Web tax su del 40%: il flop del global minimum tax secondo la corte dei conti

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Web tax su del 40%: il flop del global minimum tax secondo la corte dei conti

La tassazione internazionale al centro di nuovi equilibri presenta due volti opposti: la digital tax continua a muoversi oltre le previsioni, mentre la global minimum tax mostra un avvio nettamente sotto le stime. I primi dati consolidati arrivano dalla relazione della Corte dei Conti sul rendiconto generale dello Stato, con numeri che delineano chiaramente differenze di impatto tra gli strumenti adottati.

digital tax: gettito in crescita e risultati oltre le stime

Nel 2025 l’imposta sui servizi digitali, introdotta in Italia nel 2020 per tassare i ricavi realizzati nel Paese dalle grandi piattaforme con fatturato globale superiore a 750 milioni di euro, ha generato 637 milioni di euro. Il risultato rappresenta un incremento del 40% rispetto ai 455 milioni incassati nel 2024.

L’imposizione applica un’aliquota del 3% sui ricavi lordi derivanti da servizi digitali come pubblicità online, marketplace digitali, trasmissione di dati degli utenti e piattaforme di intermediazione.

3% sui ricavi lordi: conferma della solidità dell’imposta

Per il terzo anno consecutivo il gettito ha superato le aspettative del governo, che erano fissate a 591 milioni di euro. La Corte dei Conti rileva che la crescita evidenziata conferma la sostanziale solidità dell’imposta.

orizzonte di sostituzione con il pillar one e nodo congressuale usa

Nel quadro dei lavori in ambito internazionale, i magistrati contabili indicano l’attesa di una sostituzione tramite la soluzione multilaterale negoziata in sede Ocse, il Pillar One. L’impostazione prevede la ripartizione del diritto di tassare gli utili tra i Paesi in cui un gruppo risulta attivo.

Secondo la Corte, l’ipotesi appare però tramontata per l’indisponibilità del Congresso Usa ad approvare una norma del genere. Il punto viene sottolineato anche considerando che il tema è rimasto irrisolto anche durante la presidenza di Joe Biden.

global minimum tax: gettito molto inferiore alle stime

Il confronto con la global minimum tax evidenzia una dinamica opposta. Il tributo, entrato in vigore dal 2024 per recepire il secondo pilastro della riforma Ocse, stabilisce per i grandi gruppi multinazionali un’aliquota minima effettiva del 15%, indipendentemente dal Paese in cui vengono localizzati i profitti.

quota minima 15% e primo anno: scostamento netto

La previsione di partenza fissava un gettito di 381 milioni di euro. Nei primi dodici mesi di applicazione, invece, le entrate si sono fermate a 46,3 milioni di euro, pari a circa il 12% delle attese.

La Corte osserva che, a differenza della web tax, nella fase iniziale il nuovo tributo ha mostrato risultati notevolmente inferiori alle stime. Per questo, viene indicata la necessità di seguire con attenzione l’evoluzione nei prossimi esercizi.

Nel 2025 su del 40% il gettito della web tax italiana. Flop per la tassa minima sulle multinazionali: solo 46 milioni di entrate, il 12% del previsto
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