Sorelle scomparse e ritrovate stop al carcere ma obbligo di firma per i tre indagati
Una misura cautelare meno afflittiva del carcere è stata convalidata dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Sulmona nell’ambito del caso relativo all’allontanamento di due sorelle, rispettivamente di 12 e 16 anni, dalla casa famiglia di Civitella Alfedena (Aq). Dopo l’udienza di convalida, durata cinque ore, è stato disposto l’obbligo di dimora nella provincia di Latina e la firma quotidiana in caserma per i tre indagati, mentre le ragazzine sono state rintracciate a Formia presso l’abitazione di una lontana parente della madre.
convalida misura cautelare per tre indagati: obbligo di dimora e firma quotidiana
Il giudice per le indagini preliminari, Giulia Sani, ha convalidato il fermo e ha fissato le condizioni della misura cautelare per Valentina D’Acunto, il suo compagno Vincenzo Esposito e il padre Marco D’Acunto. La decisione è maturata dopo un’udienza di convalida di cinque ore, in cui è stato ricostruito l’andamento dei fatti e l’evoluzione delle indagini.
Le due sorelline, dopo 14 giorni dalla scomparsa dall’istituto, sono state ritrovate a Formia, nell’abitazione di una lontana parente della madre. Con gli adempimenti formali, i tre indagati faranno rientro nelle rispettive abitazioni, mantenendo però i vincoli previsti dall’ordinanza.
L’accusa contestata resta quella di sequestro di persona in concorso, ipotesi che la Procura ritiene supportata dagli elementi raccolti nel corso delle verifiche.
posizioni e linee difensive: risposta alle domande e focus sulla qualificazione giuridica
Nel corso dell’udienza, i tre indagati, difesi dagli avvocati Enrico Mastantuono (per Valentina D’Acunto) e Luca Cupolino (per i due uomini), hanno risposto a tutte le domande, chiarendo le rispettive posizioni. La Procura ha ribadito che le verifiche investigative non risultano concluse e che restano aperti ulteriori approfondimenti per individuare eventuali responsabilità di altre persone.
dichiarazioni di valentina d’acunto e intenzione di ristabilire un contatto
Il procuratore ha evidenziato come le dichiarazioni rese da Valentina D’Acunto siano state interpretate come la ricostruzione personale dei fatti, legata all’intenzione dichiarata di ristabilire un contatto con le figlie.
tesi difensiva: sottrazione di minori anziché sequestro di persona
La difesa ha impostato la linea difensiva su una diversa qualificazione giuridica della vicenda. Secondo l’impostazione difensiva, non si sarebbe trattato di sequestro di persona, bensì di sottrazione di minori. Tale lettura non è stata accolta dal giudice, che nella fase procedurale ha confermato l’impostazione accusatoria sostenuta dalla Procura.
custodia cautelare in carcere esclusa: rischio contenuto con l’obbligo di dimora
Pur con la convalida della misura, il giudice ha escluso la necessità della custodia cautelare in carcere. La scelta è stata motivata ritenendo sufficiente l’obbligo di dimora per contenere il rischio di reiterazione del reato, ferma restando l’applicazione degli obblighi imposti.
difesa in attesa delle motivazioni: possibile ricorso al tribunale del riesame
L’avvocato Luca Cupolino, legale di Vincenzo Esposito e Marco D’Acunto, ha spiegato che la difesa intende attendere le motivazioni formali dell’ordinanza cautelare prima di valutare un eventuale ricorso al Tribunale del Riesame.
condizioni per ricorrere e analisi degli elementi concreti
Il legale ha indicato che il possibile ricorso verrà presentato solo in presenza di elementi concreti idonei a incidere sulla motivazione dell’ordinanza. In assenza di presupposti utili a intaccare l’impianto decisionale, verranno considerate altre strategie difensive.
Nel frattempo, Cupolino ha sottolineato che il provvedimento potrebbe risultare molto articolato, facendo riferimento alla durata della camera di consiglio e alla delicatezza dei temi trattati.
personaggi citati nel procedimento
- Giulia Sani
- Valentina D’Acunto
- Vincenzo Esposito
- Marco D’Acunto
- Enrico Mastantuono
- Luca Cupolino