Riscaldamento globale oltre 1,5 gradi entro il 2030: allarme e principali rischi del rapporto igcc

• Pubblicato il • 4 min
Riscaldamento globale oltre 1,5 gradi entro il 2030: allarme e principali rischi del rapporto igcc

Il clima terrestre sta accelerando verso una soglia considerata cruciale dall’Accordo di Parigi: il pianeta continua ad accumulare calore con un ritmo che, secondo i dati scientifici presentati, avvicina rapidamente l’aumento della temperatura globale a 1,5 gradi oltre i livelli preindustriali. L’allarme arriva dalla quarta edizione del rapporto Indicators of global climate change (Igcc), pubblicata su Earth system science data, che descrive gli andamenti del riscaldamento, le conseguenze per oceani e atmosfera e i rischi legati alla disponibilità dei dataset usati per il monitoraggio.

riscaldamento globale verso la soglia dei 1,5 gradi

Il rapporto evidenzia che il limite di riferimento si collega direttamente al pilastro dell’Accordo di Parigi del 2015, in cui i Paesi avevano fissato la soglia entro cui mantenere l’aumento medio della temperatura. Nel 2025 la temperatura globale ha raggiunto 1,37 gradi, arrivando a quasi piena vicinanza rispetto a 1,5 gradi. La causa viene indicata in modo netto: il riscaldamento sarebbe dovuto quasi interamente alle attività umane.

Il lavoro coinvolge oltre 70 scienziati provenienti da 56 istituzioni in 17 Paesi. La proiezione principale riguarda l’evoluzione futura delle emissioni: con emissioni mantenute ai livelli attuali, è atteso il superamento della soglia di 1,5 gradi entro il 2030, con un trend destinato a intensificarsi. Lo studio sottolinea che il tasso di accumulo di calore nel sistema terrestre indica alti livelli di riscaldamento futuro.

La traiettoria risulta anche in contrasto con un secondo obiettivo dell’Accordo di Parigi: tenere il riscaldamento ben al di sotto dei 2 gradi. La dinamica descritta renderebbe più probabile l’avvicinamento progressivo a quella soglia.

ciclo del carbonio e record di emissioni di gas serra

Il rapporto introduce un elemento di forte impatto quantitativo: ai livelli di emissioni considerati, il carbonio ancora “consumabile” per restare sotto 1,5 gradi sarebbe esaurito in tre anni. In parallelo, si registra il dato sulle emissioni complessive: nel 2025 le emissioni di gas serra hanno raggiunto un record di 56,8 miliardi di tonnellate di CO2, trainate in modo prevalente dalla combustione di combustibili fossili.

La tendenza coinvolge i principali gas serra: le concentrazioni di anidride carbonica, metano e protossido di azoto sono tutte aumentate dal 2019. Questo scenario alimenta uno squilibrio energetico del sistema climatico.

squilibrio energetico terrestre e ruolo dell’accumulo di calore

Uno dei segnali centrali descritti riguarda la differenza tra energia in ingresso e energia in uscita dal pianeta. Secondo il rapporto, negli ultimi dieci anni lo squilibrio energetico è raddoppiato. In termini semplici, significa che il mondo assorbe calore più rapidamente rispetto a quanto riesca a dissiparlo.

La conseguenza è un accumulo crescente che spiega perché la traiettoria termica continui a avvicinarsi a valori soglia, rendendo più probabile un ulteriore incremento delle temperature globali negli anni successivi.

mari più caldi e aumento del livello: record e nuove misure

Anche la condizione dei mari globali è presentata come indicatore direttamente collegato al riscaldamento. Nel 2025 gli oceani hanno raggiunto un record di 23 centimetri di innalzamento rispetto al 1901. Il rapporto attribuisce questo andamento al fatto che gli oceani stanno assorbendo una quota rilevante del calore in eccesso.

Le temperature medie della superficie marina, secondo quanto riportato, lo scorso anno hanno toccato il secondo valore più alto mai registrato. Questo conferma l’intreccio tra aumento della temperatura e risposta degli ecosistemi oceanici.

indicatore delle ondate marine e impatto sugli ecosistemi

Nel rapporto di quest’anno è stato inserito per la prima volta un indicatore dedicato alle ondate marine, descritte come eventi in grado di danneggiare gli ecosistemi e di alterare i sistemi oceano-atmosfera che regolano il clima terrestre. Nel 2025, il mondo ha vissuto 65 giorni di ondate di calore marine.

rischi per i dataset climatici: finanziamenti e decisioni geopolitiche

Accanto ai risultati climatici, il rapporto mette in evidenza un rischio “meno visibile” ma considerato altrettanto preoccupante: la stabilità dei dataset globali utilizzati per monitorare i cambiamenti climatici. Lo studio afferma che tali dataset risultano sempre più minacciati da scelte di finanziamento e decisioni geopolitiche.

Il testo richiama in modo esplicito le missioni statunitensi, descritte come tra le più importanti per questi dati, evidenziando che quelle soggette ai tagli maggiori sarebbero iniziate da quando Donald Trump è tornato alla presidenza. A rafforzare il quadro politico, il rapporto collega anche la scelta governativa relativa agli impegni climatici internazionali: il 7 gennaio l’amministrazione Usa avrebbe ufficializzato il recesso dall’Accordo di Parigi e dalla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici.

personalità citate

  • Donald Trump
Il riscaldamento globale supererà la soglia limite di 1,5 gradi entro il 2030: l’allarme nel rapporto sul cambiamento climatico
Categorie: News

Per te