Ue non riesce a sanzionare Ben Gvir per mancanza di unanimità
L’Unione europea non arriva a una stretta comune sulle misure da applicare in relazione a Itamar Ben-Gvir. Dopo nuove verifiche tra i governi, emerge ancora una volta l’assenza di unanimità necessaria per procedere con le sanzioni, mentre parallelamente si apre un altro fronte legato alle restrizioni commerciali sui prodotti provenienti dai Territori occupati.
mancato accordo ue: sanzioni a ben-gvir ancora bloccate
L’annuncio arriva dall’Alta rappresentante per la Politica Estera dell’ue, Kaja Kallas. Durante la riunione dei ministri degli Esteri dei 27 Stati membri, la posizione comune non viene raggiunta e, di conseguenza, non vengono adottate sanzioni nei confronti del ministro della Sicurezza Nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir.
Kaja Kallas precisa che molti Paesi hanno chiesto misure nei confronti del ministro israeliano, ma dalle consultazioni informali con gli Stati membri non risulta la necessaria unanimità. Il mancato consenso si traduce in nessuna conseguenza diretta sul dossier appena discusso.
nessuna misura collegata alle immagini diffuse nei mesi scorsi
Con l’accordo non raggiunto, restano senza seguito i temi collegati alle immagini girate e fatte circolare nei mesi scorsi: l’esponente del governo Netanyahu, indicato come membro estremista, viene descritto come autore di una reazione di scherno nei confronti dei manifestanti della Flotilla catturati dalle Forze di Difesa Israeliane in acque internazionali. Sul punto, l’esito della discussione porta al mantenimento dell’attuale situazione.
Vengono richiamate soprattutto dichiarazioni di sdegno considerate formali, senza ulteriori provvedimenti accompagnatori.
francia e italia: segnali nazionali senza convergenza europea
Nel quadro delineato emerge anche una differenza tra iniziative nazionali e possibilità di azione a livello europeo. La Francia ha deciso di dichiarare il leader di Otzma Yehudit come persona non grata, prevedendo quindi il divieto d’ingresso nel Paese.
Anche l’Italia, attraverso Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani, ha più volte sollecitato misure a livello europeo mirate a colpire Ben-Gvir. La ricostruzione riportata evidenzia però che, nonostante le richieste, a livello nazionale non sono state adottate decisioni con piena corrispondenza, mentre a livello comunitario continua a mancare l’orientamento condiviso.
restrizioni al commercio: attesa per le opzioni della commissione europea
Accanto al nodo sanzioni, i lavori del Consiglio Affari Esteri riguardano anche un’altra area: le restrizioni al commercio di prodotti provenienti dai Territori occupati. In questo caso, risulta che la maggior parte degli Stati membri abbia chiesto alla Commissione europea di presentare opzioni per consentire il proseguimento dei lavori.
Per questa seconda decisione è indicato che si dovrà attendere un passaggio successivo, poiché la presentazione richiesta dalla Commissione non risulta ancora completata.
quadro generale: mancano i presupposti per una linea comune
Nel complesso, la dinamica descritta mette in evidenza un limite politico determinante: la mancanza dell’unanimità richiesta blocca il percorso verso le sanzioni contro Itamar Ben-Gvir. Parallelamente, sul tema commerciale relativo ai Territori occupati si cerca una base di lavoro più strutturata tramite opzioni che dovrebbero essere fornite dalla Commissione europea.
Personalità e riferimenti citati:
- Kaja Kallas (Alta rappresentante per la Politica Estera dell’ue)
- Itamar Ben-Gvir (ministro della Sicurezza Nazionale israeliano)
- Giorgia Meloni (presidente del Consiglio)
- Antonio Tajani (ministro degli Esteri)
- Otzma Yehudit (leader indicato come “persona non grata” dalla Francia)
