Carocci e gli episodi mai rivelati sullo scontro con il campidoglio nel caso metropolitan

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Carocci e gli episodi mai rivelati sullo scontro con il campidoglio nel caso metropolitan

Un attacco frontale alle scelte sull’area della Capitale e alle dinamiche che hanno accompagnato la riconversione delle sale cinematografiche in spazi commerciali attraversa l’intervento di Valerio Carocci. Fondatore di Cinema in piazza e leader del Piccolo America, nel corso di una delle sue iniziative in una piazza ha ricostruito una sequenza di eventi legati al cosiddetto caso Metropolitan, parlando di pressioni, minacce, assenza di risposte e rotture con l’amministrazione comunale, con un appello finale alla ricerca di un patto vero per la città di domani.

valerio carocci attacco al “sistema” su roma e sale riconvertite

Secondo Carocci, le trasformazioni di sale cinematografiche in centri commerciali rappresentano lo specchio di un sistema. Nell’impianto della sua ricostruzione emergono minacce, pressioni e un abbandono da parte dell’amministrazione capitolina. L’esponente richiama anche il tema del tradimento degli impegni assunti in campagna elettorale e sottolinea l’esistenza di un fronte di confronto con Roberto Gualtieri, definito “persona per bene”, rispetto al quale si auspica la possibilità di arrivare a un accordo concreto.

rottura con l’amministrazione: la ricostruzione sulla base dei fatti raccontati

Carocci afferma che la frattura con l’amministrazione comunale non partirebbe da attacchi verso la sua persona né da una lite legata al cinema Metropolitan. La causa, nel racconto, viene collegata a un episodio che richiama il film “Le mani sulla città” di Franco Rosi: l’intervento di Paolo Ciani che, a gennaio, avrebbe presentato un esposto a Municipio, Comune e Soprintendenza.

esposto di paolo ciani e mancata risposta tra gennaio e maggio

Nel dettaglio descritto, l’esposto riguarderebbe un cinema a Trastevere, il Pasquino, oggetto di un cantiere senza autorizzazione. La ricostruzione prosegue indicando che il cinema avrebbe aperto cinque mesi dopo, con 150 coperti di ristorazione che, fisicamente, sovrastavano 18 poltrone cinema. Nei cinque mesi tra gennaio e maggio, viene sottolineato che non sarebbe arrivata alcuna risposta da uffici municipali, comunali o dalla Soprintendenza.

nuovi atti e chiusura del 5 giugno

Carocci sostiene che a maggio sarebbe stato presentato un secondo esposto da parte di Matteo Orfini, sul quale sarebbero stati avviati accessi agli atti. A partire da tale passaggio, il 5 giugno la struttura oggetto della vicenda avrebbe subito una chiusura, secondo quanto riferito.

episodio al ristorante e richiesta di aiuto a un assessore

La ricostruzione include un momento personale: Carocci racconta di essere a pranzo con un assessore, mentre nella stanza accanto avrebbe atteso il gestore del ristorante cinema chiuso. Nel racconto, Carocci avrebbe chiesto aiuto all’assessore con un gesto e un messaggio diretto legato alla paura, aggiungendo di essere stato poi lasciato solo. Le parole attribuite all’uomo intervistato o interlocutore risultano decisive: avrebbe posto una richiesta di smettere, collegandola al fatto che le arene sarebbero state a norma, e annunciando un eventuale controllo futuro.

lettere al sindaco e risposta dopo le intimidazioni

Carocci dichiara di aver scritto a Roberto Gualtieri dopo quel pranzo, raccontando l’accaduto e chiedendo un incontro. Nel racconto, vengono menzionate anche azioni digitali come spunte blu e visualizzato in relazione ai messaggi. Il 10 giugno, secondo quanto riferito, due persone avrebbero “sbattuto la faccia sul portone” con un’intimidazione. A quel punto Carocci sostiene che Gualtieri avrebbe risposto, chiedendo come stesse, e che da quel momento lui non avrebbe reso pubblico l’episodio fino a quel momento, dichiarando che il suo intento sarebbe stato difendere l’amministrazione e il lavoro svolto in cinque anni.

cinema metropolitan: battaglia sulle 50 sale abbandonate e conversione a centro commerciale

La parte centrale dell’intervento riguarda il percorso che avrebbe portato alla riconversione del cinema Metropolitan. Carocci richiama una battaglia dello scorso anno sul futuro delle 50 sale abbandonate della città di Roma. Nonostante ciò, sostiene che l’amministrazione comunale abbia deciso di firmare un accordo di programma che, nel suo racconto, avrebbe potuto non essere sottoscritto per vizi procedurali e perché relativo a cessioni influenzate da cambi di amministrazioni.

tar e norma retroattiva: passaggi contestati nella ricostruzione

Nella ricostruzione di Carocci, la proprietà avrebbe presentato ricorso al Tar e lo stesso avrebbe avuto un esito negativo per la posizione della proprietà, secondo la versione fornita. Viene inoltre descritta l’adozione di una norma retroattiva interpretativa definita incostituzionale. Carocci afferma che l’intera amministrazione avrebbe firmato un documento per convertire il Metropolitan per il 95% in centro commerciale, citando come residuo non commerciale soltanto l’asfalto.

valeria baglio e rocca: parole “gravi” e interpretazione del caso

Il racconto si concentra poi su dichiarazioni attribuite alla capogruppo del Pd Valeria Baglio, definendo gravi le parole con cui la riconversione a centro commerciale sarebbe stata presentata come modello culturale da replicare. Carocci collega tali passaggi anche alle affermazioni attribuite a Rocca, sostenendo che la legge per la riconversione sarebbe stata frutto di un accordo con il Campidoglio in cambio dell’approvazione delle nuove norme tecniche d’attuazione del piano regolatore.

Nel racconto, Carocci sostiene che si sarebbe previsto un’adesione dell’opposizione, richiamando in particolare il centrosinistra rispetto alla norma sulle sale. Viene inoltre citato un presunto sentimento di tradimento espresso da Rocca verso il sindaco Gualtieri, connesso all’accordo sul sostegno alla riconversione delle 50 sale abbandonate.

impegni elettorali di gualtieri: tutela delle sale cinematografiche

Carocci richiama l’impegno elettorale attribuito a Gualtieri, identificandolo nella tutela delle sale cinematografiche. L’esponente collega l’intervento pubblico attuale a quanto riferito come affermazione fatta in campagna elettorale, seduto con lui.

reazione di roma capitale: messaggi del direttore generale albino ruperti

Carocci afferma che, dopo aver criticato pubblicamente le parole di Baglio e aver chiesto le dimissioni del capogruppo del Pd, nella notte di martedì sarebbe iniziato un scambio di messaggi con il direttore generale di Roma Capitale, Albino Ruperti. Nel racconto, Ruperti avrebbe indicato che non sarebbe possibile criticare i consiglieri comunali e che sarebbe necessario “leggere meglio le concessioni”.

cinema in piazza e richiesta di incontro con gualtieri

La chiusura dell’intervento stabilisce un cambio di priorità: Carocci dichiara che, dopo l’estate, verrà affrontato il tema delle liste, mentre nel presente viene collocato il focus su Cinema in piazza e sull’apertura di una porta a Gualtieri. L’obiettivo indicato riguarda l’organizzazione di un incontro per ottenere rassicurazioni sui temi della città e per garantire che la libertà di espressione non venga più ostacolata dall’amministrazione comunale.

temi urbani collegati secondo la ricostruzione di carocci

Nel perimetro delle questioni elencate, vengono citati gli ex mercati generali, l’intrattenimento notturno, le regole sull’impatto acustico e l’ex fiera di Roma. Tali tematiche vengono presentate come collegate tra loro.

patto vero per la città di domani: sostegno alle parole e disponibilità al confronto

Secondo Carocci, Roma può essere ridisegnata sullo stesso piano di altre città, con l’idea di una trasformazione capace di sostenere un progetto di futuro. La richiesta finale riguarda il sostegno alla diffusione delle parole pronunciate per chiarire la posizione e mantenere aperto un punto d’incontro con il sindaco Gualtieri, affinché emerga un patto vero per la città di domani.

personaggi citati nell’intervento

  • Valerio Carocci
  • Roberto Gualtieri
  • Paolo Ciani
  • Matteo Orfini
  • Albino Ruperti
  • Valeria Baglio
  • Rocca
  • Franco Rosi

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