Bomba ranucci, lavitola ai pm non sono stato io

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Bomba ranucci, lavitola ai pm non sono stato io

Un interrogatorio durato circa due ore ha segnato un passaggio decisivo nell’inchiesta relativa all’attentato contro il giornalista Sigfrido Ranucci. Valter Lavitola, ex direttore dell’Avanti, convocato dalla Procura di Roma, ha risposto alle contestazioni nell’ambito di un procedimento che ipotizza gravi reati e che ruota attorno al presunto ruolo di mandante e intermediario collegato all’attacco avvenuto il 16 ottobre 2025.

interrogatorio Valter Lavitola: “non sono stato io”

Valter Lavitola è stato ascoltato dal procuratore capo Francesco Lo Voi nell’ambito dell’istruttoria. Secondo quanto riferito, l’ex direttore dell’Avanti è indagato per tentata strage e associazione per delinquere di tipo mafioso. Nel corso dell’interrogatorio avrebbe dichiarato di non essere stato l’autore dei fatti e di non avere idea del movente.

contestazioni e rapporto con Sigfrido Ranucci

Lavitola si sarebbe detto sconcertato dell’accusa di essere mandante, richiamando un legame definito un rapporto di “fraternità” che lo unirebbe a Ranucci. In merito alla sua presenza sul luogo dell’attentato, un mese prima dei fatti, avrebbe spiegato che spesso si recava lì per andare a trovare Ranucci.

ruolo dell’intermediario e presenza in Camerun

Un punto specifico dell’interrogatorio avrebbe riguardato il ruolo attribuito all’uomo indicato come intermediario, Gomes Clesio Tavares. Lavitola avrebbe sostenuto di non averlo mandato in Camerun, aggiungendo che la sua permanenza nel paese sarebbe frequente e sarebbe verificabile dal passaporto. Nella ricostruzione fornita, Gomes Clesio Tavares si troverebbe nel Paese di origine per un affare legato ai carbon credit.

uscita dal palazzo di giustizia e dichiarazioni dell’avvocato

Al termine dell’interrogatorio, Valter Lavitola avrebbe lasciato il palazzo di giustizia da un’uscita secondaria insieme al difensore, l’avvocato Sergio Cola. L’ex indagato sarebbe salito immediatamente su un taxi senza rilasciare dichiarazioni ai cronisti presenti.

“È sconvolto”: la posizione del legale

Poco prima dell’inizio dell’interrogatorio, l’avvocato Cola aveva preso la parola con dichiarazioni contenute. Per ragioni di riservatezza non avrebbe anticipato dettagli, affermando di agire con cautela sul piano professionale. Il legale ha quindi indicato che Valter Lavitola sarebbe sconvolto dalle accuse, richiamando lo stretto rapporto di amicizia con Ranucci, un legame che, secondo quanto riportato, sarebbe stato confermato anche dallo stesso Ranucci nei giorni precedenti.

messaggio destinato a qualcun altro secondo il conduttore

Il conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, avrebbe definito l’ordigno di Pomezia come un messaggio destinato a qualcun altro. L’avvocato Cola non avrebbe fornito ulteriori elementi sul contenuto delle risposte fornite durante l’atto istruttorio né sulla linea difensiva.

inchiesta sulla tentata strage: commando e ricostruzione dei ruoli

Lavitola risulta tra gli indagati nell’inchiesta della Procura di Roma sull’attentato dinamitardo che il 16 ottobre dell’anno precedente ha preso di mira il giornalista. Secondo la ricostruzione riportata, l’auto di Lavitola e quella della figlia sarebbero andate distrutte.

arresti dei carabinieri e persone coinvolte

Nei giorni scorsi i Carabinieri hanno arrestato quattro persone, indicate come componenti del commando che avrebbe preparato e agito nella notte dell’attentato. Si tratta di Pellegrino D’Avino e della moglie Marika De Filippi, con quest’ultima sottoposta ai domiciliari. Completano il gruppo Saverio Mutone e Antonio Passariello, di 53 anni, indicato come uno dei capi del gruppo.

elementi a carico e contributo “rilevante”

Secondo quanto risulta, il giudice avrebbe evidenziato la presenza di “elementi gravi, precisi e concordanti” per ritenere che i quattro arrestati abbiano preso parte all’azione criminosa e abbiano offerto, ciascuno con un ruolo specifico e definito, un contributo rilevante alla commissione dei reati. La motivazione richiamerebbe l’agire in cambio di denaro.

interfaccia con l’intermediario

Nella ricostruzione indicata, l’unico a interfacciarsi con l’intermediario sarebbe stato Pellegrino D’Avino.

persone citate nell’inchiesta e nell’interrogatorio

  • Valter Lavitola
  • Francesco Lo Voi
  • Sergio Cola
  • Sigfrido Ranucci
  • Gomes Clesio Tavares
  • Pellegrino D’Avino
  • Marika De Filippi
  • Saverio Mutone
  • Antonio Passariello
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Categorie: Cronaca

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