Ai, bagnasco: sfruttare l’innovazione degli altri per restare al passo
Intelligenza artificiale, sicurezza e geopolitica si intrecciano in un quadro in cui contano infrastrutture, risorse e relazioni internazionali. Enrico Bagnasco, presidente di Confindustria Assafrica e Mediterraneo e amministratore delegato di Sparkle, ha affrontato il tema delle condizioni necessarie per l’adozione delle tecnologie, collegandole alle dinamiche tra Italia, Mediterraneo e continente africano. Nel corso della conferenza internazionale “Geopolitica, tecnologie e sicurezza: sfide e prospettive per l’Italia”, tenuta a Roma da Med-Or Italian Foundation in collaborazione con la Luiss School of Government, sono emersi elementi chiari sulla necessità di sistemi coordinati e su come trasformare la disponibilità tecnologica in vantaggio competitivo.
intelligenza artificiale, energia acqua e connettività globale
Bagnasco ha indicato tre componenti fondamentali per far funzionare l’intelligenza artificiale su scala reale: energia, acqua e connettività globale. L’acqua, secondo la sua impostazione, viene gestita soprattutto a livello locale, mentre l’energia richiede un mix tra dimensione locale e globale, in particolare per quanto riguarda il recupero delle fonti. Il punto decisivo, però, riguarda la connettività internazionale, definita intrinsecamente globale.
Da questa constatazione deriva un passaggio centrale: non risulta efficace una visione limitata al perimetro nazionale o regionale. L’approccio richiesto deve essere globale, perché la realizzazione di grandi progetti implica la gestione della complessità dei sistemi dei Paesi attraversati. Secondo quanto evidenziato, la dimensione della sfida non è ancora pienamente percepita, pur comportando costi elevati.
infrastrutture e applicazione dell’intelligenza prodotta da altri
Un ulteriore snodo riguarda il modo in cui l’Italia può muoversi rispetto alle grandi piattaforme tecnologiche. Bagnasco ha osservato che, davanti a livelli di fatturato delle Big Tech superiori all’intero Pil europeo, la partita italiana passa dal saper utilizzare l’intelligenza prodotta da altri. La priorità diventa arrivare prima nell’applicazione di queste tecnologie, accompagnando l’adozione con lo sviluppo di capacità interne.
Nel dettaglio, l’orientamento indicato prevede di dotarsi di una propria infrastruttura, ma nel frattempo di impiegare quella esistente. In assenza di questo utilizzo parallelo, secondo la linea espressa, si rischierebbe un ritardo difficile da colmare, accumulando distanza operativa mentre le nuove componenti vengono costruite.
rapporti italia-africa e crescita dell’export
Nel suo intervento, Bagnasco si è concentrato anche sui rapporti tra l’Italia e il continente africano, richiamando due dati ritenuti particolarmente rilevanti. Il primo elemento riguarda una relazione industriale di lunga durata: l’industria italiana lavora da sempre con queste aree del mondo, come testimoniato dalla longevità di Confindustria Assafrica e Mediterraneo, attiva da 46 anni.
Nonostante l’andamento segnato da complessità geopolitica e conflitti nella regione, l’export italiano, secondo quanto riportato, continua a crescere. Il dato citato è di circa 15 miliardi di euro con un incremento del 4% su base annua.
da fornitura a partnership: trasferimento di know-how
Il secondo elemento messo in evidenza riguarda l’evoluzione della qualità della relazione. Per Bagnasco, l’attenzione non si limita più alla semplice fornitura di beni e infrastrutture. Il quadro descritto include un ruolo più strutturato: una partnership orientata a rispondere alle esigenze del continente africano.
In questa logica, viene sottolineato il trasferimento di know-how in loco, così da consentire ai Paesi destinatari una capacità autonoma di manutenzione ed evoluzione nel tempo. La maturità della relazione, nella lettura proposta, si traduce in un modello che connette le imprese italiane alle necessità di un’area che continua a vedere l’Italia come partner strategico.
piano mattei e crescita industriale del marocco
Bagnasco ha poi richiamato l’impatto del Piano Mattei sulla crescita industriale del Marocco, indicato come prima potenza industriale dell’Africa. Il Piano Mattei viene descritto come un’intuizione capace di dare un nome e un sistema a un’esigenza già presente ma poco focalizzata.
Secondo le parole riportate, il valore del Piano risiede nel fornire un quadro organico e una continuità nelle relazioni, elemento che premia. Le relazioni, nella prospettiva espressa, richiedono uno sviluppo nel medio periodo e non si possono risolvere in tempi rapidi.
Per Bagnasco, i risultati già osservati e quelli attesi nei mesi successivi consentiranno di consolidare questo framework oltre l’orizzonte attuale. La stabilizzazione e la crescita della relazione, fondate su una consapevolezza reciproca e su basi paritetiche, vengono definite come destinare a durare oltre il breve periodo.
contesto della conferenza e attività di ricerca
Le affermazioni sono state formulate durante la conferenza internazionale dedicata a geopolitica, tecnologie e sicurezza, inserita nelle attività di un progetto di ricerca con focus sul Mediterraneo allargato. La cornice include il bando “Geopolitica e tecnologia”, promosso dalla Fondazione Compagnia di San Paolo e dalla Fondazione Csf.
personalità presenti
- Enrico Bagnasco (presidente di Confindustria Assafrica e Mediterraneo e amministratore delegato di Sparkle)