Sinner, Agassi spiega il difetto nella preparazione e perché si può migliorare

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Sinner, Agassi spiega il difetto nella preparazione e perché si può migliorare

Andre Agassi entra nel merito del crollo di Jannik Sinner al secondo turno del Roland Garros con parole dirette, puntando l’attenzione su un tema specifico: la preparazione in relazione alle condizioni di gioco. L’ex campione, ospite di TNT Sports negli Stati Uniti, non inquadra la critica come un attacco al giocatore, ma come un possibile punto di miglioramento su un aspetto tecnico-organizzativo che, a parere suo, può fare la differenza anche quando l’avversario e il contesto cambiano.

andre agassi sul crollo di jannik sinner al roland garros

Agassi sostiene che Sinner sia in grado di sostenere partite molto lunghe, anche sotto il sole. Il problema, nel ragionamento dell’ex numero 1, riguarda la preparazione e la capacità di adattare i dettagli del piano di lavoro alle circostanze specifiche del torneo parigino.

Secondo la lettura di Agassi, non è la qualità atletica a essere in discussione. Al contrario, viene richiamata la capacità del giocatore di arrivare a tempi elevati: «può giocare cinque ore e mezza», un segnale considerato probante della tenuta fisica e mentale.

il confronto tra finale storica e eliminazione al secondo turno

Nel suo intervento, Agassi collega l’andamento di Sinner in momenti diversi del Roland Garros, mettendo a confronto due situazioni che, sul piano dei risultati, appaiono distanti.

Da un lato viene citata la finale del 2025 contro Carlos Alcaraz, dall’altro l’eliminazione inaspettata contro Juan Manuel Cerundolo, fermatasi dopo un’ora e 45 minuti col caldo. Il filo conduttore è la domanda su come sia possibile ripetere un risultato simile in presenza di condizioni differenti, quando l’obiettivo sarebbe ottenere la stessa solidità.

preparazione e staff: cosa deve cambiare secondo agassi

Agassi sottolinea che, oggi, il tennis lavora in modo estremamente scientifico su preparazione e recupero. Da qui l’affermazione che Sinner abbia uno staff con medici e specialisti. La questione, però, non riguarda l’assenza di professionalità: riguarda l’opportunità di intervenire su ciò che non ha funzionato.

Il punto centrale resta la preparazione: «deve capire cosa cambiare». Agassi considera rischioso ripetere la stessa impostazione due volte e aspettarsi un esito diverso. Nel ragionamento dell’ex campione, la revisione potrebbe coinvolgere anche la composizione del team.

idratazione al centro della spiegazione

Un passaggio decisivo riguarda l’idratazione. Agassi afferma di insistere su questo aspetto e richiama un dato relativo al proprio periodo di preparazione: prima di giocare in Australia partite al meglio dei cinque set con il caldo, dichiarava di bere 10-12 litri d’acqua nelle 24 ore precedenti la partita. Viene inoltre citato un rapporto tra carboidrati e proteine, oltre a un modello di recovery drink costruito in uno specifico modo.

Da qui l’invito a rimettere in discussione ciò che Sinner assume nel periodo precedente le gare, con l’idea che il giocatore debba verificare se l’approccio attuale sia corretto rispetto alle richieste del contesto.

controlli al j medical e capacità di apprendere dalle sconfitte

Il tema dell’idratazione e dei controlli non resta confinato alle parole di Agassi. Nel periodo tra Parigi e Wimbledon, Sinner aveva già comunicato la decisione di effettuare controlli al J Medical di Torino. Questo elemento viene indicato come un passaggio utile per capire cosa sia accaduto e come evitare che la situazione si ripeta.

Agassi mette anche in evidenza un tratto ricorrente: Sinner, secondo quanto descritto, ha finora dimostrato di saper trarre lezioni concrete dalle sconfitte.

figure citate

  • Andre Agassi
  • Jannik Sinner
  • Darren Cahill
  • Carlos Alcaraz
  • Juan Manuel Cerundolo
“Non c’è nessuna scusa. C’è un difetto in quel tipo di preparazione, perché è una cosa su cui si può lavorare”: così Agassi su Sinner
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