Vaccini covid stop alla commissione ue sulla trasparenza: non garantito accesso ai contratti

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Vaccini covid stop alla commissione ue sulla trasparenza: non garantito accesso ai contratti

Un nuovo passaggio giudiziario riporta al centro la questione della trasparenza nei contratti per l’acquisto dei vaccini anti-Covid. Dopo la condanna ricevuta in primo grado dal Tribunale dell’Unione europea, l’avvocato generale Athanasios Rantos ha chiesto alla Corte di Giustizia dell’Unione europea di confermare la decisione, contestando alla Commissione europea l’assenza di un livello di accesso al pubblico giudicato sufficientemente ampio.

avvocato generale rantos: trasparenza insufficiente sui contratti vaccini

Secondo Rantos, la Commissione Ue non avrebbe garantito ai cittadini un accesso adeguato ai documenti relativi agli acquisti di vaccini contro il Covid. Nel corso delle conclusioni presentate in sede di appello, l’avvocato generale ha indicato che l’esecutivo avrebbe dovuto assicurare un obiettivo di trasparenza più incisivo, proponendo alla Corte di respingere le argomentazioni sollevate da Palazzo Berlaymont.

Le conclusioni formulate dall’avvocato generale non stabiliscono direttamente l’esito della causa, ma rappresentano un riferimento spesso tenuto in considerazione dai giudici di Lussemburgo. La sentenza della Corte è attesa nei prossimi mesi.

contesto del contenzioso e ricorso in appello della commissione ue

Durante la pandemia, la Commissione europea aveva negoziato in regime riservato con le imprese farmaceutiche i contratti per i vaccini anti-Covid. Nel 2021, alcuni eurodeputati e privati hanno richiesto di visionare i documenti. L’esecutivo, però, ha concesso solo un accesso parziale, procedendo a oscurare nomi dei negoziatori e clausole relative agli indennizzi alle aziende.

Di fronte a questa risposta, i richiedenti hanno avviato una causa davanti al Tribunale dell’Unione europea. Nel 2024 il Tribunale ha condannato la Commissione per non aver assicurato un livello di trasparenza considerato sufficiente. La Commissione ha poi impugnato la decisione, presentando ricorso in appello alla Corte di Giustizia dell’Ue.

trasparenza dei negoziati: conflitti di interessi e indennizzi alle aziende

La controversia riguarda in particolare due aspetti: le dichiarazioni con le quali i negoziatori attestavano l’assenza di conflitto di interessi e le clausole sugli indennizzi previsti nei contratti con le imprese farmaceutiche. Secondo Rantos, la Commissione non avrebbe fornito elementi idonei a dimostrare che la divulgazione di tali informazioni potesse comportare un danno alla privacy o agli interessi commerciali delle società coinvolte.

versioni oscurate non permettono una verifica efficace dell’imparzialità

Rantos ha evidenziato anche un limite sostanziale nelle versioni rese disponibili: le parti oscurate avrebbero incluso dichiarazioni anonimizzate relative all’assenza di conflitti d’interesse. In questa configurazione, i documenti non avrebbero consentito una verifica ritenuta adeguata e, soprattutto, concreta ed efficace dell’imparzialità dell’iter negoziale.

clausole sugli indennizzi: nessuna prova di danni o aumento delle azioni

Analoga valutazione è stata formulata per le clausole che prevedono indennizzi alle aziende farmaceutiche. L’avvocato generale ha respinto la tesi secondo cui la pubblicazione avrebbe potuto danneggiare gli interessi commerciali delle imprese. Nel ragionamento esposto, la Commissione non avrebbe dimostrato né il rischio di comportamenti abusivi, né la prospettiva di un incremento delle azioni risarcitorie nei confronti delle aziende farmaceutiche.

Da qui la conclusione di Rantos: il Tribunale avrebbe correttamente riconosciuto che la trasparenza dei negoziati costituisce un fine specifico di interesse pubblico.

meccanismo europeo per l’acquisto centralizzato dei vaccini

Nel quadro del contesto emergenziale, la Corte ricorda che l’Unione europea aveva realizzato un meccanismo centralizzato per acquistare i vaccini, con l’obiettivo di assicurare agli Stati membri un approvvigionamento rapido e secondo criteri considerati equi. La Commissione aveva formato una squadra di negoziatori composta da alcuni funzionari dell’esecutivo e da un numero limitato di esperti provenienti dagli Stati membri. La squadra era incaricata di negoziare con determinate imprese farmaceutiche accordi preliminari di acquisto dei vaccini.

figure coinvolte nel procedimento e nelle conclusioni

  • Athanasios Rantos, avvocato generale che ha chiesto la conferma del verdetto
  • Commissione europea, parte contro cui è stata pronunciata la condanna in primo grado e che ha proposto ricorso in appello
  • Tribunale dell’Unione europea, giudice che ha condannato la Commissione per insufficiente trasparenza
  • Corte di Giustizia dell’Unione europea, istituzione chiamata a decidere sull’appello
Vaccini Covid, nuovo schiaffo alla Commissione Ue sulla trasparenza. L’avvocato generale: “Non ha garantito ampio accesso ai contratti”

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