Calabria, strage di tessere contro Vannacci: la base si ribella
La tensione interna a Futuro nazionale (FnV) in Calabria si è trasformata in una vera e propria mobilitazione contro una nomina considerata poco condivisa. Il nodo centrale riguarda Roberto Vannacci e i vertici del partito: la scelta di affidare il coordinamento regionale a Domenico Furgiuele ha acceso proteste tali da far parlare di ritiri di tessere su scala ampia, con numeri che oscillano tra stime locali e ricostruzioni più estese.
rivolta in calabria per la nomina regionale di dominiro furgiuele
Il punto di frizione nasce all’interno della riunione tra Domenico Furgiuele e i vertici di Futuro nazionale a Lamezia Terme, dove il deputato viene indicato come responsabile regionale. La decisione, secondo le ricostruzioni, sarebbe risultata sgradita a iscritti e delegati per due motivi principali: il metodo e la persona.
Da un lato, viene contestata una nomina calata dall’alto, con il richiamo alla meritocrazia evocata da chi guida il partito. Dall’altro, viene sollevata un forte dissenso personale: Furgiuele risulta, secondo quanto riferito, particolarmente osteggiato tra i membri del territorio, tra Cosenza e Reggio.
Il risultato descritto è una mobilitazione contro la permanenza nel partito. Le stime disponibili parlano di centinaia di persone, con possibilità di superare la soglia di un migliaio, intenzionate a stracciare le tessere di FnV.
comunicati dei comitati lametini: principi traditi e base ignorata
Lo strappo emergerebbe mentre il confronto è ancora in corso. Due comitati della città, indicati come 144 e 1067, avrebbero diffuso un comunicato con critiche nette verso la gestione delle scelte regionali.
Nel documento viene richiamato un “tradimento dei principi” espressi da Vannacci durante una due giorni a Roma. La protesta muove anche da un passaggio ritenuto decisivo: la base popolare del partito non sarebbe stata presa in considerazione. I tesserati, secondo quanto riportato, avrebbero manifestato la volontà di ritirare la propria tessera, dichiarandosi delusi e stanchi per un presunto ripetersi di promesse non mantenute.
Il comunicato attribuisce al vertice l’obiettivo di tutelare una minoranza interna, definita come “sporca dozzina”, tramite “privilegi” e stipendi non accompagnati da risultati.
numersi di adesione alla protesta: da 600 a oltre un migliaio
Accanto alle stime locali, viene riportata anche una lettura più ampia della situazione. Sarebbero emerse fonti interne che parlano di una “situazione esplosiva” e di un numero che potrebbe salire oltre un migliaio. In questa ricostruzione, la protesta non si limiterebbe a Lamezia Terme.
Si citano anche altre aree con una struttura articolata di comitati: Cosenza, con 11 comitati. La stima di 600 viene indicata come al ribasso, mentre si afferma che l’ondata di malcontento potrebbe avere ricadute anche su altri territori.
Nel quadro delineato vengono menzionate ulteriori regioni potenzialmente coinvolte insieme alla Calabria: Campania, Puglia, Sicilia e
