Ucraina attacca la russia: pioggia di droni e raid sugli impianti di energia, le news di oggi
Una nuova ondata di droni ha colpito la Russia nella notte, con effetti riportati su infrastrutture industriali ed energetiche nella regione di Tula. Sullo stesso fronte, Mosca ha comunicato l’abbattimento di 660 droni nel corso dell’intera azione, una delle cifre più alte dall’inizio del conflitto. Parallelamente, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rinnovato l’allarme su una possibile escalation dell’atteggiamento di Minsk, indicando lavori militari lungo il confine con l’Ucraina già in fase avanzata.
attacco con droni ucraini su tula: impianto chimico e infrastrutture energetiche
Secondo quanto riferito dai canali mediatici russi su Telegram, l’esercito ucraino ha lanciato nella notte un attacco con droni contro l’oblast di Tula, colpendo un impianto chimico e diverse infrastrutture energetiche nella regione.
Il canale Telegram indipendente Exilevona Plus, citando testimonianze di residenti, ha segnalato diverse esplosioni nell’area dell’impianto chimico Azot a Novomoskovsk. Successivamente, il governatore dell’oblast di Tula, Dmitry Milyaev, ha indicato che un drone ucraino avrebbe colpito un “impianto industriale” non meglio specificato, sempre nella città di Novomoskovsk.
linee elettriche e centrale di novomoskovsk: segnali di blackout e incendio
Nel quadro dell’attacco, Milyaev ha riferito anche di danni alle linee elettriche. Ulteriori riscontri sono arrivati dal sistema FIRMS (Fire Information for Resource Management System) della NASA, che avrebbe rilevato un incendio nella zona della centrale elettrica statale distrettuale di Novomoskovsk, come riportato dai canali Telegram russi.
Sui social media, infine, sono state diffuse segnalazioni di interruzioni di corrente nella medesima città.
mosca: abbattuti 660 droni in notte, colpiti obiettivi tra mosca, crimea e mar nero
Il ministero della Difesa russo ha dichiarato di aver abbattuto 660 droni ucraini nel corso della notte. La cifra è stata presentata come una delle più elevate dall’inizio del conflitto.
In base alla comunicazione russa, i droni sarebbero stati distrutti in oltre una decina di regioni, includendo Mosca e la penisola di Crimea, oltre alle aree del Mar Nero e del Mar d’Azov. Il ministero ha indicato, inoltre, che l’azione aveva come direzione quelle aree.
zelensky avverte minsk: infrastrutture militari quasi completate lungo il confine
Con un nuovo messaggio, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha messo in guardia contro una possibile “potenziale escalation dell’aggressione” da parte di Minsk. Secondo Zelensky, la costruzione di infrastrutture militari lungo il confine tra Bielorussia e Ucraina risulterebbe “quasi completata”.
Nel briefing citato dal presidente, basato su informazioni fornite da Oleh Luhovskyi, capo ad interim del Servizio di intelligence estera dell’Ucraina, viene indicato che la realizzazione di infrastrutture stradali e di basi di stoccaggio per munizioni, carburante e lubrificanti è in fase avanzata.
Zelensky ha aggiunto che tali opere avrebbero scopo militare e ha collegato le dichiarazioni alle preoccupazioni espresse dagli esponenti ucraini durante il 2026, secondo cui Mosca, alleato più stretto di Minsk, stesse cercando di trascinare la Bielorussia nel conflitto contro Kiev per sostenere lo sforzo bellico del Cremlino.
segnali di ingresso nel conflitto e richiesta di de-escalation
Il 22 giugno, l’opposizione bielorussa in esilio avrebbe consegnato a Zelensky un elenco di segnali d’allarme relativi a una possibile entrata di Minsk nella guerra della Russia contro l’Ucraina. Secondo quanto riportato, i segnali descriverebbero aree politiche che evidenzierebbero un orientamento più bellico del presidente bielorusso Alexander Lukashenko.
Nel commentare la situazione, Zelensky ha affermato che Kiev avrebbe inviato “i segnali necessari” dall’Ucraina in relazione a questa attività e, più in generale, alle altre forme di collaborazione con la Russia, nel tentativo di prolungare e intensificare la guerra. A Minsk, invece, Zelensky ha indicato la necessità di compiere passi verso la de-escalation e la pace.
Le dichiarazioni arrivano dopo l’indicazione che Lukashenko abbia accettato un ultimatum presentato da Kiev per la rimozione delle apparecchiature di comunicazione presenti sul territorio bielorusso. Kiev sostiene che tali strumenti contribuirebbero a supportare gli attacchi dei droni russi. L’Ucraina aveva avvertito che la Bielorussia avrebbe subito azioni non specificate da parte di Kiev qualora le apparecchiature non fossero state rimosse.
principali figure citate e ruoli nella ricostruzione degli eventi
- Dmitry Milyaev, governatore dell’oblast di Tula
- Volodymyr Zelensky, presidente dell’Ucraina
- Oleh Luhovskyi, capo ad interim del Servizio di intelligence estera dell’Ucraina
- Alexander Lukashenko, presidente della Bielorussia