Senago, il primo soccorritore racconta: avrei potuto buttarmi in acqua
Le immagini di quella mattina continuano a riaffiorare con forza, accompagnate da dettagli che restano impressi: il canale Villoresi, l’auto ribaltata e le urla dei ragazzi che chiedono aiuto. Marco Paradiso racconta la scena di un incidente avvenuto all’alba, costato la vita a Camilla Copparoni, Lorenzo Benin e Riccardo Provasi, tutti 17 anni.
incidente sul canale Villoresi: l’arrivo di marco paradiso e la scena vista dall’inizio
Secondo la ricostruzione di Paradiso, erano passate da poco le cinque del mattino quando lasciò casa per andare al lavoro. Dopo una curva, l’attenzione viene attirata da qualcosa nelle acque del Villoresi: davanti ai suoi occhi compare un’automobile capovolta e una situazione drammatica, con ragazzi che cercano di mettersi in salvo e persone intrappolate dentro il veicolo.
Paradiso descrive che c’era una macchina ribaltata, con una ragazza e un ragazzo al centro del veicolo che tentavano di aggrapparsi. Altri tre ragazzi sulla riva provavano invece a risalire. In quei primi momenti, la dinamica dell’emergenza si sviluppa tra richieste convulse di aiuto e la consapevolezza che ogni secondo potesse risultare decisivo.
richieste di aiuto e segnalazione dei soccorsi
Gli avvisi che arrivano dalla riva aumentano l’urgenza. Paradiso riferisce che i ragazzi gli comunicano la presenza di altri due giovani intrappolati sott’acqua oltre a quelli visibili. Dalla macchina, la ragazza lancia grida di emergenza: “Aiuto, aiuto!” e il timore di essersi procurata un danno fisico, con la frase “Forse mi sono rotta la schiena”. Il ragazzo con lei non si muove.
Nel frattempo, l’uomo allerta immediatamente i soccorsi. Al telefono viene comunicato che l’emergenza era già stata segnalata, ma Paradiso insiste, continuando a chiedere di intervenire con velocità, perché due ragazzi sarebbero stati sott’acqua da più di dieci minuti.
tentativi di intervento: il carro attrezzi e l’azione per salvare due ragazzi
Mentre attende l’arrivo dei mezzi di emergenza, un carro attrezzi passa casualmente lungo la strada. Paradiso lo ferma e, insieme, cerca di dare aiuto ai giovani sulla riva. Secondo il suo racconto, l’uomo incaricato lancia una fune e riesce a tirare fuori alcuni dei ragazzi.
Paradiso precisa di aver comunicato l’obiettivo chiaro: salvare quei ragazzi. Questo breve intervento, avvenuto nelle fasi iniziali, si inserisce in un contesto più ampio in cui l’attesa dei soccorsi continua a pesare sulla gestione della crisi.
il ricordo di una tragedia simile nello stesso punto
Nel racconto riaffiora anche un confronto con il passato. Paradiso afferma che gli sembrava una sequenza già vista: dieci anni prima, nello stesso punto, era accaduta una tragedia analoga con la morte di altri giovani. Il richiamo alla precedente tragedia intensifica la percezione dell’urgenza e del rischio.
arrivo dei soccorsi: attese e senso di impotenza di marco paradiso
Quando i primi mezzi giungono sul luogo, la situazione, per quanto riferito da Paradiso, resta bloccata in attesa dei vigili del fuoco. Arrivano due pattuglie dei carabinieri, tre ambulanze e la polizia locale, ma l’operatività risulta rallentata dalla necessità di attendere i soccorsi specializzati.
Paradiso descrive un sentimento di forte frustrazione: “Mi sentivo impotente” e l’idea di poter fare qualcosa si scontra con l’impossibilità di intervenire in modo diretto. In un passaggio del racconto, chiede persino se sia possibile buttarsi lui, ma gli viene risposto no, con la motivazione che avrebbe potuto aggravare la situazione.
vigili del fuoco oltre mezz’ora dopo
Secondo la ricostruzione, i vigili del fuoco arrivano oltre mezz’ora dopo. Paradiso precisa di non voler creare polemiche, ma collega il ritardo alla successiva consapevolezza che tre ragazzi non avrebbero potuto farcela. Il pensiero che continua a tornargli è legato all’ipotesi di un intervento più immediato: l’uomo afferma di aver immaginato di potersi buttare prima dell’arrivo dei soccorsi.
Resta sullo sfondo un nodo delicato: nessuno può sapere se un’azione improvvisata, non organizzata e svolta da chi non è addestrato, avrebbe potuto cambiare l’esito. Ciò che rimane, nel racconto, è l’attesa, la percezione del tempo che scorre e la tormentosa sensazione che l’intervento potesse essere anticipato.
vittime citate nel racconto di marco paradiso
Nel racconto dell’incidente sul canale Villoresi compaiono i nomi di tre giovani vittime dell’accaduto, tutti indicati come 17 anni.
- Camilla Copparoni
- Lorenzo Benin
- Riccardo Provasi
