Ricina denunciata per favoreggiamento un’amica della famiglia Di Vita
Resta alto il livello di incertezza sul giallo di Pietracatella, comune in provincia di Campobasso, dove tra il 27 e il 28 dicembre 2025 sono morte Sara Di Vita e sua madre Antonella, di Ielsi, per avvelenamento da ricina. A più di cinque mesi dall’apertura del fascicolo per omicidio aggravato dalla premeditazione, emerge un nuovo passaggio sul fronte delle indagini: una stretta amica della famiglia Di Vita è stata denunciata a piede libero per favoreggiamento e per ostacolo alle verifiche.
Il quadro investigativo si concentra sulle ricostruzioni e sui riscontri emersi, con un’attenzione particolare alle comunicazioni digitali e alle dichiarazioni rese nel tempo.
denuncia per favoreggiamento nel caso di ricina a pietracatella
Gli agenti hanno avviato la contestazione dopo un percorso di accertamenti che include un interrogatorio in questura. La donna è stata sentita più volte, nell’arco degli ultimi mesi, nell’ambito delle attività della Squadra Mobile di Campobasso, dove risulta essere stata ascoltata tre volte tra gennaio e la data attuale, sempre come persona informata dei fatti.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la donna avrebbe negato l’esistenza di tensioni o di problematiche all’interno del nucleo familiare. Le valutazioni della Squadra Mobile indicano però che tali affermazioni sarebbero state smentite dai riscontri oggettivi, portando a ritenere che la stessa abbia agito con l’obiettivo di ostacolare le indagini.
chat e dispositivi sequestrati: nuovi elementi dalle indagini digitali
Nei giorni scorsi la Squadra Mobile ha ottenuto i primi riscontri da telefoni sequestrati nella casa di Pietracatella, acquisiti lo scorso 4 maggio. Gli approfondimenti sui dispositivi hanno messo in evidenza la presenza di chat che, secondo gli investigatori, potrebbero suggerire l’esistenza di tensioni familiari, soprattutto legate al passato della coppia Di Vita.
Le comunicazioni digitali vengono considerate un elemento utile anche per individuare possibili incongruenze rispetto alle testimonianze fornite dalla donna denunciata. Nel dettaglio, i contenuti riguardano i dispositivi appartenenti alle persone coinvolte nella vicenda, ossia: i telefoni delle due vittime, il cellulare della sorella maggiore Alice Di Vita, oltre a un tablet, un pc e due modem della casa.
oltre 160 sommarie informazioni: convocazioni ripetute e focus sui dettagli
Dall’avvio dell’inchiesta sono stati raccolti oltre 160 sommarie informazioni testimoniali. Il numero dei verbali risulta superiore alle persone effettivamente ascoltate, poiché diversi testimoni sarebbero stati convocati più volte per ulteriori chiarimenti e approfondimenti su aspetti considerati rilevanti per la ricostruzione complessiva dei fatti.
Intanto continuano gli interrogatori rivolti ad altri conoscenti della famiglia Di Vita, con l’obiettivo di consolidare il quadro emerso finora.
sopralluogo ancora da fissare e verifiche sulle tracce della tossina
Prosegue l’attività investigativa, ma non risulta ancora fissato il nuovo sopralluogo nella casa di Pietracatella, in via Risorgimento, posta sotto sequestro da circa cinque mesi e mezzo. L’interesse principale del nuovo accesso è effettuare ulteriori verifiche e ricercare eventuali tracce della tossina oppure altri elementi utili a ricostruire come la ricina sarebbe stata introdotta nell’abitazione.
individuazione della pianta di ricino nel territorio vicino
La vicenda ha ricevuto un ulteriore riferimento logistico a inizio giugno, quando la trasmissione televisiva Dentro la Notizia avrebbe individuato una pianta di ricino in un terreno agricolo distante circa quindici chilometri dal comune del presunto duplice omicidio. Questo elemento viene considerato utile nel contesto delle verifiche ambientali e della possibile provenienza o reperibilità della sostanza.
risultati attesi delle autopsie
Per fine mese sono inoltre attesi i risultati delle autopsie sui corpi delle due vittime, un passaggio destinato a fornire ulteriori elementi per completare la ricostruzione delle circostanze della morte.
soggetti citati nel caso
- Sara Di Vita
- Antonella di Ielsi
- Alice Di Vita
