Proteste in Iran: caos dentro e fuori stadio ai Mondiali 2026, cosa è successo in partita con la Nuova Zelanda

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Proteste in Iran: caos dentro e fuori stadio ai Mondiali 2026, cosa è successo in partita con la Nuova Zelanda

La Nazionale della Repubblica islamica iraniana ha avviato la propria corsa ai Mondiali 2026 in un clima teso, accompagnato da proteste e manifestazioni di dissenso rivolte al regime. Martedì 16 giugno, nella prima giornata del girone G, la squadra ha affrontato la Nuova Zelanda, con la cornice delle contestazioni che ha segnato l’esordio della competizione.

iran ai mondiali 2026: protesta fuori dal sofi stadium e contestazioni

Fuori dallo SoFi Stadium di Los Angeles, noto per ospitare la più grande comunità iraniana presente negli Stati Uniti, si è radunato un gruppo di manifestanti per contestare il governo del Paese. La protesta ha incluso cori e l’esposizione di simboli legati alla vecchia bandiera iraniana, quella utilizzata prima della Rivoluzione Islamica, scelta che ha contribuito ad alimentare l’impatto mediatico della serata.

Nelle mani dei dimostranti sono comparsi anche cartelloni contro un accordo in procinto di essere firmato tra Stati Uniti e Iran. L’intesa, indicata come potenziale occasione per porre fine alla guerra in corso da diversi mesi, era citata come fattore capace di mettere a rischio la partecipazione della nazionale iraniana ai Mondiali americani.

bandiera lion and sun e simboli contestati: tra fifa e minacce

Il focus della contestazione si è intrecciato con la questione legata alla bandiera pre-1980. Il vessillo verde, bianco e rosso con al centro un leone e un sole risulta sostituito a partire dal 1980, ma è tornato visibile anche sugli spalti dello stadio durante la serata.

La presenza del simbolo è avvenuta nonostante le minacce attribuite alla Federazione iraniana. Secondo quanto riferito, la federazione si sarebbe “raccomandata” con la Fifa per evitare che il vessillo venisse esposto. L’Iran, inoltre, aveva avvertito di poter ritirare la squadra e di lasciare il campo qualora fossero apparsi simboli politici.

partita iran-nuova zelanda nel girone g

Nella cornice delle manifestazioni di dissenso, la Nazionale iraniana ha affrontato la Nuova Zelanda nella prima giornata del girone G. L’esordio ai Mondiali 2026 è dunque arrivato con un messaggio di contestazione rivolto al regime, reso visibile sia dall’esterno dello stadio sia dalla presenza di simboli riconducibili al periodo precedente alla Rivoluzione Islamica.

scenario fuori campo: protesta e messaggi verso il regime

Lo svolgimento della serata è stato accompagnato dalla radunata di manifestanti vicino al SoFi Stadium. La protesta, caratterizzata da slogan e sventolamento di una bandiera collegata al passato pre-rivoluzionario, ha avuto come bersaglio principale il governo iraniano, rendendo centrale la dimensione politica dell’evento sportivo.

persone citate

  • Matthew Seedorff

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