imposta da Privitera, indicata come una richiesta fissa del 50% degli introiti. Per risolvere la situazione, Cerbo dice di rivolgersi direttamente a Nuccio Mazzei, ottenendo protezione in cambio di 40mila euro su ogni affare. La fase successiva viene fatta risalire al 2010, quando Cerbo afferma di essere diventato collettore economico.

percorsi tra roma e milano tra alleanze e frequentazioni

Viene precisato che Scarface Cerbo non sarebbe mai stato affiliato formalmente, ma sostiene di portare con sé, in tasca, una rete di appartenenza: l’essere parte del nucleo familiare dei Mazzei, elemento che avrebbe aumentato la propria “caratura criminale”.

Un anno dopo il passaggio dalla Sicilia a Roma, Cerbo incontra Daniele Muscarello, descritto come vicino ai Casamonica e cresciuto dal punto di vista mafioso, con successiva affiliazione ai Mazzarella di Napoli. Agli inizi del 2012 Cerbo conosce Tano Cantarella, evento che, nel racconto, porta poi all’ingresso in carcere e quindi al trasferimento definitivo a Milano nel 2018.

vita a milano e legami con figure note

La permanenza a Milano viene tratteggiata come una fase di benessere: Porsche o Ferrari, un’abitazione in un attico a City Life, frequentazioni di circoli esclusivi e l’acquisto di un negozio di estetista a due passi dal Duomo, indicato anche come presente per l’amante. Nel racconto, Cerbo frequenta con Tano Fabrizio Corona e grazie a Vestiti incontra Lele Mora.

Il quadro culmina con la collocazione di Scarface Cerbo nel consiglio di amministrazione della “nuova Mafia spa”, così come viene denominata nel racconto.

persone citate nella ricostruzione

  • William Cerbo
  • Alessandra Cerreti
  • Giancarlo Vestiti
  • Giancarlo Senese
  • Nuccio Mazzei
  • Santo Mazzei
  • Matteo Mazzei
  • Cristian Marletta
  • Angelo Privitera (detto Scirocco)
  • Tano Cantarella
  • Castiglia
  • Santo Crea
  • Filippo Crea
  • Gioacchino Amico
  • Nicastro di Gela
  • Daniele Muscarello
  • Casamonica
  • Mazzarella di Napoli
  • Fabrizio Corona
  • Lele Mora
Hydra, lo zibaldone criminale del pentito Scarface e l’alba del Consorzio: “Due gruppi, quattro teste, ecco l’unione di mafie”
Categorie: Cronaca

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