Sushi senza pagare e videosorveglianza: il locale reagisce con una querela annunciata e richiesta di saldo

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Sushi senza pagare e videosorveglianza: il locale reagisce con una querela annunciata e richiesta di saldo
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Un post condiviso da Takara Sushi (@takarasushiquarto)

Un ristorante giapponese di Quarto, nel Napoletano, ha pubblicato sui propri canali social alcuni fotogrammi ripresi dalle telecamere di sorveglianza, segnalando un episodio avvenuto durante un pranzo e chiedendo il pagamento del conto. Il messaggio mira a ricostruire quanto accaduto e a sollecitare la regolarizzazione prima di attivare le procedure formali.

appello di takara sushi a saldare il conto prima della querela

Il locale, identificato come Takara Sushi, ha accompagnato la pubblicazione di immagini con un testo in cui viene dichiarato che l’esercizio è videosorvegliato e che, in caso di mancato pagamento, viene presentata denuncia alle autorità competenti.

Nel contempo, i gestori precisano che l’azione non viene avviata immediatamente: prima della querela viene formulato un invito a saldatare il conto e a chiudere la vicenda “con serenità”. L’episodio contestato risale a lunedì 29 giugno, quando una famiglia avrebbe pranzato nel ristorante e poi si sarebbe allontanata senza corrispondere quanto dovuto.

fotogrammi di videosorveglianza e invito alla regolarizzazione

Nel post compaiono alcuni frame relativi all’uscita dal locale. Nelle immagini si vedono un uomo, una donna e un bambino mentre lasciano il ristorante. Il contenuto della pubblicazione è impostato su un tono inizialmente conciliante, includendo la considerazione che le distrazioni possano essere considerate perdonabili.

La comunicazione, però, introduce anche un passaggio di carattere formale e avvertimenti espliciti sul mancato versamento.

conseguenze per chi non paga: sanzioni e reclusione

La pubblicazione contiene un avviso che sottolinea come il mancato pagamento, anche quando l’importo è limitato (indicato come poche decine di euro), venga considerato un reato. Vengono richiamate le conseguenze previste, con una multa fino a 516 euro e la reclusione fino a due anni.

Il messaggio, dunque, collega l’assenza di pagamento alla possibilità di procedere con la denuncia, ponendo l’accento sul fatto che la richiesta di regolarizzazione precede l’eventuale iniziativa alle autorità.

famiglia ripresa all’uscita dal ristorante

Gli elementi visibili nei fotogrammi condivisi riguardano la presenza di:

  • uomo
  • donna
  • bambino
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