Cile: legge per far ascoltare il battito fetale prima dell’aborto
In Cile una proposta legislativa sta riaccendendo il dibattito sull’aborto, introducendo un obbligo legato all’ascolto del battito cardiaco fetale prima dell’interruzione di gravidanza. L’iniziativa, sostenuta da parlamentari di destra ed estrema destra, mira a intervenire su un quadro normativo già caratterizzato da forti restrizioni, inserendo procedure che cambierebbero il modo in cui viene gestita la richiesta di aborto.
proposta “escucha tu corazón” e obbligo di ascolto del battito cardiaco fetale
Il disegno di legge, chiamato “Escucha tu corazón” (Ascolta il tuo cuore), punta a modificare l’articolo 199 del codice sanitario. L’obiettivo è collegare la possibilità di procedere all’aborto a un passaggio informativo e tecnico: il medico dovrebbe comunicare alla donna se risulta rilevabile l’attività cardiaca dell’embrione o del feto, così da offrirle la possibilità di ascoltare il battito con gli strumenti tecnici disponibili e con una descrizione oggettiva di quanto rilevato.
Il testo prevede anche una scelta: la persona che intende interrompere la gravidanza può decidere di non ascoltare il battito. In tale evenienza, il documento stabilisce che il medico debba rifiutarsi di praticare l’aborto. Inoltre, viene indicato che le decisioni della donna saranno registrate nella cartella clinica.
quadro legale cileno sull’aborto e intervento su una normativa già restrittiva
Nel paese l’aborto è consentito solo in specifici casi: quando la gravidanza deriva da stupro, quando sussiste un rischio per la salute della madre e quando il feto presenta difetti congeniti incompatibili con la vita.
La proposta si configura come un cambiamento nell’impostazione procedurale, con un impatto diretto sulla fase di consultazione e sulle modalità con cui la decisione viene accompagnata dal personale sanitario. Il disegno di legge, inoltre, è composto da un solo articolo, concentrato sull’obbligo informativo e sull’offerta dell’ascolto tramite strumenti tecnici.
partiti promotori e collegamento con posizioni dell’area governativa
Il disegno di legge è stato presentato da parlamentari del Partido Nacional Libertario e del Partido Republicano. Quest’ultimo è fondato dal presidente José Antonio Kast.
Gli autori della proposta hanno sostenuto che il battito cardiaco di un neonato non sarebbe “meno ideologico”, e hanno collegato la norma alla possibilità di ascoltarlo prima della morte.
Anche se l’iniziativa proviene dal Parlamento e non dall’esecutivo, la proposta viene avvicinata alle posizioni dei membri del governo. Kast è infatti apertamente contrario all’aborto ed è stato eletto lo scorso dicembre.
giuseppe antonio kast, political network for values e agenda su diritti e “famiglia naturale”
Prima di assumere la guida del Palacio de La Moneda, dal marzo 2022 al dicembre 2024 José Antonio Kast è stato presidente della Political Network for Values (PNfV), una delle principali lobby internazionali legate a organizzazioni e politici contrari a aborto, eutanasia e diritti LGBTQ+. Un obiettivo indicato riguarda la promozione del modello della “famiglia naturale” all’interno di documenti delle Nazioni Unite e degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.
Nel 2023 la Political Network for Values risulta tra i soggetti promotori di un evento nella sede dell’Onu incentrato sulla distinzione tra diritti umani “veri” e “falsi e non universali”, includendo tra quelli citati anche il diritto all’aborto, il matrimonio egualitario e l’adozione per le persone LGBTQ+.
judith marín e orientamento contrario all’aborto
Tra le figure istituzionali richiamate nel dibattito figura la ministra cilena per le pari opportunità, Judith Marín. La fonte indica che anche Marín è contraria all’aborto e che in passato è stata attivista anti-abortista.
precedenti internazionali simili e normativa in alcuni territori
La proposta cilena viene descritta come simile ad iniziative adottate in altri paesi. In alcuni stati degli Stati Uniti, come Texas e Arizona, una normativa prevede di far ascoltare il battito cardiaco prima di procedere all’aborto.
Un modello comparabile risulta presente anche in Ungheria e in Spagna, nelle regioni di Castiglia e León, dove governa una coalizione composta da Vox e Partido Popular.
reazioni femministe, ostacoli pratici e ricorso ad aborti clandestini in cileno
Le organizzazioni femministe e i soggetti impegnati nella tutela dei diritti delle donne hanno definito la proposta un nuovo attacco ai diritti sessuali e riproduttivi.
Secondo la fonte, in Cile l’obiezione di coscienza del personale sanitario e lo stigma sociale rendono difficile interrompere la gravidanza nelle tre causali previste dalla legge. In questo contesto, molte persone sarebbero spinte a ricorrere ad aborti clandestini.
Nel 2025, ultimo anno del mandato, l’ex presidente Gabriel Boric aveva presentato un disegno di legge per legalizzare l’aborto senza giustificazione fino alla 14esima settimana. La proposta non risulta ancora discussa.
personalità citate
- José Antonio Kast
- Judith Marín
- Gabriel Boric
