Zverev sussurra una frase a panatta e scopre il segreto di cobolli vicino al campo

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Zverev sussurra una frase a panatta e scopre il segreto di cobolli vicino al campo

La premiazione del Roland Garros ha regalato un passaggio emotivo destinato a restare impresso: l’abbraccio tra Flavio Cobolli e Adriano Panatta, prima della consegna del “piatto d’argento”. Tra quei gesti si è intrecciato il rispetto del finalista verso una leggenda del tennis italiano e, allo stesso tempo, la stima di Panatta verso chi, a distanza di 50 anni dalla sua impresa, è arrivato a un passo dal replicarla.

Al centro della scena sportiva c’era anche Alexander Zverev, protagonista di una finale ad alto tasso di intensità: per conquistare la Coppa dei Moschettieri ha dovuto lottare in cinque set e per oltre quattro ore.

abbraccio tra cobolli e panatta: il momento più significativo della premiazione

Adriano Panatta, intervenendo nel corso del loro celebre podcast “La Telefonata” insieme a Paolo Bertolucci, ha raccontato cosa è accaduto durante la premiazione e ha condiviso le proprie sensazioni sulla finale, vissuta direttamente sul Philippe-Chatrier.

Panatta ha descritto la percezione che l’inerzia del match sembrasse spostarsi in un certo momento verso Cobolli. Secondo quanto riportato, la convinzione era che, dopo il quarto set, la partita potesse indirizzarsi verso il quinto set.

crampi di cobolli nella premiazione: la spiegazione del passaggio decisivo

Nel ricostruire le fasi finali, Panatta ha chiarito un episodio fondamentale avvenuto nel corso della premiazione. A suo dire, Cobolli gli avrebbe riferito che la situazione fisica si era complicata durante il match.

La dinamica descritta da Panatta include un principio di crampi al polpaccio, seguito dall’accesso agli spogliatoi. Da quel punto, il problema si sarebbe esteso fino al quadricipite, compromettendo la possibilità di giocare in modo efficace.

La stessa circostanza è stata poi confermata anche dallo stesso Cobolli in conferenza stampa. Nel racconto riportato, Cobolli ha spiegato che nel 6-4 del tie-break ha avvertito crampi al polpaccio, provando il massimo nei cambi campo. Dopo il secondo game, però, avrebbe percepito anche un problema al quadricipite, fino alla sensazione che il corpo non avrebbe più retto.

In quel contesto Cobolli ha richiamato anche l’idea che l’avversario potesse essere particolarmente lucido nei punti cruciali, indicando come la capacità di gestire i momenti determinanti potesse dipendere dall’esperienza.

zverev e il problema al ginocchio: la difficoltà nascosta dietro la vittoria

Panatta ha riconosciuto anche una condizione di sofferenza di Alexander Zverev. A conferma della presenza di un limite fisico, ha spiegato che il problema al ginocchio era già evidente tre o quattro game prima dell’esito finale.

Nonostante questa difficoltà, Zverev è riuscito a resistere e a portare a termine la partita, trasformando la sfida in un confronto di lunga durata e di grande intensità.

la qualità di cobolli secondo panatta: rapidità e capacità di movimento

Nel dialogo con Bertolucci, Panatta ha dedicato parole molto positive a Cobolli, concentrandosi su un aspetto ritenuto decisivo. L’ex tennista ha spiegato di aver notato, osservando il 24enne romano anche da lontano, elementi tecnici e atletici che diventano più evidenti a diverse distanze.

Tra i punti messi in evidenza c’è una rapidità impressionante, accompagnata da una capacità di muoversi che, secondo Panatta, rappresenta un tratto raramente visto. Panatta ha aggiunto che, pur avendo osservato numerosi giocatori nel corso della carriera, una combinazione di velocità e mobilità nella maniera descritta non l’aveva mai incontrata.

Per Panatta, questo insieme di caratteristiche costituisce un vero segreto del gioco di Cobolli.

curiosità dalla premiazione: la frase sussurrata a zverev

La premiazione ha incluso anche un dettaglio curioso legato a Zverev. Bertolucci ha notato infatti che Panatta avrebbe sussurrato qualcosa all’orecchio del tedesco, appena campione del Roland Garros.

Panatta ha poi svelato la frase riportata: “Welcome to the club”. Nel racconto, è stata anche richiesta una reazione a riguardo, con una domanda sulla possibile gradita della frase.

persone citate nella narrazione

  • Flavio Cobolli
  • Adriano Panatta
  • Alexander Zverev
  • Paolo Bertolucci
“A Zverev ho sussurrato una frase. Vedendo da vicino Cobolli ho capito il suo grande segreto”: parla Panatta
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