Sigarette spente sulle gambe dei figli madre arrestata a bergamo
Una donna di 38 anni residente in provincia di Bergamo si trova in carcere dal 17 aprile con l’accusa di aver maltrattato e torturato per anni i suoi quattro figli minorenni. L’ipotesi accusatoria è stata sostenuta dopo l’interrogatorio di garanzia dal gip di Bergamo Riccardo Moreschi, che ha confermato la custodia cautelare in carcere.
custodia cautelare confermata per maltrattamenti e tortura
Le indagini, coordinate dalla procuratrice Annaelena Mencarelli e condotte dai carabinieri, descrivono un quadro caratterizzato da punizioni e percosse, affiancate da un sistematico percorso di umiliazione e sopraffazione. Nell’ordinanza, il giudice richiama comportamenti ritenuti finalizzati ad annichilire lo spirito dei figli, con vessazioni descritte come quotidiane, indipendenti dalla condotta dei minori.
interrogatorio di garanzia e decisione del giudice
Durante l’interrogatorio di garanzia, la donna, assistita dall’avvocato d’ufficio Manuel Ghezzi, ha respinto gli addebiti, definendoli “fantasie” e sostenendo che i gemelli avrebbero già formulato racconti analoghi in passato. La tesi difensiva non ha trovato accoglimento: il gip ha evidenziato che alle dichiarazioni dei gemelli si sono aggiunte quelle di altri due fratelli, valutate come “perfettamente convergenti”, con elementi di riscontro indicati nelle fotografie delle lesioni riportate dai minori.
Per tali ragioni il giudice ha confermato la misura in carcere, respingendo la richiesta di attenuazione avanzata dalla difesa.
valutazioni preliminari su dipendenze e condizioni psichiatriche
Secondo quanto emerso finora, la donna avrebbe escluso di avere problemi di dipendenza e non sarebbero stati rilevati disturbi psichiatrici. Al momento, la difesa non avrebbe chiesto accertamenti specialistici in tal senso.
riapertura dell’inchiesta dopo segnalazioni scolastiche
La vicenda aveva avuto un primo riscontro nel 2019, quando il padre aveva segnalato alle autorità presunte condizioni di trascuratezza nei confronti di due figli gemelli. Il fascicolo era stato archiviato dal Tribunale per i minorenni di Brescia nell’agosto 2020.
relazione dell’istituto e incidente probatorio
L’indagine è stata riaperta nel novembre dopo una relazione consegnata ai carabinieri dal dirigente scolastico frequentato dai bambini, basata sulle confidenze raccolte da un’educatrice. Nei giorni scorsi, in incidente probatorio, è stata affidata a due psicologhe una perizia con l’obiettivo di valutare la capacità testimoniale dei minori.
I racconti raccolti dagli investigatori delineano un contesto considerato particolarmente grave, con episodi ripetuti e modalità descritte nei dettagli.
episodi riferiti dai minori: umiliazioni, lesioni e violenze
testimonianza del gemello dodicenne
Uno dei gemelli, oggi dodicenne, ha riferito di essere stato insultato e picchiato continuamente, con indicazioni secondo cui sarebbe stato anche vietato di ridere perché “non meritava di essere felice”. Ulteriori episodi riportati includono l’essere stato costretto a dormire nella doccia e a recarsi a scuola in pigiama o con scarpe femminili per essere umiliato. Il minore ha descritto anche di essere stato legato a una sedia insieme ai fratelli prima di subire percosse.
Tra gli episodi più inquietanti, il ragazzo avrebbe riferito che la madre gli avrebbe spento sigarette sulle gambe.
Lo stesso minore ha ricordato inoltre un episodio avvenuto nel marzo 2025, quando avrebbe riportato ustioni al volto.
testimonianza della sorella maggiore tredicenne
La sorella maggiore, oggi tredicenne, ha raccontato che il fratello avrebbe soffiato sulla minestra perché troppo calda e che la madre, sostenendo il contrario, gli avrebbe afferrato la testa spingendogliela nel piatto. Il giorno successivo, a scuola, il ragazzo avrebbe giustificato le ustioni dicendo di essersi scottato al sole.
Secondo la testimonianza della ragazza, la madre avrebbe colpito tutti e quattro i figli con il bastone della polenta e con il manico di una scopa, ripetendo ai gemelli di non volerli.
testimonianza del fratello decenne e mancato ascolto del secondo gemello
Il più piccolo dei fratelli, oggi decenne, ha riferito episodi di violenza. In un caso, secondo la sua narrazione, la madre gli avrebbe lanciato un coltello, ferendolo a una mano. In un’altra circostanza, avrebbe puntato un coltello contro una gruccia lasciata fuori posto.
Il secondo gemello non risulta ancora ascoltato nell’ambito dell’incidente probatorio: dal luglio 2025 si trova in una comunità terapeutica per gravi difficoltà nella gestione delle emozioni. Gli altri tre fratelli sono ospitati in strutture differenti e assistiti da una curatrice speciale nominata dal tribunale.
capi d’accusa e contestazioni contro la donna
Alla donna vengono contestati maltrattamenti aggravati nei confronti della figlia maggiore e del figlio più piccolo, con condotte descritte come presenti dal 2016 fino all’arresto, oltre al reato di tortura.
posizione della difesa e elementi valutati dal gip
Nel corso dell’interrogatorio, la difesa ha sostenuto che i racconti presentati dai minori sarebbero riconducibili a narrazioni già formulate in precedenza. Il gip, al contrario, ha ritenuto determinanti le dichiarazioni convergenti di più fratelli e il supporto documentale indicato nelle fotografie delle lesioni. La richiesta di attenuare la custodia cautelare è stata quindi respinta.
nomi coinvolti nella vicenda
- Riccardo Moreschi (gip di Bergamo)
- Annaelena Mencarelli (procuratrice)
- Manuel Ghezzi (avvocato d’ufficio)
- due psicologhe (perizia in incidente probatorio)
