Acqua del delta del po troppo calda, moria di cozze e vongole

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Acqua del delta del po troppo calda, moria di cozze e vongole

Il caldo eccezionale sta causando una pesante crisi tra i molluschi del delta del Po, con effetti denunciati dalle associazioni di categoria. La situazione interessa in particolare cozze, vongole e anche gli allevamenti di ostriche, già sotto pressione per l’aumento della temperatura e per le condizioni ambientali che incidono sul ricambio delle acque.

moria di cozze e vongole nel delta del po: acqua a 32 gradi

Secondo quanto segnalato da Confcooperative agroalimentare e pesca, nella sacca di Scardovari (Rovigo) si registra una perdita di mille quintali di cozze Dop e una riduzione del 90% delle vongole. La causa indicata è l’alta temperatura dell’acqua, arrivata a 32 gradi, considerata determinante per l’evento di mortalità.

impatto sugli allevamenti: ostriche più resistenti ma comunque a rischio

La preoccupazione non riguarda solo cozze e vongole. Le associazioni segnalano anche il rischio per gli allevamenti di ostriche, descritte come più resistenti al caldo rispetto ad altri molluschi, ma comunque esposte a condizioni sfavorevoli. La situazione evidenzia un quadro in cui il surriscaldamento non risparmia le produzioni, con effetti che coinvolgono l’intero comparto legato ai molluschi.

allerta anche a goro: caldo e scarso ricambio idrico aggravano la produzione

Un’ulteriore segnalazione arriva dalla sacca di Goro. Qui, le associazioni riportano che temperature elevate e scarsità di ricambio idrico, aggravata dalle misure anti-granchio blu, hanno alterato drasticamente le condizioni dell’area. Il contesto viene descritto come una sorta di “gigantesca pentola”, in cui il calore risulta trattenuto.

percentuali di perdita stimate tra 70% e 100%

Nel sito di Goro, secondo le stime riportate, le condizioni avrebbero già compromesso una quota compresa tra il 70% e il 100% della produzione. La dinamica viene attribuita all’insieme di fattori collegati all’innalzamento termico e alle limitazioni che incidono sul rinnovamento delle acque lagunari.

fattori aggiuntivi: proliferazione di alge e recinzioni anti-granchio blu

Oltre alla temperatura, incidono anche altri elementi indicati come determinanti per peggiorare lo scenario. Tra questi rientrano la proliferazione di alge e la presenza di recinzioni anti-granchio blu, considerate in grado di limitare il ricambio delle acque lagunari. La combinazione tra surriscaldamento, alterazione dell’equilibrio ambientale e riduzione della circolazione favorisce condizioni più critiche per i molluschi.

costi per il comparto: danni stimati in 200 milioni di euro

Le stime di Confcooperative Agroalimentare e Pesca quantificano l’impatto economico del surriscaldamento. I danni diretti alla pesca professionale italiana vengono valutati intorno a 200 milioni di euro all’anno, con l’impatto maggiore per la molluschicoltura.

enti e contesto segnalati

Le segnalazioni su mortalità e criticità operative provengono dalle strutture di rappresentanza del settore ittico e agroalimentare, con focus sulle aree del delta interessate dall’evento termico e dalle misure di gestione legate al granchio blu.

  • Confcooperative agroalimentare e pesca

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