Bonafede jr condannato in per favoreggiamento

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Bonafede jr condannato in  per favoreggiamento

Il caso giudiziario che ha coinvolto Andrea Bonafede si chiude con un passaggio decisivo: la Cassazione ha respinto il ricorso della procura generale di Palermo, rendendo definitiva la condanna a carico dell’imputato. La vicenda ruota attorno a presunti legami e a un aiuto prestato a Matteo Messina Denaro durante le fasi cruciali legate alle cure, ma l’accusa più ampia non è stata accolta in nessuno grado di giudizio.

cassazione conferma condanna definitiva per andrea bonafede

La Suprema Corte ha rigettato il ricorso presentato dalla procura generale di Palermo. La condanna, collegata a episodi descritti come favoreggiamento della latitanza di un ex esponente del clan noto come primula rossa, ha dunque superato ogni fase di contestazione. Di conseguenza, l’originaria condanna si stabilizza come definitiva con la durata prevista.

da primo grado a cassazione: esito e motivazioni

Nel giudizio di primo grado, Andrea Bonafede è stato condannato a sei anni e 8 mesi. Successivamente, la Corte d’Appello ha ridotto la condanna di 8 mesi. In tutti i gradi, la procura di Palermo ha insistito nel contestare l’appartenenza alla mafia, ma tale ipotesi non è stata riconosciuta in alcuna sede.

Una parte centrale della decisione risiede nelle motivazioni espresse dal giudice di primo grado, Rosario Di Gioia. La ricostruzione indicava che l’operaio di Campobello di Mazara avesse prestato aiuto a Messina Denaro con l’obiettivo di garantire le cure necessarie per lo stato di salute del latitante. In questa cornice, il supporto nel momento più delicato per la sua stessa vita è stato considerato confermato.

aiuti sanitari e gestione documentazione: il ruolo di bonafede junior

Andrea Bonafede risulta coinvolto, secondo la ricostruzione processuale, in attività legate alle cure dopo la scoperta del tumore al colon di Messina Denaro. L’imputato è descritto come “Bonafede junior”, ossia il cugino minore omonimo di un altro Bonafede che avrebbe fornito al latitante l’identità.

accompagnamento in ospedale e raccordo medico

Bonafede junior avrebbe accompagnato Messina Denaro presso gli ospedali di Mazara del Vallo e Trapani, offrendo sostegno dopo l’emersione della malattia. La ricostruzione include anche la gestione di aspetti pratici dell’assistenza: documentazione medica, prescrizioni e medicinali, con raccordo continuo tra l’imputato, Bonafede senior, indicato come medico di base Alfonso Tumbarello, e lo stesso Messina Denaro.

Nel quadro descritto, Alfonso Tumbarello risulta avere una condanna: 15 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, con riferimento al dicembre precedente citato nella ricostruzione.

episodi precedenti al 2020 e intercettazioni

Le indagini, nel corso del tempo, avrebbero individuato ulteriori elementi. Tra questi, viene richiamato un episodio relativo all’invito di esponenti di rilievo della mafia al matrimonio di Bonafede junior. Inoltre, vengono citati contatti e accompagnamenti di molto anteriori rispetto alla scoperta del tumore, con esempi come acquisti in una salumeria e un tatuaggio, collocati tra il 2012 e il 2013.

Un ulteriore passaggio fa riferimento a un dialogo intercettato in cui Francesco Luppino, storico esponente della famiglia mafiosa di Campobello di Mazara, definisce Bonafede junior come il proprio “figlioccio”. Questa affermazione, secondo la ricostruzione, non è stata ritenuta sufficiente a ribaltare l’impostazione delle decisioni precedenti.

esclusa l’appartenenza a cosa nostra: cosa dice la cassazione

La conclusione processuale mantiene un perimetro preciso: non viene riconosciuta l’appartenenza a Cosa Nostra. La conferma passa attraverso un giudizio che si concentra sul tipo di aiuto fornito e sulla sua finalità, non sulla partecipazione associativa.

La difesa, rappresentata dall’avvocato Tommaso De Lisi, afferma che fin dal primo grado sono state contestate sia le aggravanti sia l’associazione. L’assunto difensivo evidenzia che l’aiuto sarebbe stato prestato a Messina Denaro come singolo, senza che emergesse il passaggio tipico richiesto per configurare l’associazione, richiamando il criterio secondo cui il reato sussisterebbe solo quando l’agevolazione sia rivolta all’

La Cassazione conferma la condanna per favoreggiamento per Andrea Bonafede jr, l’autista di Matteo Messina Denaro
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