Aiutatemi non vogliono farmi entrare negli usa solo perché nel 2016 ero stato in iran l appello di capdevila

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Aiutatemi non vogliono farmi entrare negli usa solo perché nel 2016 ero stato in iran l appello di capdevila

L’anticipazione per la finale dei Mondiali tra Spagna e Argentina a New York si trasforma in un imprevisto. L’ex campione del mondo Joan Capdevila, indicato come prossimo sostenitore della squadra nella cornice statunitense, non potrà raggiungere gli Stati Uniti: il permesso d’ingresso è stato negato, impedendogli di viaggiare con i figli.

La vicenda è stata resa pubblica tramite messaggi sui social, con un appello diretto a chi potrebbe intervenire per sbloccare la situazione. Capdevila ha poi chiarito i dettagli della decisione in un’intervista, collegando il rifiuto a un episodio specifico risalente al 2016.

joan capdevila visto negato per gli stati uniti

Joan Capdevila ha comunicato l’impossibilità di volare verso gli USA per la finale, spiegando di aver ricevuto un rifiuto del visto e, di conseguenza, di non poter ottenere l’Esta. Nel messaggio diffuso online, l’ex nazionale spagnolo ha espresso urgenza e delusione per la mancata partecipazione a un evento che desiderava condividere in famiglia.

Capdevila ha sottolineato che il problema riguarda anche la possibilità di essere presente insieme ai figli, richiamando il forte legame personale con il calcio e l’importanza dell’occasione sportiva. L’appello lanciato tramite i social mira a ottenere una soluzione concreta per recuperare la possibilità di raggiungere New York.

il motivo del rifiuto: viaggio in iran nel 2016

Nel corso di un’intervista, Capdevila ha spiegato la causa del diniego, collegandola a una circostanza precisa. Il rifiuto, secondo la ricostruzione riportata, sarebbe legato al fatto che nel 2016 l’ex calciatore è stato in Iran per disputare una partita di La Liga Legends.

La motivazione comunicata sarebbe stata formulata in termini di regola: avere viaggiato in Iran comporterebbe una limitazione all’ingresso negli Stati Uniti, salvo la presenza di un altro visto o di un’autorizzazione equivalente. Capdevila ha indicato che la decisione sarebbe stata influenzata da tale elemento.

procedura e conoscenza delle autorità statunitensi

Capdevila ha aggiunto che le autorità statunitensi sarebbero state già informate del viaggio in Iran, pur in assenza di una specificazione dettagliata nella richiesta d’ingresso. In base a quanto riportato, questa combinazione di informazioni avrebbe portato all’esito automatico della procedura, culminando nella negazione del permesso.

La situazione descritta evidenzia un punto centrale: il rifiuto non dipenderebbe soltanto dall’evento passato in sé, ma anche dal modo in cui quel dato risulta inserito o considerato nell’iter di richiesta.

delusione di capdevila e valore sentimentale della finale

La vicenda ha lasciato Capdevila profondamente perplesso. L’ex campione del mondo ha espresso non comprensione della rigidità della regola, evidenziando la propria condizione di cittadino del mondo e facendo riferimento al regolare pagamento di imposte.

Il rifiuto, secondo la ricostruzione, riguarda la possibilità di partecipare a un momento sportivo atteso con grande intensità e che, per lui, assume un significato anche familiare. Il viaggio, nella sua prospettiva, era pensato soprattutto come occasione per vivere l’evento con i figli: un desiderio che risulta oggi ostacolato dalla decisione sul visto.

Con l’evoluzione della situazione, l’orientamento indicato è che Capdevila potrebbe non riuscire ad assistere alla partita.

altri casi di visto negato negli stati uniti

La vicenda di Capdevila si inserisce in un contesto più ampio di precedenti che coinvolgono richieste di ingresso negli Stati Uniti. Nel testo è citato, come riferimento, il caso dell’arbitro somalo Omar Artan, indicato come episodio emblematico accaduto a inizio competizione.

persona coinvolta e figure citate

  • Joan Capdevila
  • Donald Trump
  • Omar Artan
“Non vogliono farmi entrare negli Usa per la finale solo perché nel 2016 sono stato in Iran”: la denuncia di Capdevila, campione del mondo nel 2010
Categorie: NewsCronaca

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