Torino pride 20 anni 160mila in piazza contro il ddl valditara

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Torino pride 20 anni 160mila in piazza contro il ddl valditara

Torino ha acceso il centro con musica, cori e striscioni, trasformando una giornata di Pride in una piattaforma di relazioni, diritti e rivendicazioni. Sabato 6 giugno la ventesima edizione di Torino Pride ha richiamato 160mila persone secondo gli organizzatori, in un percorso che dal Parco del Valentino ha condotto fino a piazza Vittorio Veneto, tra l’atmosfera di festa e la spinta politica della manifestazione.

torino pride 20 anni: corteo, claim “venti di lotte” e appuntamento nella città

La parata è partita dal Parco del Valentino e ha attraversato le principali vie cittadine fino all’arrivo in piazza Vittorio Veneto, nel tardo pomeriggio, dopo due ore e mezza di marcia. L’intera giornata è stata guidata dal claim “venti di lotte”, scelto per celebrare il ventennale e, allo stesso tempo, per richiamare l’idea di una comunità che continua a muoversi e a costruire alleanze.

Nel linguaggio della manifestazione, il traguardo dei vent’anni non rappresenta solo un momento celebrativo: il documento politico diffuso per l’edizione 2026 del Coordinamento Torino Pride insiste sulla necessità che la conquista degli spazi e il sostegno tra persone e comunità non restino confinati a un appuntamento annuale, ma diventino pratica quotidiana. Nel testo si legge che la battaglia sia descritta come “intersezionale”, orientata a una società più giusta e più abitabile, per tutti e tutte.

torino pride 2026 e diritti digitali: hate speech e nuove priorità

Il documento per l’edizione 2026 introduce, per la prima volta, una sezione dedicata ai diritti digitali e al contrasto dell’hate speech online. Il tema amplia la prospettiva della manifestazione, collegando la rivendicazione pubblica al terreno delle discriminazioni che si manifestano anche nel digitale.

La scelta assume un significato ancora più marcato alla luce di quanto avvenuto pochi giorni prima dell’evento: il 2 giugno Chiara Tarantello, co-coordinatrice di Torino Pride, ha denunciato di essere stata aggredita verbalmente su un treno mentre partecipava a una videocall legata proprio all’organizzazione della manifestazione. Il racconto parla di insulti e di accuse rivolte al Pride, indicato come “inutile”, oltre a tentativi dell’aggressore di colpirla, anche con gesti di tipo violento. La vicenda ha generato solidarietà e indignazione, riportando l’attenzione sul fatto che il lavoro contro discriminazioni e pregiudizi resta centrale.

interventi dal palco a piazza vittorio veneto: welfare, diritti e politica scolastica

Dopo il corteo, piazza Vittorio Veneto ha fatto da cornice agli interventi finali, con un focus su diritti, inclusione e contrasto alle discriminazioni. Tra i contributi più incisivi, quello di Jacopo Rosatelli, assessore di Sinistra ecologista al Welfare, Diritti e Pari opportunità del Comune di Torino, che ha criticato il via libera del Senato al disegno di legge del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara in materia di consenso informato in ambito scolastico per l’educazione sessuo-affettiva.

Le parole rivolte al provvedimento hanno puntato al nesso tra scuola e cambiamento culturale. Rosatelli ha richiamato la necessità di non ripetere discorsi “retorici” in risposta alle aggressioni, sottolineando anche la responsabilità politica di chi ha votato leggi considerate incapaci di sostenere il superamento degli stereotipi e dei pregiudizi. L’assessore ha inoltre esteso lo sguardo alla dimensione internazionale, con un messaggio di solidarietà verso persone LGBTQIA+ perseguitate in vari contesti, menzionando in particolare la situazione in Senegal, dove le pene per le relazioni omosessuali sono state recentemente inasprite.

vladimir luxuria sul ddl: mobilitazione, sciopero e diritti

Tra gli interventi più applauditi, Vladimir Luxuria ha ripreso il tema dell’educazione affettiva nelle scuole. Dal palco è arrivato un invito rivolto a studenti e docenti a far sentire la propria voce nel prossimo anno scolastico, con l’indicazione di mobilitarsi e di farsi organizzare per uno sciopero contro il disegno di legge. L’atto è stato descritto come un attacco non solo ai diritti delle persone LGBTQIA+, ma anche all’autonomia scolastica.

torino pride e europride 2027: lo sguardo al futuro per una città più inclusiva

La ventesima edizione si inserisce in un passaggio di prospettiva per Torino. La città guarda già al 2027, anno in cui ospiterà EuroPride, la manifestazione itinerante affidata ogni anno a una diversa città europea e capace di richiamare centinaia di migliaia di persone da tutto il continente. Il progetto viene presentato come una sfida destinata a rafforzare la trasformazione urbana in direzione di un contesto sempre più inclusivo.

Dal palco è intervenuto Alessandro Battaglia, responsabile del progetto EuroPride 2027 e membro del Coordinamento Torino Pride, che ha parlato dell’iniziativa come di una “rivoluzione”, in linea con l’obiettivo di proseguire lungo la stessa traiettoria politica e sociale che ha accompagnato il Pride anche nel suo percorso storico.

torino pride come pratica politica: diritti, discriminazioni ed eredità dei vent’anni

Vent’anni dopo la prima edizione, Torino Pride continua a rivendicare la propria identità. La manifestazione non viene descritta soltanto come festa o celebrazione, ma come strumento di partecipazione politica. I “venti di lotte” attraversati dalle persone per le strade della città raccontano una storia che riguarda la comunità LGBTQIA+, estendendo al tempo stesso il significato alle battaglie contro discriminazioni, esclusioni e disuguaglianze.

madrine, protagonisti e ospiti sul palco

Alla manifestazione hanno partecipato figure istituzionali e personalità che hanno accompagnato l’avvio del corteo e il momento degli interventi.

  • Ambra Angiolini
  • Iolanda
  • Vladimir Luxuria
  • Stefano Lo Russo
  • Jacopo Rosatelli
  • Giuseppe Valditara
  • Chiara Tarantello
  • Alessandro Battaglia
Torino festeggia i 20 anni di Pride: “Oltre 160mila persone in corteo”. Luxuria dal palco: “Ora scioperi contro il ddl Valditara”
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