Tassa pacchi cina slitta a ottobre il contributo euro
Un aggiornamento sulle importazioni legate all’e-commerce interviene con uno slittamento dei tempi: il contributo amministrativo da 2 euro sui pacchi di valore inferiore a 150 euro provenienti da Paesi extra Ue entrerà in vigore più tardi rispetto a quanto previsto. Il Consiglio dei ministri ha infatti approvato una proroga che sposta l’applicazione della misura dal 1° luglio al 1° ottobre, evitando nel breve periodo l’eventualità di una doppia imposizione.
slitta al 1° ottobre il contributo amministrativo da 2 euro sui pacchi extra ue
La decisione modifica la tempistica di avvio del contributo introdotto per i controlli sulle spedizioni connesse all’e-commerce. La proroga approvata dal Consiglio dei ministri rinvia quindi l’operatività della tassa: dal 1° luglio al 1° ottobre. In termini pratici, la misura resta sospesa almeno temporaneamente, con conseguenze operative sul calendario delle procedure legate alle importazioni di valore ridotto.
perché il rinvio è stato deciso: rischio di doppia imposizione e scenari europei
La misura era stata concepita per rafforzare i controlli sulle importazioni legate all’e-commerce, con particolare attenzione ai flussi in arrivo dalla Cina. Il differimento dell’entrata in vigore mira a evitare, per il momento, il rischio di duplicazione degli oneri sulle spedizioni.
La logica del rinvio si collega alle disposizioni che, a livello europeo, prevedono un contributo da 3 euro sulle piccole importazioni acquistate tramite piattaforme online. Tale contributo, secondo quanto indicato, riguarderà ogni singolo articolo dichiarato all’interno del pacco. Ne deriva l’esigenza di evitare che, nel medesimo periodo, si sommino più prelievi sullo stesso insieme di spedizioni.
le proteste della logistica e i timori sul volume dei traffici
La proroga era considerata un’evoluzione plausibile dopo le segnalazioni delle associazioni del settore. Tra le osservazioni riportate, il presidente di Confetra, Carlo De Ruvo, aveva avvertito che l’introduzione del contributo avrebbe potuto generare conseguenze rilevanti per i flussi merci e per le finanze pubbliche.
Secondo quanto dichiarato, il contributo avrebbe provocato il crollo di almeno il 50% dei traffici merci e avrebbe comportato una perdita stimata di 25 milioni di euro per lo Stato. Le motivazioni sono state collegate alle ricadute prospettate sulla filiera della logistica e sulla gestione dei traffici.
una misura già oggetto di correzioni: dalle prime sospensioni alle nuove date
Il contributo non rappresenta una novità stabile nella sua configurazione temporale. Il dazio, infatti, è stato introdotto da gennaio con l’obiettivo di contrastare l’avanzata dei grandi player dell’e-commerce e dell’ultra fast fashion. Nel tempo, la misura ha già subito modifiche: prima era intervenuta una sospensione fino a marzo, seguita da una proroga fino a luglio per farla partire in concomitanza con il dazio europeo.
La nuova decisione conferma quindi un andamento di revisione delle tempistiche, mantenendo l’attenzione sul coordinamento con gli interventi previsti a livello europeo e sulla gestione delle implicazioni per le importazioni di piccola entità.
quadro dei principali riferimenti citati
- Carlo De Ruvo
- Giancarlo Giorgetti
