Tecnologia, lucaselli (fdi): l’Italia diventi produttore di economia tecnologica

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Tecnologia, lucaselli (fdi): l’Italia diventi produttore di economia tecnologica

Alla World tech conference di Milano emerge una linea di ragionamento chiara sulla direzione da imprimere all’Italia nel campo dell’innovazione tecnologica, collegando scelte politiche e strumenti di bilancio a un contesto europeo complesso. Il tema centrale riguarda la possibilità di trasformare la tecnologia in un vero servizio, evitando che il Paese resti confinato al solo ruolo di regolatore e affrontando il rischio di subire dinamiche di mercato dominanti su scala globale.

innovazione, politica e direzione per l’italia

Ylenja Lucaselli, deputata di FdI e componente della commissione bilancio alla Camera, collega l’urgenza del confronto a una domanda di fondo: decidere se l’Italia debba diventare produttrice di economia tecnologica e innovazione oppure limitarsi a usufruire delle nuove tecnologie, mantenendo un approccio prevalentemente regolamentativo. Secondo l’impostazione espressa, la questione non si esaurisce nel perimetro nazionale, poiché riguarda in larga parte una dimensione europea.

Nel quadro internazionale viene indicato un rischio concreto: la possibilità di restare “schiacciati” tra Stati Uniti e Cina, descritti come grandi player globali. Da qui la necessità di comprendere come impiegare tecnologia e innovazione affinché possano generare valore strutturale e diventare un servizio.

bilanci statali più dinamici grazie alla tecnologia

Un passaggio rilevante riguarda la capacità del sistema di programmazione economica. Lucaselli sottolinea l’esigenza che i bilanci dello Stato non restino statici, richiamando un modello tradizionale in cui la relazione causa-effetto risulta lenta e gli impatti si manifestano soprattutto nel lungo periodo.

La tecnologia, invece, consentirebbe di costruire previsioni e programmazioni più rapide. Ne deriva l’indicazione di rendere il bilancio uno strumento agile e veloce, capace di stare al passo con i cambiamenti.

capitale umano e inclusione dell’innovazione

Accanto agli strumenti di bilancio, viene posta al centro la dimensione delle persone. L’investimento nel capitale umano viene indicato come fattore determinante, con l’obiettivo che nessuno resti indietro in un contesto in cui la tecnologia incide in modo diretto.

Viene inoltre evidenziato un rischio sociale: se l’innovazione non diventa accessibile a tutti i cittadini, può trasformarsi in una grande ingiustizia sociale. In quest’ottica, l’investimento deve essere considerato risorsa e non spesa, diventando una priorità e non un elemento confinato ai margini dei bilanci.

rapporto tra politica e innovazione: passo indietro e cambiamento culturale

Il quadro si completa con un giudizio sull’atteggiamento della politica verso il mondo dell’innovazione. Secondo Lucaselli, la politica risulta ancora indietro rispetto a questi temi: se l’innovazione “ha fatto dieci passi”, la politica ne avrebbe compiuti soltanto uno. Pur riconoscendo che qualcosa è stato realizzato, viene ribadito che la strada per essere allineati ai tempi è ancora lunga.

Per accelerare vengono richiamate azioni di tipo culturale. Si afferma la necessità di cambiare approccio: non avere paura delle nuove tecnologie e non concentrarsi esclusivamente sull’impatto negativo, in particolare sul mondo del lavoro. Il punto di equilibrio proposto sposta l’attenzione sulle grandi opportunità offerte dalle tecnologie, invitando a lavorare attivamente su questo fronte.

focus sui punti chiave espressi

  • Scelta di direzione: Italia produttrice di economia tecnologica o Stato che si limita a regolamentare le tecnologie.
  • Contesto europeo e rischio di competizione tra Stati Uniti e Cina.
  • Rendere i bilanci statali meno statici e più agili grazie a previsioni più rapide.
  • Investire nel capitale umano per evitare che l’innovazione diventi ingiustizia sociale.
  • Modificare l’approccio culturale della politica verso le nuove tecnologie, valorizzandone opportunità e potenzialità.

Personalità citate:

  • Ylenja Lucaselli

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