Stasi libero dopo omicidio Garlasco decisione e nuove regole su perché lascia il carcere

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Stasi libero dopo omicidio Garlasco decisione e nuove regole su perché lascia il carcere

Alberto Stasi lascia il carcere di Bollate. Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha accolto la richiesta di affidamento in prova ai servizi sociali per il 42enne, condannato in via definitiva a 16 anni di carcere per l’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco. Il provvedimento definisce con precisione prescrizioni e modalità di controllo, fondandosi su osservazioni e valutazioni sui comportamenti tenuti sia in carcere sia all’esterno, oltre ai pareri degli organi competenti.

affidamento in prova ai servizi sociali per alberto stasi: via libera dal tribunale di sorveglianza di milano

Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha disposto l’affidamento in prova ai servizi sociali per Alberto Stasi, accogliendo la richiesta presentata dal condannato. Il riferimento è alle attività di osservazione e ai comportamenti maturati dentro e fuori dal carcere, con valutazioni collegate ai pareri espressi dagli organi competenti.

Secondo quanto riportato dal presidente della Sorveglianza di Milano Marcello Bortolato, si tratta di una misura che non opera in modo automatico: il beneficio non verrebbe concesso automaticamente a tutti i detenuti che abbiano meno di un certo periodo di pena da scontare, perché la concessione dipende dal complesso degli elementi valutati.

stasi lascia bollate: prescrizioni e obblighi dell’affidamento in prova

Nel provvedimento compaiono prescrizioni descritte come classiche, indicate per l’esecuzione della misura alternativa. Tra le regole elencate risultano fissati vincoli di rientro, il divieto di frequentare soggetti con precedenti e il divieto di uscire dalla Lombardia. Sono inoltre previste condizioni legate al luogo di residenza.

obblighi di residenza e impegni: lavoro, formazione o volontariato

Alberto Stasi deve rispettare obbligo di residenza e l’impegno in un’attività lavorativa, formativa o di volontariato. La misura prevede anche verifiche periodiche: il condannato deve presentarsi con cadenza regolare ai servizi sociali o alle autorità competenti per controllare il rispetto delle prescrizioni.

richiesta formale per ferie fuori casa e parere competente

Nel caso in cui Alberto Stasi intenda trascorrere un periodo di ferie fuori casa, è richiesta una domanda formale al magistrato di sorveglianza. Sul viaggio e sulla sua opportunità deve esprimere un parere anche il funzionario dell’UEPE (Ufficio locale di esecuzione penale esterna).

motivazioni della decisione: condotta, risarcimento rateale e percorsi di reinserimento

La documentazione richiamata dall’ordinanza descrive un quadro in cui Stasi risulta aver accettato la condanna pur ritenendola ingiusta. Nel testo si legge che il condannato ha anche compreso la gravità del reato, collocandosi in una “ambivalente posizione di reo”. Una parte rilevante della valutazione riguarda la buona condotta, collegata a comportamenti concreti e verificabili.

pagamenti rateali del risarcimento e superato pericolo di recidiva

Tra gli elementi evidenziati emerge il rispetto delle regole, associato ai pagamenti rateali del risarcimento del danno alla famiglia della vittima. Nel testo si indicano inoltre motivazioni legate al superato pericolo di recidiva, considerando molti anni trascorsi libertà proprio a Garlasco e la presenza di mesi in cui sono state fruite ampie possibilità legate al lavoro esterno e ai permessi premio.

lontananza da contesti criminali e legami familiari

Viene sottolineata anche la distanza da contesti criminali e la presenza di legami familiari validi. Il profilo descritto si completa con l’indicazione secondo cui Stasi avrebbe sempre rispettato le regole e avrebbe lavorato nel tempo, oltre ad aver affrontato i confronti con gli operatori in carcere, sperimentando relazioni definite come “normali”, non legate alla costruzione di un “personaggio mediatico”.

prosecuzione e progressione trattamentale: semilibertà e presupposti di legge

Il Tribunale di Sorveglianza evidenzia che il percorso sarebbe positivo in carcere e in semilibertà, richiamando le conclusioni dell’osservazione carceraria e la presenza dei presupposti per concedere la misura alternativa richiesta. Gli elementi menzionati concorrono a delineare un percorso che può sfociare in un reinserimento pieno nel tessuto sociale, fondato su una progressione trattamentale legata all’accettazione della condanna e all’adesione alle regole anche nella fase di semilibertà, sperimentata per un periodo congruo.

reazione all’indagine su andrea sempio: equilibrio, resilienza e gestione del clamore mediatico

Nell’ambito dell’indagine della procura di Pavia, per l’omicidio risulta indagato Andrea Sempio. L’ordinanza riconosce a Stasi equilibrio e capacità di resilienza nel fronteggiare l’emotività derivante dalla riapertura dell’indagine e dall’esposizione mediatica, descritta come eccezionale e inusitata.

semilibertà “senza sbavature” e strategia di evitamento

Si riporta che il condannato ha proseguito “senza sbavature” la misura alternativa della semilibertà, mantenendo una condizione di serenità nell’espiazione della pena e un graduale reinserimento. Nel testo si sottolinea anche come l’adattamento alla detenzione sia stato costante nella fase intramuraria, insieme all’adattamento al clamore mediatico cresciuto negli ultimi mesi per la nuova indagine in corso.

La crescente attenzione avrebbe portato Stasi a mettere in atto strategie di evitamento dei giornalisti, con episodi descritti come appostamenti ripetuti.

profilo basso, assenza di rancori e presenza di empatia verso la parte offesa

Pur con limitazioni sul piano degli spostamenti, Stasi avrebbe mantenuto un “profilo basso”, evitando ulteriori interviste e mantenendo lucidità anche rispetto a possibili sviluppi futuri. Non emergerebbero vissuti rancorosi né repertori narrativi screditanti verso chi lo ha posto in quella condizione. In aggiunta, viene indicata la presenza di empatia e sofferenza verso la parte offesa.

La semilibertà risulterebbe aver confermato l’assenza di profili di pericolosità, con una valutazione collegata al fatto che in una fase emotivamente sollecitante come quella descritta non si sarebbero aperti spazi per una “slatentizzazione” di rischi.

rete di amici, miglioramento dell’umore e gestione dell’attivazione emotiva

Viene riportato che il vivere in una casa e la costruzione di una rete di amici hanno contribuito a migliorare l’umore, rendendo Stasi più aperto e meno difeso nell’espressione dell’emotività. La relazione tra controllo emotivo e rischio di essere malinteso è indicata come un tratto della sua tendenza personale.

Con l’aumento dell’attenzione mediatica in concomitanza con la riapertura delle indagini, viene descritto un effetto di attivazione emotiva inevitabile, gestito tramite strategie di contenimento. La possibilità che emerga l’estraneità ai fatti consentirebbe al condannato di vivere con maggiore minore fatica l’invadenza dei media.

nominativi citati

  • Alberto Stasi
  • Chiara Poggi
  • Marcello Bortolato
  • Andrea Sempio
Categorie: Cronaca

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