Calciopoli vent’anni fa: la nazionale di lippi campione del mondo e la fine dell’epopea del calcio italiano

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Calciopoli vent’anni fa: la nazionale di lippi campione del mondo e la fine dell’epopea del calcio italiano

Una data si è trasformata in un simbolo: il 9 luglio 2006, quando l’Italia ha conquistato il quarto titolo mondiale. Un’istantanea, raccontata attraverso i volti del commissario straordinario Guido Rossi e della squadra guidata da Marcello Lippi, accompagna un ricordo che unisce festa e tempesta: la spedizione azzurra viveva la massima espressione sportiva mentre, nello stesso periodo, il calcio italiano attraversava un terremoto politico e giudiziario passato alla memoria come Calciopoli.

calciopoli e 9 luglio 2006: due storie parallele

Il trionfo degli azzurri seguì un percorso parallelo a quello dell’ennesimo scandalo che sconvolse l’ambiente del pallone. La stagione si aprì con segnali che, in pochi giorni, diventarono un’ondata travolgente.

A maggio, quando i giocatori si radunarono a Coverciano, il clima cambiò rapidamente. Il 4 maggio vennero pubblicate le prime intercettazioni telefoniche, legate alla stagione 2004-2005, alimentate anche da indiscrezioni uscite sui media riguardo l’avvio di un’inchiesta su presunti episodi di corruzione che coinvolgevano dirigenti rilevanti e vertici arbitrali.

Nei giorni successivi emersero i primi nomi: Luciano Moggi (direttore generale della Juventus), Antonio Giraudo (amministratore delegato bianconero), Pierluigi Pairetto (designatore) e Innocenzo Mazzini (vicepresidente federale). L’indagine si allargò fino a toccare anche figure di vertice, tra cui il presidente federale Franco Carraro, costretto a dimettersi l’8 maggio.

Tra decisioni e nuove comunicazioni, i giorni centrali del mese portarono conseguenze immediate: l’11 maggio si mise da parte l’intero Consiglio di Amministrazione della Juventus, mentre il 12 si apprese che la procura di Napoli aveva iscritto nel registro degli indagati 41 persone, tra dirigenti, vertici federali e arbitrali, designatori, arbitri, assistenti, un giornalista e agenti della Digos di Roma.

Le società finite sotto osservazione furono Juventus, Milan, Fiorentina e Lazio. Nel mirino degli inquirenti finirono venti gare. Il 16 maggio il Coni nominò l’avvocato Guido Rossi commissario straordinario della FIGC. Il quadro giudiziario avrebbe poi condotto a retrocessione in serie B per la Juventus e a penalizzazioni per Milan, Lazio e Fiorentina.

nazionale italiana e gestione del gruppo sotto pressione

La nazionale si ritrovò a convivere con quel ciclone, con maggio scandito da colpi di scena, dalla pubblicazione delle intercettazioni e dall’azzeramento di ruoli e vertici nel mondo del calcio. In parallelo, si chiudeva un’epoca: la grande repubblica del football italiano iniziata negli anni Ottanta, tra il boom della Serie A e i successi internazionali, ma anche segnata da riforme mancate, inclusa la ristrutturazione degli stadi nonostante l’opportunità del mondiale in casa del 1990.

La lista dei 23 giocatori che conquistò il titolo in Germania funziona come un ritratto della generazione decisiva: Buffon e Peruzzi tra i portieri; Cannavaro (Pallone d’Oro 2006) e Nesta in difesa; Zambrotta esterno; Pirlo,

La fine dell’epopea del calcio italiano: vent’anni fa, nel mezzo di Calciopoli, la Nazionale di Lippi diventava campione del mondo

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