Choc in paraguay manichino di mbappé impiccato e bruciato in piazza
Durante le celebrazioni dedicate al patrono San Juan Bautista in Paraguay, un episodio ha acceso polemiche e indignazione: in piazza è stato appeso un manichino con una faccia volutamente caricata in senso dispregiativo, con la scritta “Mbappé”. Il manichino è stato sistemato tra due rami, con una posa che richiamava l’idea dell’impiccagione, e successivamente bruciato in pubblico mentre decine di persone assistevano e ridevano.
manichino “Mbappé” bruciato in piazza durante San Juan Bautista
L’azione ha avuto luogo nel contesto delle celebrazioni per il patrono San Juan Bautista. Il manichino, con una rappresentazione ostile del volto e il riferimento nominale a Kylian Mbappé, è stato tenuto tra due rami e in seguito dato alle fiamme davanti a un pubblico presente in luogo.
L’evento si inserisce in un quadro di tensioni già emerse in precedenza, legate a una campagna mediatica che ha avuto al centro parole e accuse di natura razzista.
campagna mediatica razzista della senatrice Celeste Amarilla
Il gesto arriva al culmine di una campagna mediatica condotta dalla senatrice Celeste Amarilla. Le contestazioni rivolte a Mbappé vengono collegate a un presunto atteggiamento arrogante attribuito all’attaccante durante la vittoria della Francia contro il Paraguay agli ottavi di finale del Mondiale.
Secondo quanto riportato, sui social la senatrice ha pubblicamente insultato l’attaccante, definendolo “un camerunense colonizzato”, oltre a usare un’espressione offensiva sul presunto modo in cui avrebbe bevuto il latte da bambino.
reazioni e accuse reciproche tra Mbappé e Celeste Amarilla
Alla pubblica presa di posizione della senatrice, Mbappé ha replicato definendo Amarilla “una donna spregevole e indegna del suo incarico”, aggiungendo che non rappresenta il Paraguay.
A questa risposta è seguita una reazione ulteriore da parte di Amarilla, che avrebbe minacciato di accusare Mbappé di “violenza di genere pura e semplice contro una donna impegnata in politica”.
ONU e governo di Asunción: dichiarazioni definite razziste e disumanizzanti
Sulla vicenda è intervenuta l’ONU, che ha qualificato le dichiarazioni della senatrice come “razziste e disumanizzanti”.
Anche il governo di Asunción ha preso le distanze dalla posizione della senatrice, precisando che le sue affermazioni non rappresentano né l’esecutivo né il popolo paraguaiano.
scuse di Celeste Amarilla e nuova escalation in Senato
Amarilla avrebbe poi presentato scuse, chiedendo a Mbappé di fare altrettanto. La tregua, secondo la ricostruzione, sarebbe durata poco. In una conferenza stampa si sarebbe giustificata affermando che il suo razzismo sarebbe stato “figlio di una società dove gli omosessuali venivano picchiati” e sostenendo che chiamare qualcuno con un insulto razziale sarebbe stato considerato “normale”.
Successivamente, in Senato, Amarilla ha commentato un saluto negato al portiere paraguaiano a fine partita, rilanciando le accuse contro Mbappé. Il passaggio riportato descrive il gesto come una mancanza di rispetto verso Orlando Gill mentre stava giocando davanti al mondo, sottolineando che il giocatore avrebbe teso la mano con umiltà e che Mbappé avrebbe negato il gesto con parole offensive.
contesto: Orlando Gill e la polemica sul saluto a fine partita
La discussione politica e mediatica riporta il riferimento a Orlando Gill come elemento scatenante di ulteriori dichiarazioni incentrate sull’interpretazione del comportamento tenuto in campo a conclusione del match.
principali figure coinvolte nella vicenda
- Celeste Amarilla
- Kylian Mbappé
- Orlando Gill
