Blocco navale contro l iran trump: nuovi attacchi usa nello stretto di hormuz

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Blocco navale contro l iran trump: nuovi attacchi usa nello stretto di hormuz

Il blocco navale statunitense contro i porti iraniani è stato ripristinato ed è tornato operativo alle 16:00 ora della costa orientale americana (corrispondenti alle 22:00 in Italia), secondo le comunicazioni del Comando centrale Usa (Centcom). La misura si inserisce in un quadro di azioni militari già avviate nell’area dello Stretto di Hormuz e conferma l’obiettivo dichiarato dagli Stati Uniti di esercitare pressione sulle rotte commerciali legate all’Iran.

blocco navale Usa contro porti iraniani: ripristino operativo a Hormuz

Secondo quanto annunciato dal Centcom, è ripreso il blocco navale rivolto alle navi dirette verso e provenienti dai porti iraniani. L’entrata in vigore è avvenuta come previsto dopo l’annuncio del presidente americano del ripristino dell’operazione, accompagnato dalla definizione degli Stati Uniti come “guardiano” dello Stretto di Hormuz.

Il provvedimento impedisce alle navi commerciali di raggiungere i porti iraniani tramite lo Stretto di Hormuz, identificato nella comunicazione come una delle principali rotte globali per il trasporto di energia.

operazioni militari precedenti al blocco: nuovi raid in area dello stretto

Poco prima dell’entrata in vigore della misura, il Centcom aveva indicato l’avvio di nuovi raid contro obiettivi iraniani nell’area dello Stretto di Hormuz. Nel messaggio pubblicato su X, il comando statunitense ha riferito che gli attacchi sono in corso mentre le forze americane si preparano a riprendere il blocco navale contro porti iraniani e aree costiere.

La ripresa del blocco segue un precedente impiego di una misura analoga da parte degli Stati Uniti, già attivata per circa due mesi tra aprile e giugno, con operazioni estese dal Medio Oriente fino all’Oceano Indiano.

costi e ruolo Usa a Hormuz: da pedaggio 20% ad accordi con i paesi del golfo

Nel corso della settimana precedente, il presidente Donald Trump aveva dichiarato che gli Stati Uniti avrebbero imposto agli operatori commerciali un costo pari al 20% del valore delle merci trasportate, per compensare Washington del ruolo svolto nel “fornire sicurezza e protezione” nello Stretto di Hormuz.

La posizione è stata però aggiornata: oggi Trump ha affermato che i Paesi arabi del Golfo avrebbero concluso “accordi commerciali e di investimento negli Stati Uniti”, modificando di fatto l’impostazione inizialmente descritta.

risposta iraniana agli impegni: nessun obbligo per Teheran sul memorandum

Nel frattempo, l’Iran ha preso le distanze dagli accordi attribuiti a Washington. Il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha dichiarato che Teheran non ha alcun obbligo rispetto all’intesa in 14 punti raggiunta con gli Stati Uniti il mese scorso.

teheran contestata il protocollo e gli impegni sullo stretto

Gharibabadi ha collegato la posizione iraniana al ripristino del blocco marittimo: ha chiesto che fine abbiano fatto gli impegni statunitensi legati al Protocollo di Islamabad. Secondo il viceministro, gli Stati Uniti li avrebbero abbandonati, sostenendo che in sostanza il protocollo sarebbe stato “smantellato”.

Il responsabile iraniano ha richiamato che il cuore del memorandum d’intesa riguardava la fine della guerra, una cessazione immediata e permanente delle ostilità e delle operazioni militari contro la Repubblica islamica dell’Iran, includendo anche altri fronti, come il Libano, in riferimento agli attacchi israeliani contro Hezbollah.

affermazioni di gharibabadi: niente vincoli residui per usa e iran

Gharibabadi ha aggiunto che, alla luce degli sviluppi, non esistono obblighi previsti dal memorandum d’intesa di Islamabad che restino validi e in vigore, né per gli Stati Uniti né per l’Iran. Ha definito inoltre irragionevole e infondata l’aspettativa che l’Iran rispetti gli impegni previsti dall’accordo, compresa la riapertura dello Stretto di Hormuz al traffico commerciale.

Il viceministro ha infine respinto l’idea che l’intensificazione della pressione e delle azioni militari contro l’Iran possa spingere Teheran a chiedere negoziati, sostenendo che tale scenario sarebbe un errore.

figure citate: protagonisti delle posizioni su blocco e memorandum

  • Donald Trump
  • Kazem Gharibabadi

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