Regeni e Ballerini: famiglia ha lottato contro il regime e Chigi chiede 2 milioni agli 007 egiziani

• Pubblicato il • 5 min
Regeni e Ballerini: famiglia ha lottato contro il regime e Chigi chiede 2 milioni agli 007 egiziani

Nel processo per il sequestro, le torture e l’omicidio di Giulio Regeni, dopo le richieste formulate dalla Procura, il confronto in Aula bunker a Rebibbia (Roma) entra nella fase dedicata alle parti civili. La ricostruzione della vicenda, durata dieci anni, è affidata alla legale della famiglia, Alessandra Ballerini, mentre in aula sono presenti esponenti politici e istituzionali che ribadiscono l’obiettivo di verità e giustizia in attesa della sentenza, indicata come imminente a settembre.

processo regenni: parti civili e richiesta di verità e giustizia a rebibbia

Nel corso dell’udienza successiva alla requisitoria del pm Sergio Colaiocco e del procuratore capo Francesco Lo Voi, con le richieste di condanna per quattro 007 egiziani imputati, l’attenzione si concentra sugli interventi della difesa delle parti civili. La legale della famiglia denuncia che il percorso giudiziario ha rappresentato un peso continuo, affermando che vi sono state continue condizioni di sofferenza anche per i familiari di Regeni e che sono stati ripetuti tentativi di screditare Giulio.

La presenza in aula di Elly Schlein, segretaria Pd, accompagnata da Gianni Cuperlo, e della senatrice a vita Elena Cattaneo viene inserita nel contesto delle dichiarazioni raccolte nell’aula: viene richiamata l’esigenza di un impegno costante per arrivare a verità e giustizia per Giulio.

famiglia regenni: dieci anni di attese, minacce e ricerca di dignità

La legale descrive il periodo delle attese come segnato da depistaggi, mancate collaborazioni e ostruzionismo da parte dell’Egitto, insieme a una normalizzazione politica e commerciale tra Roma e Il Cairo. In questo quadro, i genitori di Giulio Regeni, Paola Deffendi e Claudio Regeni, sono ricordati come protagonisti di una battaglia condotta con determinazione e dignità.

Il racconto sottolinea anche l’assenza di finalità vendicative: secondo la difesa, la famiglia avrebbe mantenuto come obiettivo la ricostruzione dei fatti e la tutela del valore della dignità. Nel percorso, vengono richiamati incontri con esponenti del governo e rappresentanti egiziani, senza alcuna protezione dal peso delle difficoltà: vengono citate persecuzioni e minacce.

ragnatela del regime e coinvolgimenti: la ricostruzione del contesto

Le parti civili rievocano il contesto in cui Giulio Regeni sarebbe rimasto intrappolato prima della sua morte. Viene evocata una “ragnatela” costruita dal regime del Cairo guidato da Al Sisi, resa possibile anche tramite il coinvolgimento di persone vicine al ricercatore che avrebbero tradito Giulio. Questo passaggio viene presentato come elemento capace di causare un dolore profondo e persistente.

giustizia per tutti: tutela della libertà e dignità umana

La battaglia giudiziaria viene descritta come più ampia rispetto alla dimensione familiare. Secondo la legale, il caso riguarda tutte le persone che devono poter contare su sicurezza nel mondo e sulla certezza che i corpi e la dignità non possano essere calpestati per alcun motivo, nemmeno da autorità di governo. L’appello rivolto alla Corte richiama la necessità che azioni di tale gravità non si concludano con l’impunità, ribadendo il valore dei principi di giustizia e tutela dei diritti.

richieste di condanna: carcere a vita e pene per gli imputati nsa

La fase precedente aveva visto le richieste di condanna formulate dal procuratore capo Francesco Lo Voi e dal procuratore aggiunto Sergio Colaiocco. In quel contesto, la Procura ha chiesto il carcere a vita per Magdi Ibrahim Abdelal Sharif e una pena di 17 anni e sei mesi per gli altri tre appartenenti alla National Security Agency (Nsa): Usham Helmi, il generale Sabir Tariq e il colonnello Athar Kamel Mohamed Ibrahim.

Per Magdi Ibrahim Abdelal Sharif sono indicati anche ulteriori capi d’imputazione, con riferimento al concorso in lesioni personali aggravate e al concorso in omicidio aggravato. Tutti gli imputati risultano accusati del reato di sequestro di persona pluriaggravato.

intervento della presidenza del consiglio: risarcimento e diritti violati

Nel procedimento, la presidenza del Consiglio dei ministri risulta parte civile e si associa alle richieste avanzate dalla Procura di Roma, chiedendo un risarcimento di due milioni di euro. Nel suo intervento, l’Avvocatura dello Stato evidenzia che il crimine subito da Giulio Regeni avrebbe colpito profondamente la comunità italiana, oltre a configurare una lesione dei diritti di tutela della libertà dei cittadini italiani anche all’estero.

Vengono richiamati diritti costituzionalmente garantiti che sarebbero stati violati dagli imputati, secondo quanto esposto nell’aula bunker a Rebibbia.

normalizzazione egitto-italia: ferita per la famiglia regenni

Le posizioni espresse nelle parti civili si collegano anche al tema della cornice politica. Il testo fa riferimento all’atteggiamento del governo, definito come percorso di pacificazione con l’Egitto, considerato ormai “Paese sicuro”. In questo quadro vengono citati vertici bilaterali con Al Sisi e i suoi ministri, memorandum d’intesa con la polizia egiziana e accordi commerciali e militari.

La normalizzazione viene indicata come ulteriore ferita per la famiglia di Giulio Regeni.

partecipanti in aula: presenze citate nelle dichiarazioni

Tra le figure presenti e menzionate durante l’udienza emergono i nomi di alcuni esponenti che accompagnano la famiglia e seguono il processo.

  • Alessandra Ballerini
  • Elly Schlein
  • Gianni Cuperlo
  • Elena Cattaneo
  • Paola Deffendi
  • Claudio Regeni
  • Sergio Colaiocco
  • Francesco Lo Voi

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