Stellantis filosa servono interventi su costi energia e lavoro trattative per cassino

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Stellantis filosa servono interventi su costi energia e lavoro trattative per cassino

Le richieste sul costo dell’energia e sul costo del lavoro sono emerse con forza nel corso dell’audizione di Antonio Filosa davanti al Parlamento, riportando al centro la programmazione industriale di Stellantis e il nodo della tempistica: la fabbrica di Cassino dovrebbe attendere almeno dicembre per ricevere un piano di rilancio. Nel frattempo, sullo scenario italiano si conferma un quadro in cui, nel breve periodo, non risultano aggiunte concrete legate ai nuovi modelli e la risposta arriva soprattutto in forma di indirizzi e condizioni.

audizione stellantis: costo energia e lavoro nel dibattito politico

Antonio Filosa ha impostato la relazione partendo dal contesto aziendale e richiamando la continuità dell’impresa nel Paese. Successivamente, ha indicato come elemento centrale una valutazione sulle scelte pregresse, attribuendo sostanzialmente le difficoltà a chi lo ha preceduto, insistendo sull’idea che siano state privilegiate qualità ed efficienza a prescindere da un orientamento rigido “a costi” nel breve periodo.

costo dell’energia: divari europei e impatto sui veicoli

Nel confronto con i temi politici, Filosa ha sottolineato che, oltre alle regole europee, l’Italia presenta due problemi strutturali: costo dell’energia e minore flessibilità rispetto ad altri Paesi. A supporto, sono stati citati i livelli di prezzo: 204 euro a megawattora in Italia contro 90 in Spagna e 101 in Francia. Il divario viene definito non sostenibile sia per l’azienda sia per la rete dei fornitori.

È stato anche precisato un dato sull’incidenza: i costi legati all’energia influirebbero sulla costruzione di un’autovettura per circa il 6%, sommato agli effetti che si trascinano su componenti e filiera. Di conseguenza, è stata richiesta al governo un’azione urgente e straordinaria, includendo anche un appello agli amministratori locali per tempi più rapidi nelle autorizzazioni di impianti fotovoltaici e centrali a biomasse. Le linee individuate si collegano all’obiettivo dichiarato di rientrare tra le aziende energivore.

costo del lavoro: flessibilità e distacco con accordo sindacale

Sul lavoro è stata richiesta una maggiore flessibilità, con un riferimento esplicito al decreto Primo Maggio. Filosa ha richiamato l’emendamento presentato da Alberto Gusmeroli, presidente della commissione in cui si è svolta l’audizione, evidenziando la possibilità di distaccare lavoratori verso altre aziende anche con un contratto nazionale diverso, purché inserito in un accordo sindacale. L’impostazione è stata collegata alla condizione secondo cui il risultato dell’impegno industriale possa trasformarsi in successo solo sostenendo contemporaneamente i due pilastri: energia e lavoro.

quadro normativo: “made in europe” e contrasto all’avanzata dei cinesi

Filosa ha poi fatto riferimento alla strategia concordata con Volkswagen e Renault sul “Made in Europe” per fronteggiare l’avanzata dei competitor cinesi. Il punto centrale, come formulato nella relazione, riguarda la necessità di un quadro normativo che sostenga l’azione di lungo periodo in Italia e in Europa per la sostenibilità della strategia industriale.

programmazione industriale: stabilimenti, modelli e tempi di rilancio

Entrando nella dimensione operativa, l’audizione ha riportato la fotografia delle fabbriche italiane. Sono state richiamate alcune indicazioni sulle previsioni di mercato e, sul versante dei prodotti, il manager ha evidenziato le aree già note: e-car a Pomigliano (con riferimento a forse tre prodotti) e il quinto modello a Melfi.

mirafiori: nuova 500 dopo il 2030 e ruolo come hub multifunzione

Per Mirafiori non è stata presentata una novità immediata, pur riconoscendo la criticità dei numeri di produzione. È stata citata l’idea che dopo il 2030 arrivi la nuova 500, descritta come un progetto che assumerà diverse forme e che di fatto verrà trattato come se fosse più di un modello; è stato lasciato intendere che la vettura possa avere una versione large. Sul breve e medio periodo, l’orientamento sullo stabilimento torinese viene collegato alla definizione di un impianto concepito come hub multifunzione.

atessa: investimento da 1 miliardo sul van di grandi dimensioni

La parte più netta della giornata è arrivata con una decisione investimenti: 1 miliardo di euro destinato ad Atessa per la nuova generazione di van di grandi dimensioni. Nel perimetro industriale citato, è stato escluso un conflitto diretto con la fabbrica-gemella in Polonia, impostando il progetto come percorso dedicato.

cassino: piano di rilancio da dicembre e partnership per ammiraglie

Il capitolo più delicato resta Cassino. La relazione ha indicato la necessità di aspettare dicembre, con la speranza di tempi più rapidi, per l’esito delle interlocuzioni con due partner che contribuirebbero al rilancio del marchio Maserati. In base a quanto dichiarato, in quella fabbrica sarebbero collocate due ammiraglie, con un coinvolgimento aggiuntivo di Modena.

Nel quadro delle alleanze industriali, è stato inoltre richiamato che su Cassino e Maserati risulta già emersa la presenza del colosso cinese BYD, presentato come principale candidato per un’intesa che completerebbe alleanze già aperte con Leapmotor e Dongfeng. Filosa ha anche rivendicato la continuità di Termoli dopo il naufragio del consorzio Acc legato a una fabbrica di batterie, affermando che, con i cambi e le motorizzazioni, sarebbe stato assicurato un futuro.

reazioni sindacali: criticità su batterie e volumi, segnali positivi su cassino

Le risposte del sistema sindacale hanno evidenziato una lettura divergente dell’audizione. Fiom ha sostenuto che non sarebbero emerse reali novità, insistendo sulla persistenza di una situazione considerata ancora molto critica. È stata richiamata in modo specifico la sospensione del progetto relativo alla produzione di batterie, ricondotta all’elevato costo dell’energia nel Paese.

fiom: mirafiori insufficiente e baricentro verso usa e nord africa

Fiom ha collegato le preoccupazioni anche ai marchi Maserati e Alfa Romeo, descritti come bisognosi di un drastico piano di rilancio. Sul fronte dei volumi, è stata sottolineata la condizione di Mirafiori, dove servirebbero una seconda linea di assemblaggio e almeno un nuovo modello. Secondo il sindacato, risulterebbe sempre più evidente uno spostamento del baricentro produttivo: investimenti e produzioni si concentrerebbero verso Stati Uniti e, per il resto del mondo, verso il Nord Africa. In Italia, invece, verrebbe mantenuto un contesto definito difficile, con il riferimento a un utilizzo massiccio degli ammortizzatori sociali come strumento che consente di affermare l’assenza di chiusure.

uilm: valorizzazione premium e inclusione esplicita di cassino

La Uilm ha espresso un giudizio diverso, definendo positivo il richiamo alla valorizzazione dei marchi premium e luxury e l’inclusione esplicita di Cassino tra gli stabilimenti coinvolti in questa strategia. La lettura sindacale collega la prospettiva di rilancio del sito laziale anche a una possibile partnership finalizzata alla produzione di due ammiraglie Maserati.

Personaggi e rappresentanti citati:

  • Antonio Filosa
  • John Elkann
  • Carlos Tavares
  • Alberto Gusmeroli
  • Carlo Calenda
  • Samuele Lodi
  • Davide Sperti
  • Gianluca Ficco
Stellantis, Filosa al Parlamento: “Servono interventi su costi di energia e lavoro”. E ufficializza la trattativa per Cassino

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