Scandalo mandelson nuovi documenti imbarazzano il governo di starmer
Lo scandalo Mandelson continua a muovere le stanze del potere nel Regno Unito, con nuovi materiali resi pubblici da Downing Street. Messaggi WhatsApp, mail e file documentali mostrano scambi avvenuti tra l’ex ambasciatore negli Stati Uniti coinvolto negli Epstein Files e membri del governo guidato da Starmer, sia prima sia dopo la nomina. I dati, raccolti in tre volumi che superano complessivamente 1.504 pagine, rappresentano la seconda pubblicazione di documentazione relativa a Mandelson dopo quella già diffusa a marzo.
Tra i passaggi più rilevanti emerge un quadro di comunicazioni che coinvolge figure di primo piano dell’esecutivo e dettagli su presunte pressioni, scambi informali e contatti estesi anche su temi non strettamente legati alle funzioni diplomatiche. I documenti includono inoltre elementi cartacei e conversazioni che mostrano critiche politiche formulate dall’ex ambasciatore.
nuovi documenti Mandelson: WhatsApp, mail e file di Downing Street
Downing Street ha reso disponibili nuovi messaggi e documenti scambiati tra Mandelson e membri del governo Starmer. Il materiale comprende tre volumi per un totale di oltre 1.504 pagine, costituendo una seconda tranche di dati pubblicati dopo la serie di marzo, dalla quale era già emersa la consapevolezza del primo ministro riguardo ai rischi connessi alla figura dell’ex diplomatico.
Le comunicazioni pubblicate riguardano soprattutto i periodi immediatamente precedenti e successivi alla nomina, con riferimenti a pressioni politiche e interazioni organizzative interne, oltre a scambi informali. Nei file si trovano anche biglietti manoscritti e scambi di battute che contribuiscono a ricostruire l’intensità e la varietà delle relazioni documentate.
pressioni e contatti politici: David Lammy e Morgan McSweeney
Uno dei nodi principali dei documenti riguarda le pressioni che Mandelson avrebbe esercitato a favore della propria nomina, indirizzate all’allora ministro degli Esteri e attuale vicepremier David Lammy. In parallelo, risulta un fitto insieme di comunicazioni con Morgan McSweeney, indicato come ex potentissimo capo dello staff di Starmer a Downing Street.
Nei file pubblicati compaiono anche biglietti scritti a mano, incluso uno inviato a Lammy in cui Mandelson elenca le difficoltà relative alla gestione dei rapporti con Donald Trump, presentandosi come candidato ideale. In tale contesto, l’ex ambasciatore sostiene che il governo non avrebbe “mai rimpianto” la propria scelta.
comunicazioni con McSweeney e la box rossa per il tycoon
Accanto alle pressioni sulla nomina, nei documenti emergono anche scambi email con McSweeney. La corrispondenza descrive la discussione su come compiacere il tycoon attraverso un sistema di regali personalizzati, citando una speciale box rossa con fregi dorati concepita sul modello delle tradizionali valigette rosse ministeriali britanniche.
scambi critici con Pat McFadden nel 2025
I materiali includono inoltre una serie di interazioni con Pat McFadden, Segretario di Stato al lavoro e alle Pensioni. Nei documenti viene riportato un passaggio del luglio 2025 in cui Mandelson critica l’operato del governo, definito “assediato e allo sbando“.
influenza su nomine, affari economici e welfare
In diversi passaggi, i documenti mostrano Mandelson come figura capace di incidere su ambiti che, secondo quanto emerge dai materiali, avrebbero avuto poca attinenza con le competenze diplomatiche. Alcune comunicazioni segnalano interferenze su nomine e revoche di ministri già poco dopo il conferimento dell’incarico.
Tra le mail pubblicate compare un messaggio in cui Peter Kyle, Segretario di Stato per gli Affari Economici, ringrazia Mandelson per “consigli” legati all’ingresso nel Regno Unito del business dell’Intelligenza Artificiale. Nei documenti viene anche richiamato il fatto che Mandelson avrebbe lavorato per anni come consulente per grandi realtà hi-tech interessate a ottenere contratti governativi sull’isola.
Ulteriori scambi risultano legati a politiche interne: con McFadden si discutono anche tagli al welfare. In altri casi, Mandelson viene riportato mentre critica la “mancanza di verve” del leader Starmer sulla questione della tassazione.
cosa manca nei file: WhatsApp personali e dossier sicurezza interna
Nei documenti pubblicati viene specificato che manca la totalità dei testi scambiati via WhatsApp attraverso il telefono personale dell’ex ambasciatore. Mandelson si sarebbe rifiutato di consegnare tali contenuti.
Tra le oltre mille pagine citate nei materiali non comparirebbe neppure il fascicolo relativo ai controlli di sicurezza interna. Secondo quanto riportato, la polizia avrebbe chiesto al governo di non divulgarlo per evitare di compromettere l’indagine su Mandelson riguardo alla presunta cattiva condotta nell’esercizio di funzioni pubbliche.
de-secrezione dei file: voto parlamentare e procedura “humble address”
Il resto dei documenti è stato reso pubblico grazie al voto in Parlamento di febbraio. In quella fase, i Lord avrebbero chiesto la pubblicazione ricorrendo a una procedura definita “humble address”, espressione che richiama una dichiarazione di umiltà.
La procedura è descritta come una mozione formale pensata per presentare un messaggio o una richiesta ufficiale direttamente al sovrano. Viene inoltre ricordato che lo strumento era stato rimesso in auge proprio da Starmer, in passato, quando operava come portavoce del Partito Laburista, dopo decenni di disuso nel periodo della Brexit.
storia di Mandelson: nomina, licenziamento e indagine penale
Mandelson, 72 anni, è indicato come una figura storica del Partito Laburista, con esperienze sia come ministro sia come commissario europeo. Starmer lo ha nominato ambasciatore negli Stati Uniti nel dicembre 2024 e lo ha successivamente licenziato nove mesi dopo a seguito della rivelazione di nuovi dettagli sulla sua relazione con Epstein, anche dopo la condanna del faccendiere nel 2008 per reati sessuali su una minorenne.
A fine febbraio, Mandelson è stato arrestato nell’ambito di un’indagine penale per presunta cattiva condotta nell’esercizio delle sue funzioni pubbliche, inclusa l’accusa di aver condiviso documenti governativi riservati con Epstein. È stato poi rilasciato senza condizioni di libertà provvisoria mentre l’indagine della polizia è proseguita.
Tra le mail considerate incriminanti risultano anche messaggi riconducibili al periodo in cui Mandelson ricopriva ruoli di governo di primo piano, tra cui quello di ministro delle Imprese e vice primo ministro di fatto nel governo di Gordon Brown.
scuse di Starmer e controversia sul processo di verifica
Secondo quanto emerso dalle prime pubblicazioni di marzo, il primo ministro avrebbe ignorato l’invito del Civil Service a verificare eventuali criticità e possibili conflitti di interesse legati a Mandelson. Nel Regno Unito, tale procedura viene indicata come passaggio previsto per i candidati destinati a ruoli pubblici che richiedono l’accesso a documenti e dati sensibili per la sicurezza nazionale.
Nel caso dell’ex ambasciatore, Starmer avrebbe deciso di procedere prima del completamento del processo. Il 20 aprile, Starmer avrebbe rivolto le proprie scuse alla Camera dei Comuni, assumendosi la responsabilità della decisione: “Non avrei dovuto nominare Peter Mandelson. Me ne assumo la responsabilità”, con un richiamo alle “vittime del pedofilo Jeffrey Epstein che sono state chiaramente danneggiate dalla mia decisione”.
contraccolpo politico nel governo Starmer: dimissioni e nuove sfide
Dopo lo scandalo, la posizione di Starmer avrebbe subito un crescente indebolimento all’interno dell’esecutivo. I critici indicano che affidare a Mandelson un incarico diplomatico di primo piano avrebbe mostrato scarsa capacità di giudizio da parte del leader laburista, già chiamato ad affrontare richieste di dimissioni in seguito alle sconfitte del Labour alle elezioni locali di maggio.
Il ministro della Salute britannico Wes Streeting si sarebbe dimesso dichiarando l’intenzione di sfidare Starmer per la leadership del partito. Streeting risulta il quinto membro dell’esecutivo ad abbandonare Starmer.
Parallelamente, anche il sindaco di Manchester Andy Burnham si sarebbe candidato per un seggio in Parlamento in occasione delle elezioni speciali del 18 giugno, con aspettative di una possibile sfida alla guida di Starmer in caso di vittoria.
figure citate nei documenti e nel contesto politico
- Peter Mandelson
- David Lammy
- Morgan McSweeney
- Donald Trump
- Pat McFadden
- Peter Kyle
- Wes Streeting
- Andy Burnham
- Jeffrey Epstein
- Gordon Brown
- Starmers (riferito alla leadership del governo)
