Sorelle ritrovate a Formia: tra depistaggio e segreti di famiglia

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Sorelle ritrovate a Formia: tra depistaggio e segreti di famiglia

Con Alisya e Sarah ritrovate e messe in sicurezza, l’indagine sulla loro scomparsa entra nella fase più delicata. Per quindici giorni l’attenzione si è concentrata sulla ricerca delle due sorelle, scomparse dalla casa famiglia di Civitella Alfedena nella notte tra il 6 e il 7 giugno. Ora l’attività investigativa si sposta sugli adulti che, secondo quanto riportato dalla Procura di Sulmona, avrebbero avuto un ruolo nella fuga e nella permanenza delle ragazze lontano dai riflettori.

inchiesta su Alisya e Sarah e fase più complessa: i nuovi focus

La Procura di Sulmona, che coordina le indagini per sottrazione di minori, ipotizza che la permanenza delle due ragazze nel basso Lazio sia stata possibile grazie a una fuga organizzata sostenuta da una rete familiare. Questa ricostruzione mira a spiegare come le sorelle siano rimaste irreperibili per oltre due settimane, mentre le ricerche venivano condotte dai carabinieri del Comando provinciale dell’Aquila, con il supporto del Ros e dei militari di Latina.

comportamento della madre Valentina D’Acunto: parole e scelte al vaglio

Tra gli aspetti oggi oggetto di riconsiderazione rientrano le dichiarazioni rese dalla madre, Valentina D’Acunto, nelle ore immediatamente precedenti al ritrovamento. Tramite il legale Enrico Mastantuono, era stata resa nota una convinzione che risultava estremamente allarmante: “Valentina pensa che le ragazze non ci siano più, che siano morte”. Per gli investigatori, la frase assume un significato diverso dopo la scoperta che le due sorelle si trovavano invece vive e in buone condizioni in un’abitazione riconducibile alla famiglia materna.

Un ulteriore punto riguarda il profilo tenuto dalla donna durante il periodo di assenza delle ragazze. Nel corso dei quindici giorni, la madre avrebbe scelto un atteggiamento caratterizzato da estrema riservatezza. Il difensore avrebbe definito questa condotta un “silenzio-verità”, spiegando che il dolore sarebbe stato troppo grande per essere esposto pubblicamente. Le parole attribuite al legale descrivono una madre che, secondo quella versione, conosceva come stavano le cose e il contesto collegato ai fatti.

Un altro elemento menzionato dall’indagine è il comportamento pratico durante le ricerche: secondo quanto emerso, durante tutto il periodo in cui venivano cercate a Civitella Alfedena le due ragazze non si sarebbe recata sul posto. La Procura sta valutando questa condotta insieme ad altre circostanze che richiedono approfondimenti.

ipotesi di una rete familiare: la pista rafforzata dalle dichiarazioni

Fin dall’inizio, una delle ipotesi considerate era che le due ragazze non fossero sole. La convinzione di un aiuto esterno si sarebbe consolidata col passare del tempo, anche in assenza di segnali che lasciassero intendere un pericolo immediato. A rafforzare questa linea investigativa sono state anche le dichiarazioni di Youssef, indicato come il ragazzo diciottenne di Alisya.

Ascoltato più volte dagli investigatori e sottoposto a una lunga audizione nella caserma dei carabinieri di Villetta Barrea, Youssef avrebbe mantenuto la stessa impostazione: la convinzione era che le ragazze fossero state prese in carico da familiari. Sono riportate frasi che avrebbero orientato l’indagine verso un percorso strutturato: “Sono state prelevate da alcuni familiari e condotte in una località segreta”. Dopo il ritrovamento, un passaggio aggiuntivo viene indicato come particolarmente rilevante: “È inutile che cercate qui, non ci sono”.

Durante l’audizione, Youssef avrebbe inoltre richiamato i rapporti tra le ragazze e la madre. Nel racconto viene menzionata anche una lettera attribuita a Valentina D’Acunto in cui sarebbe comparsa la frase: “Vi vengo a prendere anche di notte”. Secondo quanto riferito dal giovane, la missiva sarebbe stata successivamente distrutta.

zia materna e appartamento di Formia: ospitalità e tempi da ricostruire

Accanto al comportamento della madre, l’attenzione si concentra sul ruolo della zia materna che ha ospitato le due ragazze a Formia. Le sorelle sono state rintracciate all’interno dell’appartamento della donna, situato in un complesso di edilizia popolare nel quartiere Rio Fresco-Scacciagalline.

Gli accertamenti dovranno ricostruire ogni passaggio, includendo chi abbia accompagnato le ragazze, come abbiano raggiunto Formia, chi abbia fornito il supporto logistico, chi fosse a conoscenza della loro presenza nell’appartamento e soprattutto per quanto tempo vi siano rimaste.

La permanenza di quindici giorni nell’abitazione della zia viene considerata uno dei punti centrali dell’intera vicenda: mentre in Abruzzo si moltiplicavano ricerche, appelli pubblici e verifiche sul territorio, Alisya e Sarah avrebbero continuato a rimanere lontane dagli investigatori. Questa circostanza richiede un’analisi mirata dei contatti avuti dagli adulti durante quel periodo.

prossime mosse della Procura: ascolto delle ragazze e acquisizione di atti

Per il procuratore capo Luciano D’Angelo, il ritrovamento non chiude la vicenda, ma apre l’insieme dei passaggi più complessi. Viene indicato che “i veri problemi iniziano adesso”, con l’ascolto delle due ragazze previsto con le garanzie previste per i minori. Le dichiarazioni potrebbero chiarire se le sorelle abbiano agito di propria iniziativa, chi le abbia aiutati e quale contributo avrebbero avuto i familiari coinvolti.

In parallelo proseguono gli approfondimenti sul contesto che avrebbe portato all’allontanamento delle minori dalla famiglia. La Procura risulta avere acquisito il fascicolo civile relativo ai provvedimenti emessi dal Tribunale e sta valutando anche il materiale presentato dalla difesa della madre, inclusi alcuni audio. Secondo quanto riferito dal legale Mastantuono, tali contenuti documenterebbero tensioni nei rapporti tra le ragazze e gli operatori delle strutture che le hanno ospitate.

personaggi e figure coinvolte nel quadro investigativo

  • Valentina D’Acunto (madre)
  • Enrico Mastantuono (legale della madre)
  • Youssef (ragazzo diciottenne di Alisya)
  • Luciano D’Angelo (procuratore capo)
  • Alisya
  • Sarah
Il depistaggio della madre, il ruolo degli zii, le dichiarazioni di Youssef. Così le sorelle scomparse sono state ritrovate
Categorie: Cronaca

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