Responsabilità civile e professioni: la proposta legge lcd per valorizzare le tecniche
Una proposta di legge mira a bilanciare rischi e responsabilità tra professionisti tecnici e imprese esecutrici, ridefinendo l’orizzonte patrimoniale e l’impianto delle coperture assicurative. L’obiettivo dichiarato è costruire un sistema più chiaro e coerente, in grado di tutelare i cittadini danneggiati senza esporre i tecnici e i loro eredi a ricadute potenzialmente sproporzionate e prive di limiti temporali.
responsabilità civile professioni tecniche: proposta di legge e cornice di principio
Il perimetro del provvedimento, presentato con prima firma Andrea de Bertoldi, interviene sulla responsabilità civile in capo alle professioni tecniche, includendo tra gli altri ingegneri, architetti, geometri, geologi, periti, agronomi e agrotecnici. La disciplina proposta punta a valorizzare il lavoro tecnico attraverso regole che risultino equilibrate, eque e coerenti con i principi costituzionali.
Il testo viene inquadrato come un passaggio volto a liberare risorse e competenze necessarie per rilanciare opere pubbliche e private, infrastrutture e governo del territorio, delimitando con maggiore precisione i confini dell’intervento assicurativo e della responsabilità.
coperture assicurative e ricadute patrimoniali: contorni più definiti
I professionisti iscritti agli albi, come previsto dalla cornice di riferimento, sono obbligati a contrarre polizze. La proposta ridisegna i confini delle ricadute patrimoniali, stabilendo che, accanto alla tutela del danneggiato, l’azione di rivalsa possa essere esercitata verso la compagnia anche quando i danni risultano accertati successivamente alla cessazione dell’attività o dopo la morte del professionista.
confini tra professionista e impresa esecutrice: responsabilità solidale e casi critici
Il provvedimento è composto da sette articoli e intende chiarire, in presenza di danno, difformità o difetti, il limite della responsabilità solidale tra professionista e impresa esecutrice. Il testo include anche ipotesi in cui l’impresa abbia affrontato fallimenti o abbia cessato l’attività, con la conseguenza di delimitare l’accountability del professionista alla quota parte della condotta colposa accertata.
Ne emerge un focus particolare: evitare che, secondo quanto evidenziato dai promotori, i professionisti si ritrovino a rispondere economicamente per imprese che nel frattempo risultano chiuse o dichiarate fallite. La proposta si concentra quindi sulla proporzionalità e sulla certezza del perimetro di responsabilità.
responsabilità degli eredi: limitazione al patrimonio ereditario
Un punto centrale riguarda la tutela del tecnico dopo la cessazione dell’attività o in caso di decesso. La proposta limita il coinvolgimento degli eredi nell’azione risarcitoria, mantenendolo solo in relazione all’attivo ereditario e salvaguardando invece il patrimonio personale. In questo modo viene riconosciuta una cornice di tutela orientata alla giustizia civile e alla riduzione dei rischi patrimoniali non coerenti con le responsabilità effettivamente accertate.
durata della responsabilità e ultrattività assicurativa: dieci anni come riferimento
Il testo stabilisce che la responsabilità del professionista si estende per dieci anni dal momento della fine del lavoro. Sul versante assicurativo, viene indicato un criterio di copertura adeguato all’entità della prestazione, con l’obbligo di prevedere un’estensione temporale (“ultrattività”) almeno pari a dieci anni oltre la cessazione dell’attività o il decesso del professionista.
copertura indennitaria decennale postuma per i committenti
La proposta prevede inoltre che le imprese offrano, per ogni tipologia di opera, una copertura indennitaria decennale postuma a beneficio del committente. Questo elemento completa l’impianto complessivo, collegando responsabilità, strumenti assicurativi e tutela del soggetto destinatario della prestazione.
obiettivi dichiarati e interventi collegati: equo compenso e sistema di tutele
La finalità complessiva viene ricondotta alla creazione di fondamenta solide per una crescita più sostenibile del Paese, attraverso l’impostazione di regole che risultino più stabili e bilanciate. Nel medesimo quadro, il presentatore annuncia l’intenzione di presentare un emendamento per ridare ossigeno all’equo compenso, con l’intento di allargarlo a tutti i clienti e anche agli appalti pubblici. La motivazione richiamata è che l’impianto normativo esista, ma non abbia mai avuto piena attuazione, indicata come una delle ragioni per cui il sistema necessita di una spinta ulteriore.
posizioni dei rappresentanti di ordini e consigli nazionali
La proposta riceve riscontri da parte di diverse realtà professionali. La vicepresidente vicaria del Consiglio nazionale degli ingegneri, Carla Cappiello, sottolinea la necessità di garantire una responsabilità professionale più equilibrata: piena tutela ai cittadini danneggiati e riduzione di effetti distorsivi, evitando forme di responsabilità patrimoniale potenzialmente illimitate nel tempo per professionisti e loro eredi. Anche Paolo Biscaro, presidente del Consiglio nazionale geometri e geometri laureati, evidenzia la sproporzione tra rischio e valore della prestazione e richiama il principio di limitare la responsabilità degli eredi al solo patrimonio ereditato.
Interviene anche Giovanni Esposito, presidente del Consiglio nazionale dei periti industriali e dei periti industriali laureati, che definisce la norma lungimirante e collegata alla possibilità di inserire tutele chiare e proporzionate, in particolare per i professionisti impegnati nella progettazione. Alessandro Panci, presidente del Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori, richiama la funzione sociale delle professioni tecniche e la necessità di distinguere responsabilità civile del professionista e dell’impresa, definendo un limite temporale alla responsabilità professionale.
Roberto Troncarelli, presidente del Consiglio nazionale dei geologi, considera la proposta un ulteriore passo dopo la disciplina sull’equo compenso, finalizzato a delimitare la responsabilità civile dei professionisti rispetto alle imprese esecutrici. Chiude con un riferimento alla sostenibilità dell’esercizio professionale Diego Buono, presidente della Cassa Geometri, che richiama l’esigenza di regole basate su responsabilità, proporzionalità e certezza del diritto, rafforzando le tutele per i cittadini senza scaricare rischi non coerenti sulle famiglie dei professionisti.
figure menzionate e rappresentanti coinvolti
- Andrea de Bertoldi
- Carla Cappiello
- Paolo Biscaro
- Giovanni Esposito
- Alessandro Panci
- Roberto Troncarelli
- Diego Buono