Autosputo comportamento misterioso: riccio che mangia pelo di cane e si spalma sugli aculei, cosa sappiamo
Una passeggiata serale a Roma diventa il teatro di un comportamento sorprendente osservato da vicino: un riccio coinvolto in un rituale che passa dalla masticazione di una massa di pelo alla copertura degli aculei con una sostanza biancastra. La scena, ripresa da un ecologo durante un incontro casuale in un parco cittadino, richiama l’attenzione su un fenomeno noto agli studiosi ma ancora privo di un’interpretazione definitiva.
autosputo del riccio: la scena osservata a roma
Il video mostra un riccio che inizia masticando una palla composta da pelo, poco dopo avviando la fase successiva del comportamento. Nel giro di pochi istanti, l’animale procede a ricoprire gli aculei con una miscela ottenuta da saliva e pelo, distribuita con precisione.
La sequenza è stata registrata da Andrea Bonifazi, ecologo e fondatore della pagina social Scienze Naturali, durante una passeggiata serale con il proprio cane. L’incontro avviene mentre sta camminando nel parco insieme al pastore tedesco Moser.
autosputo o self-anointing: cosa fanno i ricci
Il comportamento viene indicato come self-anointing o autosputo. Pur trattandosi di una pratica conosciuta nell’ambito degli studi, il suo significato non risulta chiarito con certezza.
Nel caso documentato a Roma, il riccio morde con insistenza una massa di pelo, verosimilmente rimasta sul prato dopo che un cane l’avrebbe rimosso dal proprio mantello durante una spazzolatura. Successivamente produce saliva in grande quantità, dando origine a una sostanza densa e biancastra che l’animale applica sugli aculei.
Gli esperti evidenziano che l’autosputo è piuttosto diffuso nei ricci, ma resta raramente osservabile in natura. La difficoltà dipende principalmente dalle abitudini prevalentemente notturne degli animali e dalla loro natura schiva.
stimoli e variabilità del comportamento: esempi citati da bonifazi
Secondo Bonifazi, il fenomeno può comparire spesso dopo che il riccio annusa o mastica sostanze dal odore o sapore molto marcato. Tra gli esempi richiamati rientrano mozziconi di sigarette, cuoio, vegetali e vernice.
Nel caso specifico ripreso a Roma, lo stimolo sarebbe da ricondurre al pelo di cane. Il ricercatore precisa inoltre che il comportamento può manifestarsi anche senza stimoli esterni evidenti: l’autosputo può comparire già nei cuccioli di una settimana, pur essendo ciechi e sordi.
dal pelo agli aculei: la dinamica nello specifico episodio romano
La sequenza filmata descrive un passaggio molto chiaro tra due fasi. Prima il riccio si concentra sulla masticazione della massa di pelo; poi avvia la produzione di saliva abbondante, trasformandola in una miscela viscosa e chiara che viene stesa sugli aculei. Questa distribuzione accurata completa l’atto di autosputo ripreso durante la passeggiata.
personaggi coinvolti nell’osservazione
Nel racconto dell’episodio compaiono le figure presenti durante l’osservazione e il contesto in cui la scena è stata registrata:
- Andrea Bonifazi
- Moser (pastore tedesco)
